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 18/09/2003
Artist: YOLK
Album: FAZZUL MUSIC fm 0820
Year: 2003
Finalmente un nuovo CD degli Yolk, gruppo elvetico che propone un progressive colto, evocativo, innovativo, di altissimo livello. Chi ci segue si sarà già fatto un’idea tempo fa, leggendo la Relic di “YOLK III 97”, quindi sa che parliamo di una realtà tra le migliori attualmente in circolazione (specialmente se si è procurato i lavori precedenti). Visto che dall’ultima uscita del gruppo è passato del tempo, era lecita una certa diffidenza in proposito. Ebbene: già al primo ascolto ogni dubbio è dipanato! E’ un album da comprare a scatola chiusa, senza alcuna esitazione. Sempre intricati, tecnicamente eccelsi, ricchi di idee nuove ma non fini a se stesse (quindi, a mio parere, non prive di senso); questo è di sicuro il loro lavoro più maturo. Nel complesso appare un po’ meno spigoloso del precedente, perciò maggiormente fruibile anche da chi non fa follie per dissonanze e tempi dispari, ma pregno della solita genialità musicale. Le strutture compositive sono assolutamente lucide, dense e cerebrali, dove le linee melodiche non necessariamente inusuali vengono perennemente nobilitate dalla frammentazione ritmica, dagli arditi passaggi tonali e dai raffinatissimi arrangiamenti presenti. Domina su tutto la batteria di Strauli (vero leader della band: un musicista che abbina alla sensibilità del jazzista di razza la raffinatezza compositiva di un Cutler dei bei tempi e la giusta incisività di matrice rock) in costante dialogo con basso e chitarra, per un risultato finale maturo e corale. I nostri si divertono anche con alcune citazioni più o meno nascoste di gruppi storici nostrani e non, dichiarando così implicitamente alcune loro fonti d'ispirazione (PFM, AREA, ...gli altri dovete scoprirli da soli).Se devo trovare un difetto evidente, lo riscontro nel primo brano, giudicabile come inutile nel contesto di questo disco. Ventitré tracce per un’ora e dodici minuti di gran musica progressive veramente innovativa e fuori dagli schemi. Leggo con piacere a tergo del cd che gli Yolk ringraziano Raoul Caprio di Kaliphonia per l’aiuto alla realizzazione del CD (che tra l’altro vende anche per corrispondenza); ciò è riconferma di patrie capacità. Un album che consiglio a tutti gli appassionati di musica progressive. Ascoltatelo con attenzione e molte volte se siete amanti delle armonie sinfoniche (è complicato, etimologicamente parlando raffinato, ma vale la pena osare l’acquisto, questa volta), imperdibile se siete invece già orientati su sonorità di un certo spessore intellettuale…ovviamente se amate gli Yolk è assolutamente da avere. Buon Ascolto!
Fazzul Music SUI 2003 Fm 0820 Produced by Yolk
Distribution: Kaliphonia spazial@libero.it
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Rock Proressive Music – Contemporary Music – Avant Garde – Art Rock |
| References |
Gentle Giant - Samla Mammas Manna - Area - PFM |
| Vocals |
Moderate use |
| Language |
English / Male |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
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| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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Stefano R |
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 12/01/2004
Artist: YOLK
Album: Fuenftens
Year: 2003
I perché della vita sono tanti ed uno di quelli che più frequentemente attanaglia gli estimatori del rock progressivo è: perché diavolo insistono con quest’improbabile cantato? Proprio non si capisce perché le voci siano il punto dolente di molte prog band (che poi finisce per rovinare tutto il lavoro ed il percorso di ricerca con il classico, devastante, effetto scivolone su buccia di banana). Ma non tergiversiamo: avrete capito che sto per dirvi che canta ancora REMY STRAULI e, quel che è peggio, in quest’album la voce ha un ruolo più rilevante. Comunque digerire il latrato del nostro eroe, il lamento greco che il leader e vero genio del gruppo YOLK ci propina in quasi tutti i brani di fuenftens, è un pegno che si paga facilmente poiché, in generale, si tratta di un ottimo disco, fatto di complessità molto ben camuffate, in grado, più di ogni altro lavoro del gruppo, di piacere ad una moltitudine di persone: musicisti, intenditori e, mi sbilancio, anche ascoltatori distratti o senza strumenti per poter apprezzare pienamente finezze e virtuosismi musicali. E’ un album molto diverso dai precedenti, più abbordabile e piacevole per l’ascoltatore, una riconferma del coerente debordare degli svizzeri con le più avanguardistiche note dei primi cd anche se, su una scala di valore assoluto, è da considerare inferire al quarto. I richiami musicali sono sempre molti: evidentemente i grandi classici del rock progressive, ad esempio i King Crimson (essendoci una cover di 21st Century Schizoid Man tutt’altro che banale) ma anche rimandi a lavori più particolari, di rock progressive inglese degli anni settanta tipo Gracious del secondo album. Inoltre, stavolta, il gioco delle contaminazioni musicali sfuma in echi di psichedelia con tracce più o meno velate persino dei primi Pink Floyd, che imbevono i tessuti musicali tra un guizzo e un altro di originalità. Batteria e moog magistralmente domati da uno Strauli che si riconferma musicista anticonformista e tecnicamente d’eccezione, chitarra suonata con mano capace sia di riff puliti che di distorsioni e dissonanze, basso in tempi dispari e non…insomma il consueto bagaglio degli YOLK, ricercatori di sonorità ed armonie a volte imprevedibili o funamboliche, minimalisti a momenti, fautori dei suoni tirati e velocità di fraseggio, sempre tecnicamente ben sopra le righe, ma il tutto mitigato. Al di là della bella calligrafia delle partiture fini a se stesse, il lavoro appare sempre più attento al pubblico ed al piacere di ascolto. Comunque badate bene: di tutto si può dire di fuenftens, tranne che sia un disco commerciale o che piega il capo ai dettami di tendenza. E’ un moderno insieme di raffinatezze, non sempre facili da digerire, colto e denso di contaminazioni, marcatamente figlio di sonorità e percorsi anni ’70. Incanta per la sua freschezza, è vivace, elegante ed equilibrato. Un lavoro giovane, ottimo per cominciare. Il mio consiglio, quindi, è quello di procurarsi subito una copia, anche perché sappiate che il packaging è eccezionale (per la serie: collezionisti di tutto il mondo unitevi!): praticamente l’oggetto è un CD REC su cui con uno stampino è stata impressa l’immagine di un pulcino o di un tucano (e forse qualche altra), confezionato in una custodia di cartone su cui sono stampigliati a mano quadratini colorati (io su tre cd non ne ho trovato uno uguale) ed i testi sono una fotocopia ritagliata a mano (e male) di un’originale di macchina da scrivere. In parole povere: un’altra perla degli YOLK, unica e diversa dalle altre, di qualità. line-up:
bb_bass, stick, oergeli, theremin und stimme
rs_drums, tasten, oergeli und gesang
jaro_gitarren und melodika Buon Ascolto!
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Rock Proressive Music – Psychedelic Music – Art Rock |
| References |
King Crimson - Gracious - Pink Floyd |
| Vocals |
Substantial use |
| Language |
English / Male |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
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| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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Stefano R |
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 04/05/2007
Artist: YUGEN
Album: Labirinto d'acqua
Year: 2006
Dopo lunghi mesi di minuzioso lavoro vede finalmente la luce l'ambizioso progetto di Francesco Zago (a suo tempo gia' apprezzato chitarrista e compositore dei Night Watch). Sotto il nome di Yugen si cela un vero e folto gruppo di musicisti di ottimo livello, italiani e stranieri, alcuni dei quali noti ai piu' per la collaborazione con French Tv, Stormy Six , Spaltklang, Present e Thinking Plague. La straordinaria varieta' degli strumenti usati (dai piu' consueti come chitarra, basso e batteria al pianoforte, dal moog al tanto gradito mellotron, dal violino al sax, dal clarinetto al vibrafono, dal clavicembalo allo liuto, ecc...) la dice lunga sulla cura meticolosa con la quale e' stato concepito ogni minimo particolare e realizzato ogni singolo suono. Il disco, totalmente strumentale, stilisticamente si discosta alquanto dai pur ottimi esordi del periodo Night Watch, si conferma' esente da ingenuita' concettuali ed interpretative e rifugge da qualsiasi tentazione commerciale, esplorando coraggiosamente sentieri musicali impervi ed affascinanti. Un'opera prima assolutamente matura, caratterizzata da trame altamente elaborate e da un tecnicismo strumentale di primissimo livello, ricca di interessanti intuizioni, repentini cambi di tempo ed improvvise esplosioni sonore. Non appare predominante un chiaro riferimento stilistico ma riecheggiano qua' e la' l'intrigante dissonanza dei King Crimson, la geniale imprevedibilita' dei Gentle Giant e, soprattutto, le conturbanti e seducenti alchimie compositive degli Univers Zero, dei Present e degli israeliani Ahvak. Un prezioso connubio di Progressive e del miglior R.I.O, concepiti in simbiosi con la musica da camera, in cui anche l'avventurarsi sporadico nei pretenziosi e rischiosi territori della ricerca e dell'avanguardia non risulta glacialmente sterile, esimendosi intelligentemente dal cadere nella fatale trappola della sperimentazione fine a se' stessa. Un disco che, necessitando di un ascolto attento ed approfondito, potrebbe forse risultare un po' ostico all'orecchio dei neofiti ma che non manchera' certo di soddisfare gli ascoltatori piu' esigenti e gli estimatori delle sonorita' piu' ricercate, tanto da diventare inevitabilmente un classico del genere ed una delle uscite piu' significative degli ultimi tempi. Una menzione doverosa, infine, per Marcello Marinone, responsabile della produzione ed ideatore del progetto insieme a Francesco Zago, la cui competenza e buon gusto hanno contribuito in maniera determinante alla buona riuscita dell'album.
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
RIO, AVANT-PROG, CHAMBER MUSIC
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| References |
Univers Zero, Present, Ahvak, King Crimson, Gentle Giant, Satie
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| Vocals |
None |
| Language |
None |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
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| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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Luca Rizzini |
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