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 23/02/2003
Artist: KARMAKANIC
Album: Entering the spectra
Year: 2003
Progetto ideato dal bassista Jonas Reingold, Karmakanic ospita nomi altisonanti della scena musicale svedese Roine Stolt, Tomas Bodin, dei Flower Kings, Jamie Salazar e Zoltan Csorsz che ha già lavorato in passato con Stolt. E l’influenza del mitico Stolt si sente sia nella tecnica chitarristica che nel suo modo di cantare: lo stile dell’album è tipicamente Flower Kings… ma andiamo per ordine. Il disco si apre con il brano più bello dell’album Entering the spectra: suite di 12 minuti che lascia sbalorditi, senza fiato. Caspita! L’album prosegue con alti e bassi, anche dal punto di vista ritmico, brani al limite del pop, momenti sinfonici ben strutturati e sviluppati alternati a pezzi più “Hard oriented “ . Nel complesso Karmakanic è un buon album di progressive che non deluderà. E’ vero, non ha inventato nulla di nuovo, ma ci regala dei buoni momenti musicali. Nazione : Svezia Anno: 2003 Etichetta: Regain Records
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Lele |
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 05/03/2003
Artist: KRAKATOA
Album: Togertherness
Year: 2001
Gruppo americano composto da 7 elementi polistrumentisti i Krakatoa sono una piacevole sorpresa nell’ambito del progressive rock: Atmosfere Crimsoniane, date da strumenti per lo più acustici, cambi di tempo, ritmica frazionata, violino e strumenti a corda rendono lo stile di questo gruppo unico e virtuoso. Non dovete pensare ad atmosfere fredde e ipertecniche, anzi, il sound dei Krakatoa è caldo e gradevole, gli basta molto poco per farci volare e scoprire nuovi orizzonti musicali. Il disco è quasi completamente strumentale, salvo per alcuni brevi momenti cantati. Nel complesso, comunque il cd non risulta di facile ascolto: i brani intricati e complessi necessitano l’ascolto con attenzione per apprezzare a pieno la musica geniale di questa band. Nazione : Usa Etichetta: Etherdrag Records
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Lele |
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 09/03/2003
Artist: KENSO
Album: Fabulis Mirabilibus de Bombycosi Scriptis
Year: 2002
Il viaggio intrapreso dai Kenso nel 1975 non è stato dei più facili, la strada del progressive rock dalle influenze Jazz fusion e dalle contaminazioni etniche risulta molto impervia. E neanche questo nuovo album Fabulis Mirabilibus de Bombycosi Scriptis delude le nostre aspettative. Già dalle prime note dell’album troviamo i suoni tipici che contraddistinguono la band giapponese: musicisti tecnicamente mostruosi, atmosfere Crimsoniane, con chitarre distorte, batteria con continui cambi di tempo, dissonanze che ci accompagnano per tutto l’album. Ma come dicevo nell’introduzione, la musica dei Kenso è contaminata da brevi momenti etnici, che ci immergono in mondi nuovi e inesplorati, che addolciscono le atmosfere tese Crimsoniane con delicati brani in cui la chitarra acustica e il piano cullano l’ascoltatore, rompendo la freddezza della tecnica a favore del calore della musica romantica. Un album di grande interesse, completamente strumentale consigliato a tutti gli amanti della band giapponese e anche a chi per la prima volta si affaccia in questo difficile lato del rock progressivo. Nazione : Giappone Etichetta : King Records
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LELE |
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