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 23/03/2003
Artist: ECHOLYN
Album: Mei
Year: 2002
Con “Mei” gli Echolyn sembrano intenzionati a far appassionare di nuovo il popolo del Prog che, da qualche tempo, cominciava a non associare più il nome del gruppo a certezza di condivisione di gusto estetico. Nell’intenzione è l’album del gruppo ritrovato, fatto addirittura di un’unica traccia di circa cinquanta minuti che nella poetica è ispirata ad “On the road” di J. Kerouac ed all’“Inferno” di Dante Alighieri e nell’estetica è l’ideale proseguimento dei lavori più apprezzati del gruppo americano. Purtroppo l’album, per quanto decisamente superiore rispetto al precedente Cowboy Poems Free, è però troppo pretenzioso. Certo è un lavoro sinfonico, moderno, in cui non troviamo una suite ricca di orpelli e fronzoli più o meno autocelebrativi ma, al contrario, della musica sempre fluente, con alcuni spunti interessanti.. Ciò nonostante va detto che all’ascolto attento appaiono complessivamente un pò sbiaditi, in certe parti un pò imbrodati. I tempi delle spezzature ritmiche, degli stacchi, delle parti acustiche brillanti (vedesi i primi due/tre lavori) sono lontani e anche l’interpretazione vocale è sottotono. Peccato perché l’idea di base non era male. Forse la loro vena artistica si è spenta con Suffocating the Bloom.
Per amor di cronaca va detto che probabilmente, se il lavoro fosse di un altro gruppo, ne avremmo parlato come di una cosa interessante, anche se da smussare e regolare. Il problema è che sono gli Echolyn , troppo bravi per ridursi a fare il “compitino” e quindi, come diceva una mia insegnante a qualcuno: "le capacità ci sono ma non si applicano".
Registrato tra Aprile e Maggio 2002, oltre ai quattro musicisti che formano l’ossatura del progetto (tastiere, voci, chitarre, percussioni e basso) vi sono contributi di flauto, clarino, violini, violoncello, percussioni, vibrafono, marimba, tamburello. In definitiva un’intelligente amalgama di Prog Rock americano, con spunti Jazzati inseriti qua e la e in cui l’elettronica è correttamente dosata. Velveteen Records USA 2002 Buon Ascolto!
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Stefano R |
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 24/03/2003
Artist: ECHOLYN
Album: A Little Nonsense now and then
Year: 2003
É in circolazione da qualche tempo sul mercato A Little nonsense now and then, edizione speciale di 3 cd che raccoglie tre album degli Echolyn, "Same", "...And Every Blossom","When the sweet turns sour" e una selezione di esecuzioni live della band americana. Molto bella la confezione in cartone apribile in più parti, che va a formare un cubo, con un ampio Booklet biografico. L’acquisto è caldamente consigliato a chi si è fatto sfuggire alcuni di questi lavori in studio, che, anche se sono stati ristampati più volte sono andati esauriti in poco tempo, ma è anche un’occasione per apprezzare le performance live della band americana veramente valide e coinvolgenti.
Etichetta: Velveteen Records
Nazione: U.S.A.
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Lele |
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 24/06/2003
Artist: ECLIPSE
Album: Jumping from springboards
Year: 2003
Nati come cover band dei Pink Floyd, I brasiliani Eclipse, approdano a questo primo album in studio, interamente composto di brani propri.
Eclipse, cover band dei Pink, il gioco è fatto.. ti aspetti un clone floydiano al cento per cento! No, tutt’altro.
La chitarra pulita, senza sbavature, di Aloìsio Campelo Jr. ricorda i migliori lavori di Latimer.
Album lineare, gradevole e raffinato, nella migliore tradizione del progressive sinfonico inglese, con inserimenti azzeccati di flauto e sax.
La voce di Aloìsio Campelo e di Patricia Dechamps non eccelle in particolari estensioni, le poche parti cantate arricchiscono il brano creando piacevole l’insieme.
Non ci sono particolari virtuosismi, a parte l’impennata del brano Manic Waltz, dove percepiamo sui cambi dei tempo un vago riferimento a Relayer degli Yes.
Ma non cerchiamo i confronti a tutti i costi: Jumping from Springboard è un buon album, piacevole, da ascoltare e riascoltare senza stancarsi.
Un’altro ottimo lavoro arrivato dal Brasile, paese che non finisce mai di sorprenderci.
Buon ascolto!
Nazione: Brasile
Etichetta: Rock Symphony / Musea
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GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Symphonic Prog. Music
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| References |
Camel - Yes - Genesis
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| Vocals |
Moderate use |
| Language |
English - Male - Female
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TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
Good |
| Performance |
Good |
| Sound
Quality |
Good |
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EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
Good |
| Feeling |
Very Good |
| Originality |
Good |
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| LEGEND |
- GENRE: it refers to one or several subtypes of progressive
music or music trends that influence the work.
- REFERENCES: it aims to mention one or several famous
groups (they may also be chronologically younger bands
in case old groups are not famous enough, the aim is to
describe the sound pervading the record)
- VOCALS: it indicates the amount of vocals used in the
work.
- LANGUAGE: it says what language/s is/are used to sing
or recite the lyrics in the work
- TECHNIQUE: it refers to the technical skills the score
requires.
- PERFORMANCE: it assesses how skilfully the score was
performed (it could be defined as excellent even if the
TECHNIQUE has been considered poor, in case a simple score
has been correctly executed)
- SOUND QUALITY: it refers to the recording quality, it
does not relate to the choice of timbre
- COMPOSITION: it refers to the quality of the composition.
- FEELING: editor’s personal judgement
- ORIGINALITY: it shows how innovative the work is
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Lele |
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