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20/03/2003
Artist: OCTOPHERA
Album: Bons Amigos
Year: 2003

Gli Octophera sono una nuova band brasiliana, autore di un CD interessante dall’incedere piacevole fortemente influenzato dai Gentle Giant, sia nelle soluzioni vocali che in alcune intuizioni musicali. Attenzione ho detto interessante, i lavori dei fratelli Shulman sono su un altro, lontanissimo, pianeta, ma va dato atto a questi ragazzi brasiliani di aver confezionato un album superiore alla media delle ultime produzioni sinfoniche attuali. Nella composizione di “Bons Amigos” troviamo anche qualche barocchismo alla Genesis(che novità!), cosa che non fa mai male. Attenzione alle parti vocali, sono un po’ invadenti(cantano parecchio), a anche se discretamente eseguite, sono in portoghese(so che qualche utente non ama questo cantato), fattore che a me comunque non dispiace. La ritmica è un po’ scontata, non aspettatevi spezzature alla Echolyn o Anglagard. Alcuni brani acustici impreziosiscono l’insieme raffinando la produzione, complessivamente gli Octophera evidenziano buon gusto, assieme ad una buona perizia tecnica complessiva. Li attendiamo ad un secondo lavoro, qualche lampo di classe lo hanno evidenziato, potrebbero regalarci nuove sorprese.

Etichetta: Rock Symphony
Nazione: Brasile

Marcello Marinone  
05/07/2003
Artist: ONE SHOT
Album: Vendredi 13
Year: 2001

I One shot, ovvero parte dell'attuale formazione dei Magma con in più un validissimo batterista. In realtà questi musicisti dalla doppia vita, grazie all'alto tasso di tecnica individuale, riescono ad affrancarsi da stilemi strettamente zeuhl per proporci un jazz rock adulto, più oscuro rispetto allo standard tipico dei prodotti francesi così catalogati, sufficientemente personale e vario, anche se ovviamente contaminato da influenze provenienti dalle composizioni di Vander.
Il disco che prendiamo in considerazione è Vendredi 13, la loro seconda e migliore produzione, costituita da sei brani inediti registrati dal vivo. Si tratta di musica con molta improvvisazione su canovaccio predefinito (esattamente il contrario di quel che io amo: brani altamente composti e pensati sia nella struttura che negli arrangiamenti), dove il rischio di "imbrodare" il tutto e ridurre l'esibizione ad una serie di assoli a turno dei diversi musicisti è sempre dietro l'angolo (cosa purtroppo verificatasi nel recente concerto di Wurzburg, con forte dispiacere del sottoscritto). Nelle registrazioni immortalate nel disco qui recensito questo però non accade: i brani sono sempre contenuti e quasi mai un semplice pretesto per inutili solismi individuali, il tutto risulta piacevole, frizzante e discretamente strutturato. Una nota di merito al batterista (di chiara impostazione jazz, fortemente incisivo e mai banale) e un piccolo appunto al chitarrista, troppo canonicamente jazz-rock.
Un lavoro quindi più che buono, sintesi intelligente delle diverse tendenze sopra nominate, non troppo ostico e consigliabile a tutti gli amanti della musica di qualità.

ETICHETTA: SOLEIL ZEUHL
CATALOGO: S 06
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GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz-Rock/Zeuhl
References
French jazz-rock scene/Magma
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
10/10/2003
Artist: OPABINIA
Album: Same
Year: 2003

Una delle principali attività di Agartha è quella di scovare nuove e ai più sconosciute entità musicali. Bene, nel mio perpetuo peregrinare sul web mi sono imbattuto in un nuovo ed eccitante ensemble giapponese, gli “Opabinia”.
Leggendo i nomi dei componenti ed effettuando un minimo di ricerca storica, mi sono immediatamente reso conto di essere di fronte a degli ottimi e tutt'altro che sconosciuti musicisti.
Il leader e compositore principale è Kazuto Shimizu già tastierista degli O-U (altro interessantissimo progetto) e dei Lars Holmer’s SOLA, alla chitarre c’è Natsuki Kido dei Bondage Fruit, alla batteria Yasuhiro Yoshigaki (ROVO, Altered States).
Le composizioni sono di buona qualità, emerge la notevole perizia dei musicisti, si varia da brani più tipicamente progressive e jazz-rock ad altri più avanguardistici e acustici, con un bel violino sugli scudi, intervallati da qualche breve episodio più destrutturato di matrice elettronica.
Il disco inizia in modo pirotecnico con “Shower (passing) of passion”, sembra di sentire un brano dei D.F.A. o dei Deus Ex Machina, ritmica spezzata, virtuosismi chitarristici e un hammond ispirato a cesellare il tutto. Il resto dell’album rimane di alto livello seppur con una varietà ed un alternanza di umori e di atmosfere notevole. Gli Opabinia complessivamente ci offrono un lavoro molto professionale, ben prodotto, mai noioso, in quanto ogni brano si dissocia dagli altri a tratti per la composizione a volte per i suoni.
Una bella realtà tutta da scoprire. Consigliato.

Nazione: Giappone
Etichetta: Infinite Records

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive-jazz-rock, avant-garde
References
D.F.A-Deus Ex Machina-Univers Zero
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Marcello Marinone  
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