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22/04/2003
Artist: FROGG CAFÈ
Album: Frogg cafè
Year: 2001

Dalle lontane americhe arrivano a noi i Frogg cafè, proponendoci un disco suonato con grande dignità, dedizione e cuore. Musicisti molto probabilmente non professionisti (ottimi per essere tali, ma ovviamente rei di qualche lieve ingenuità indotta anche dalla scarsezza di mezzi economici) che ci offrono un CD-R ufficiale autoprodotto, dalla resa sonora comunque complessivamente al di sopra della sufficienza ed una simpatica copertina realizzata graficamente in modo molto artigianale.
Entrando nel merito dei contenuti artistici, i brani mostrano una struttura "didatticamente" complessa (per capirci, sembrano composti con l'attenzione e l'applicazione di chi, consapevole di lavorare al limite delle proprie capacità, vuole evitare di compiere un passo più lungo della gamba), in cui si evidenziano violino, chitarra e tromba, assistiti da un onesta sezione ritmica. Manca un valido tastierista di ruolo che, a mio modesto avviso, potrebbe valorizzare notevolmente le composizioni.
Complessivamente abbiamo un disco che ben assolve il compito di riproporre sinteticamente alcune valide soluzioni mutuate da alcuni gruppi storici di riferimento; in questo senso mi sembrano abbastanza evidenti le influenze dei Kansas (anche se qui il risultato è molto meno "pomp" e molto più vicino alle atmosfere dei primi Echolyn), degli Hands e di Frank Zappa (esplicitamente omaggiato in "Questions without answers"), il tutto frequentemente contaminato da influenze jazz e jazz rock.
Chissà, con una maggior amalgama, l'aggiunta di un valido tastierista, ed il supporto di un'etichetta discografica specializzata questo coraggioso quintetto potrebbe regalarci notevoli soddisfazioni in un futuro prossimo.
Nel frattempo non rinunciate a questo lavoro comunque al di sopra della media: www.froggcafe.com.

Ruggero  
28/07/2003
Artist: FROGG CAFE
Album: Creatures
Year: 2003

A mio modesto parere il nuovo lavoro dei Frogg cafè risulta essere una parziale delusione. Dopo un primo disco in studio recentemente recensito su queste pagine, dove si affollavano una serie innumerevole di citazioni (Zappa, Kansas...) e stili (jazz, country,....) rilette in chiave progressive con composizioni contenenti qua e là anche una certa densità d'idee, seppur con alcune ingenuità ed incertezze comprensibilissime e trascurabili per un lavoro d'esordio, nel secondo "Creatures" i nostri prodi musici decidono che la strada da intraprendere fra le diverse possibili debba essere quella di un valido progressive a stelle e strisce, non certo avventuroso nelle scelte compositive, dalla calligrafia impeccabile e piacevole ma purtroppo poco personale, studiato a tavolino per spalmare omogeneamente lungo tutto l'arco del cd le comunque discrete idee musicali presenti. Cerchiamo di capirci, questo disco si eleva ben al di sopra della stragrande maggioranza dei recenti lavori di "progressive" in circolazione targati U.S.A. (vedi l'ultimo Spock's beard che, se può essere accettabile come disco di rock-mainstream, comunque poco o nulla ha ormai da spartire con il nostro amato genere; come dire, buone queste melanzane, ...ma qui non siamo in macelleria?), la mia mancanza di entusiasmo deriva solamente dalla volontà di non usare come parametro valutativo il semplice livello medio attuale, bensì lo standard dei "vivamente consigliati" presenti su Agartha.
Qualche altro elemento per capire quanto abbiamo fra le mani: i riferimenti complessivi possono essere gli Spock's beard di "The light" (con le debite proporzioni, specialmente considerando i primi memorabili quindici minuti dell'opera d'esordio di Morse e soci) ed i Kansas del periodo d'oro (con minor esuberanza), con un brano iniziale che personalmente mi ricorda i Fates Warning di "A pleasant shade of gray" (sicuramente con un approccio più morbido) ed una terza composizione assolutamente inesistente (un insieme di effetti in studio senza alcun senso intelleggibile).
Consigliato per una pausa di relax intelligente fra 5uu's e Thinking plague.

ETICHETTA: No label
CATALOGO: No number

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonic Prog. Music
References
Kansas, Spock's beard
Vocals
Moderate use
Language
English – Male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
30/07/2003
Artist: FLOATING STATE
Album: Thirteen tolls at noon
Year: 2003

Primo album ufficiale per i pugliesi Floating State, dopo due demo autoprodotti e buoni risultati dal vivo. Il sestetto propone un sound progressivo classico, targato anni ’70, con influenze Canterbury, folk, echi di musica medioevale. Il CD dura circa un’ora e un quarto, tra i cinque brani troviamo due suite alla vecchia maniera, una di venti minuti, una di quarantaquattro. Il contest è cantato in inglese, è metaforico e narra di un percorso di ricerca (esistenziale, alla Siddharta, ad esempio). Tante buone idee anche se la realizzazione appare po’ troppo pretenziosa: hanno esagerato, inserendo ingenuamente troppe cose nell’album, forse nella foga di dimostrare il proprio valore (mi piace pensare che possano migliorare!) ma creando effetti riccamente farciti e carichi di orpelli. Per essere un album d’esordio, comunque, non è male. Riconferma, tra l’altro, il momento favorevole per il sottobosco progressivo Italiano. Nota di merito per la confezione, ben curata ed in perfetto stile Rock Progressive.

Un album interessante, sufficientemente valido. Potrà essere apprezzato da chi ama il Rock Progressive anni ’70 con influenze folk e Canterbury, specialmente da chi vede nelle ingenuità degli esordi un punto di forza.

I Floating State sono:

Mimmo Ferri: keyboards
Michele Meschini: voice, flute, recorder
Grazia Stella: alto and soprano saxophones
Beatrice Birardi: drums, vibraphone and percussions
Francesco Antonino: bass guitar, fretless bass, jew’s harp
Gigi Ferri: electric, acoustic, classic, 12 strings guitar, mandolin

Ospiti:

Assia Polito: voice
Walter Zupa: alto saxophone
Antonello Fanizzi: trombone
Marcello Patrono: trumpet

ITA
Lizard 2003

Buon Ascolto!

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonic Prog. Music -Folk Music
References
Gryphon - Jethro Tull– Van Der Graaf Generator
Vocals
Substantial Use
Language
English-Male/Female
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
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