
04/10/2003
Artista:
BIRDSONGS OF THE MESOZOIC
Album:
The iridium controversy
Anno:
2003
Questi Birdsongs of the Mesozoic non sono in circolazione effettivamente dalla preistoria, bensì dall'inizio degli anni '80: nel 1983 licenziano un primo EP (intitolato ...EP), seguono diverse collaborazioni sino alla pubblicazione dell'LP "Magnetic flip " (1984), nel periodo seguente i nostri partecipano a vari progetti ed alcuni loro brani compaiono su vari supporti sparsi (compilations...), nel 1986 esce l'LP "Beat of the Mesozoic"; dal 1987 ad oggi, con l'avvento dei dischetti ottici in sostituzione del vecchio vinile, i BOTM hanno immesso sul mercato sette CD, considerando sia le raccolte con inediti che i dischi in studio.
Dopo questa sintetico excursus riassuntivo della loro discografia, prendiamo in considerazione "The iridium controversy", la loro ultima fatica.
Prima di tutto la copertina ingannevole: di Roger Dean, stile "Keys to ascension...", per un disco che di prog sinfonico in senso classico ha ben poco.
Musicalmente i BOTM si incupiscono rispetto al passato, avvicinando il loro stile al RIO: le atmosfere richiamano a volte gli Univers zero, senza comunque mai raggiungere le vette di tetraggine di questi ultimi. Emerge un certo minimalismo, sia a livello ritmico che compositivo, e compaiono sonorità elettroniche, comunque per nulla fastidiose e perfettamente integrate nel tessuto dei brani.
Per tutto il disco il tasso di virtuosismo espresso dai singoli musicisti rimane abbastanza basso: I BOTM propongono una scrittura relativamente semplice e minimale nelle singole partiture, le quali vanno comunque contestualizzate entro le composizioni di cui sono elementi costitutivi, poiché concepite chiaramente in ottica dialogica, in modo che ciascun brano risulti infine efficace nel suo insieme. Operazione pienamente riuscita: il tutto appare di gran lunga superiore alla somma delle parti.
Si potrebbe parlare di un uso intelligente della semplicità, finalizzata ad un risultato mai banale, assai efficace ed accattivante nel suo insieme.
Certo, non possiamo paragonare "The iridium controversy" ai capolavori prodotti da gruppi come Thinking plague o 5uu's, il livello è chiaramente differente: la musica risulta meno naturale, più sintetica e costruita; non tutti hanno il dono della genialità, ma alla fine perché non apprezzare dei buoni musicisti che, applicandosi e scegliendo un proprio stile tutto sommato originale, ci allietano con un disco assai piacevole? Consigliato non solamente agli appassionati del genere.
ETICHETTA: CUNEIFORM
CATALOGO: RUNE 179
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Jazz-rock, progressive, RIO
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| References |
their previous works, plus a RIO edge with electronic sounds
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| Vocals |
None |
| Language |
None |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
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| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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