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27/04/2003
Artist: JACOPO ANDREINI
Album: VS 900 Vol.1
Year: 2001

Ebbene si, anche in Italia abbiamo dei pazzoidi che investono tempo e denaro nel tentativo di produrre qualcosa di valido artisticamente, al di là dell'appetibilità commerciale del prodotto risultante.
Uno di questi è Jacopo Andreini, di cui qui recensiamo "VS 900 Vol. 1", edito dall'etichetta Bar la muerte.
Si tratta di un disco assolutamente degno di figurare nelle discografie più colte, quelle di chi ama lavori alla ricerca di soluzioni inedite, crossover, contaminazione e tutto ciò che è novità "suonata", non pura sperimentazione, rumorismo od operazione culturale che non pone al centro la musica usandola solamente come strumento per altri fini.
Nel cd in questione troviamo un'energica interpretazione di jazz avanguardista, influenzato dalla classica contemporanea, da un folk con connotazioni quasi circensi, e da certe espressioni qualitativamente notevoli di rock in opposition (Art bears, News from Babel... ascoltate lo stupendo 4° brano), il tutto con piglio dissacrante e volutamente free.
Degna di nota la simpatica edizione cartonata, non eccelsa ed eterogenea la produzione.
Non è un disco per tutti, non è per ogni momento della giornata, non può servire a creare ambigue e romantiche atmosfere con cui irretire giovani ed appetibili pulzelle, ma è sicuramente un'opera stimolante ed intelligente che i più arditi fra di voi potrebbero decidere di procacciarsi.

Etichetta: Bar la muerte

Edizione: MHM4/BAR16/FR50

Ruggero  
10/09/2003
Artist: JOSE LUIS FERNANDEZ LEDESMA
Album: Designios
Year: 2003


Nuovo lavoro per la band messicana che porta il nome del proprio Leader, J.L.F. Ledesma, virtuoso chitarrista e compositore, che cominciò la sua carriera all’interno del gruppo messicano Nirgal Vallis. La band si sciolse nel corso degli anni 90 lasciando ai posteri solo un album su supporto digitale diventato ormai introvabile e un paio di testimonianze tra vinile e cassette.
Ledesma ha all’attivo diversi lavori da solista e collaborazioni: nella sua carriera ha affrontato gli stili più impegnati e disparati passando dal Rock in Opposition al Progressive sinfonico.
Quest’ultimo lavoro in studio, prodotto in Messico da Luna negra e distribuito in Europa da Musea, ha l’impronta del classico progressive, fatto alla vecchia maniera.
“Designios” risente delle influenze Etniche tipiche della terra messicana:
L’impronta folk emerge soprattutto nei primi due brani del cd, ma dalla terza traccia esplode l’anima progressiva della band.
E’ forte, a mio avviso, l’influenza dei suoni Nord americani, ben amalgamate con la vena folk e arricchite dall’uso di strumenti acustici quali violoncello, mandolino e flauto.
Ma il lavoro della band è andato ben oltre, visitando vene compositive vicine ai migliori lavori dei Gryphon, dove viene dato largo uso all’oboe, strumento tanto amato dalla band inglese.
Perla dell’album è sicuramente la suite “Los designios de geminis”, omaggio alla band d’origine Nirgal Vallis: in 17 minuti la band riesce ad esprimere a pieno le proprie capacità compositive passando dal folk, al sinfonico, al rock progressive puro.
Coinvolgente e trascinate, questo è un disco dalle tinte pastello, fresco e solare, da assaporare in un sol sorso.


Nazione : Messico
Etichetta : Luna Negra / Musea

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonic Prog. Music
References
Gryphon - Nirgal Vallis
Vocals
Moderate Use
Language
Spanish-Female
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
30/11/2004
Artist: JETHRO TULL
Album: Nothing is easy. Live at the isle of wight. 1970
Year: 1970

Cosa ci azzecca una recensione dei Tull su Agartha? Musicalmente parlando poco o nulla, ma, storicamente, i nostri (?) beniamini sono da sempre stati compresi nell'elenco dei capiscuola storici accanto ai vari Genesis, ELP, VDGG, Yes, King crimson... concedetemi quindi, se non altro per dovere di cronaca, l'opportunità di spendere quattro parole su questa loro "nuova" pubblicazione.
Come esplicitamente ci conferma Ian Anderson nelle annotazioni interne del libretto, questo disco non contiene musica progressiva, bensì una buona dose di datato e sanguigno rock blues con qualche contaminazione velleitaria segno dei tempi e delle nuove tendenze che stavano profilandosi all'orizzonte (...il neonato progressive).
Purtroppo siamo al cospetto dell'ennesima compilation di brani già ampiamente celebrati nella discografia ufficiale e non dei Jethro, questa volta in versioni non certo impeccabili, registrate poco più che sufficientemente, anche considerando la data del concerto.
Scusate ma credo che, anche fra i fans più accaniti (fra cui il sottoscritto), molti possano averne stracolme le bolas di acquistare dischi che conoscono già a memoria prima ancora di averli scartati. In merito a pubblicazioni di live dei Jethro, sarebbe invece cosa buona e giusta che vedessero la luce una bella serie di doppi dal vivo dei tour fra il '74 e l'82 (avete presente "The flute in the rock" o "Watchers of the storm"?).
Un dubbio sorge spontaneo: che i tull e la Eagle records abbiano optato non per la pubblicazione di ciò che di veramente inedito e musicalmente valido vi sia nello scantinato di Mr. Anderson, ma per la commercializzazione di un evento divenuto ormai da decenni una delle icone musicali dei '70?
Malinconicamente consigliato solo ai fans integralisti.

Label: Eagle records
Nazione: Inghilterra

GENERAL REFERENCES
Genre
Rock-blues-protoprog
References
English rock blues of late '60
Vocals
substantial use
Language
English Male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
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