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10/05/2004
Artist: ULTERIOR LUX
Album: Evergreen - Adventures
Year: 1996

Ulterior Lux ovvero Markus Stauss, Jean Chaine e Remi Sträuli: vi dicono niente questi nomi?
Spendiamo due parole per Stauss, eclettico musicista compositore autore di numerosi progetti musicali quali Spaltklag ( di cui abbiamo già parlato in passato), Echoes, Überfall . Questo geniale sassofonista riunisce alcuni dei più validi musicisti della scena progressive- avanguardistica svizzera per comporre piccoli capolavori compositivi, degni senz’altro di meritare un posticino nel cuore degli amanti della musica colta.
E non dimentichiamoci del giovane fenomeno leader degli Yolk, Remi Sträuli, che ci ha regalato bellissimi momenti musicali con il suo gruppo e che in questo progetto, Ulterior Lux, dimostra tutta la sua bravura e la sua tecnica a cavallo della sua batteria e tastiera.

Ho preferito parlare di due album nella stessa review, in quanto seguono lo stesso percorso musicale, una continuità nata nel primo album The dancing Man del 1990, e proseguito con Evergreen del 1996 e Adventure 1997.
Il protagonista delle evoluzioni musicali di Evergreen e Adventure è senz’altro il sax di Stauss, leader incontrastato, senza rivali.
Ma il lavoro d’accompagnamento del basso di Jean Chaine e le percussioni di Remi sono ben evidenziate.
Le composizioni sono molto complesse, con un forte riferimento ritmi jazz e fusion, sottolineati dalla ritmica della batteria ma con una certa freschezza nell’esecuzioni.
Evergreen è l’album più complesso, senza dubbio più difficile da digerire, con particolari momenti riflessivi e sperimentali, mentre Adventure risulta d’ascolto più facile e fresco, ma comunque intricato e ben composto.
E’ inutile consigliarvi l’ascolto prima dell’acquisto: e ne stiano alla larga glia amanti del progressive sinfonico!!!
Buon ascolto

Nazione: Svizzera
Etichetta: Fazzul Music

GENERAL REFERENCES
Genre
avant-garde / jazz-Fusion
References
Spaltklang - Echoes - Uberfall
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
06/09/2004
Artist: UNIVERS ZERO
Album: Implosion
Year: 2004

Nono cd per una delle icone intoccabili della musica progressive colta, i mitici Univers Zero. Se dovessi individuare la nota distintiva che più di altre mi fece innamorare del combo belga a suo tempo, citerei sicuramente la loro eccezionale capacità di creare atmosfere sinistre, anche, ma non solo, tramite l'utilizzo di sonorità scelte ad hoc per placare la sete di weirdness degli ascoltatori più esigenti in tal senso (nelle notti di luna piena mi eccito ancora all'ascolto di quel nero delirio intitolato "Heresie"...). Questo non significa negare la presenza di una manifesta perizia tecnica o di una valida complessità compositiva nei loro dischi, ma, semplicemente, rilevare come, in fondo, non siano questi gli aspetti per cui sono più amati.

Partendo da questi presupposti e tentando di abbozzare un giudizio sul loro nuovo lavoro, rimango leggermente frenato nelle mie manifestazioni di entusiasmo: molto probabilmente ci troviamo di fronte alla miglior produzione dagli anni '80 in avanti (anche se, lo ammetto, esprimo tale giudizio non avendo riascoltato le precedenti fatiche degli ultimi anni che, in tutta sincerità, non mi avevano entusiasmato), ma parte della magia dei tempi d'oro viene persa per l'utilizzo di sonorità troppo sintetiche ed a causa di un approccio compositivo in alcuni punti più barocco-cameristico (con qualche influenza etnica) e meno scuro rispetto al passato.

Da rilevarsi inoltre la presenza di qualche brano inutile (specialmente fra i primi titoli del cd), aggiunto probabilmente per permettere ad "Implosion" di raggiungere una durata appropriata per gli standard del supporto ottico.

Rimane la tradizionale tendenza al minimalismo compositivo come lessico della loro tipica dark-chamber-music, qualche rumorismo un po' fine a sé stesso e quasi cinquanta minuti di musica non certo innovativa ma sicuramente affascinante, piacevole e di qualità superiore alla media. Comunque da avere: consigliato.

Etichetta: Cuneiform
Nazione: Belgio

GENERAL REFERENCES
Genre
dark-chamber-music
References
stravinsky, bartok, baroque music, modern chamber music
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
30/01/2005
Artist: UNCODE DUELLO
Album: Same
Year: 2004

Uncode Duello è il risultato...di approfondimenti sull'uso degli strumenti, sui suoni, sulle dinamiche, sull'utilizzo delle macchine e della tecnologia..." questo recitano le note di presentazione gentilmente forniteci da Mirko Spino, deus ex machina della ormai storica Wallace Records (www.wallacerecords.com), etichetta che produce musica per la stragrande maggioranza neppure lontana parente del "nostro" progressive, ma non per questo con l'impossibilità congenita, fosse anche per caso, di dare alla luce prodotti che potrebbero essere apprezzati anche da chi solitamente frequenta altre spiagge.
Dicevamo quindi di "Uncode Duello", ultimo lavoro prodotto dalla Wallace, un disco in cui la volontà dei musicisti (Paolo Cantù e Xabier Iriondo)non pare quella di strutturare linguaggi inediti, intesi come codici che esprimano realtà o sensazioni da cui rimanere nettamente distinti, bensì tendere alla creazione demiurgica di una parte concreta del suono-essere costituente la realtà in sè.
Più sinteticamente, direi che ci troviamo in presenza di un disco d'avanguardia strong, scuro, rumoristico, sperimentale, condito con significanti linguistici (brani di discorsi estrapolati dal quotidiano) svuotati della loro valenza simbolica e riproposti con nuova vita, come mutati in vero essere di cui originariamente erano un semplice schema artefatto.
Una proposta lontana anni luce da qualsiasi opera sino ad oggi recensita su queste pagine; da ascoltarsi switchando i nostri parametri d'ascolto (per questo le valutazioni nella griglia corrispondente vanno interpretate con approccio analogico rispetto alla prassi usuale), pura alternativa ad altissimo rischio di rigetto. A voi la palla.

ETICHETTA: WALLACE RECORDS
CATALOGO: WALLACE 56/BRONTO 004

GENERAL REFERENCES
Genre
avant-garde, noisy, dark ambient
References
None
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
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