
14/09/2003
Artist:
MUVOVUM
Album:
XOX-Alekwrt
Year:
2002
I Muvovum sono un gruppo statunitense molto valido seppur assai ostico; il loro primo lavoro, "Glissande du plaisir", è in realtà un CD-R attualmente irreperibile, contenente un unico brano di circa trenta minuti dove i soli Scott Magee (tastiere e percussioni) e Brien Karas (tastiere e chitarra) producono mezz'ora di puro rumorismo elettronico contornato sporadicamente da percussioni frammentarie; volendo si può parlare di un documento che fotografa un'esperienza sicuramente utile nella ricerca personale dei musicisti, ma, detto questo, sorge il sospetto che la performance immortalata non abbia finalità comunicative e sia quindi da censurare come oggetto d'arte; in poche parole potrebbe avere un senso come appunto di lavoro per gli stessi musicisti, od interessare coloro che, un domani, volessero studiare l'evoluzione del gruppo, ma certamente non risulterebbe appetibile a coloro che desiderassero semplicemente ascoltare quanto i Muvovum hanno voluto "raccontare" al resto del mondo. Sconsigliato.
Altra musica invece con il loro secondo lavoro "Xox-alekwrt" (no, non mi sono venuti i crampi alle mani, questo è proprio il titolo del CD), dove, con una formazione allargata (i nuovi adepti sono il bassista Brad Guillory ed il batterista William Gilbert), i Muvovum ci propongono delle composizioni che suonano come una scarna e cupa filiazione minimale degli Henry cow più estremi, con lontani richiami ai Thinking plague ed agli Egg di "The civil surface" (se non altro per alcune atmosfere evocate dal piano elettrico di Scott Magee), il tutto in un contesto meno digeribile e connotato da reminiscenze canterburiane. Il disco alterna densi momenti corali, compositivamente lucidi ed ostici, a passaggi caratterizzati da una improvvisazione elettronica semirumoristica di difficile assimilazione.
In conclusione credo sia importante sottolineare la necessità di non commettere un errore di valutazione giudicando questo lavoro con parametri puramente progressive, separando idealmente le parti composte dalle improvvisazioni e perdendo così la visione d'insieme dell'opera: siamo al cospetto di un ottimo prodotto d'avanguardia progressiva (non di progressive d'avanguardia, come possono invece essere definiti alcuni titoli dei primi due gruppi sopracitati), quindi come tale deve essere approcciato e metabolizzato. Malgrado ne veda i limiti oggettivi, io me ne sono da tempo innamorato. Consigliato unicamente alle menti veramente aperte.
Autoproduzione.
Nessun numero di catalogo.
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Avant-garde/Canterbury
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| References |
Henry cow
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| Vocals |
None |
| Language |
None |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
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| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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