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26/09/2005
Artista: UZVA
Album: Nittoaika
Anno: 2002

Uzva, ovvero una band finlandese che ha realizzato due dischi colti ma fruibili da tutti (e ciò è un valore aggiunto, secondo me), interamente strumentali e di indiscussa qualità. Propongono un’ottima miscela di contaminazioni Rock Progressive, Folk, Jazz-Rock, personale anche se tendenzialmente malinconica, come ci si aspetta quando si pensa ad atmosfere tipicamente nordiche. L’album d’esordio è Tammikuinen Tammela e risale al 2000. E’ un disco che raccomando, in cui il sestetto (due chitarre, violino, clarinetto, basso e batteria) regala emozioni meravigliose. Un’intro e cinque parti sviscerano il tema, con melodie raffinate, intensamente poetiche e suggestive. Spiccano i richiami ancestrali alla tradizione folk pastorale finlandese, tessuti e sviluppati in maniera elegante. Lo spirito compositivo è di innovazione e progressivo e le partiture sono erette su di uno studio armonico di qualità, con arrangiamenti originali e validi, che si pregiano dell’apporto di diversi strumenti ospiti, quali il violoncello, il corno francese, il trombone. Incantevole magia in un disco da comprare “a scatola chiusa”, capace di appagare tutti gli amanti del genere citato.

A Tammikuinen Tammela segue Nittoaika, del 2002. Questo secondo lavoro è composto da tre lunghe tracce e rispetto al precedente è più maturo e un po’ più spigoloso. Si evincono, seppur in maniera sommessa, perfino influenze zappiane. Tutta la musica è scritta da Heikki Puska, già protagonista nell’album precedente e pur restando un sestetto di base con l’ausilio di ospiti, l’ensemble cambia forma e strumenti. I nuovi attori sono chitarre, piano, percussioni, violoncello, violino, flauto, bassi…e poi batteria, marimba, clarinetti. Armonie e melodie d’eccezione, evocative e di stile inconfondibile, regalano ancora emozioni velatamente romantiche e fiabesche, che sembrano la naturale evoluzione del precedente ed acclamato Tammikuinen Tammela. Per concludere, è un bel disco, piacevole, con buone idee ben realizzate. Spiccano gli arrangiamenti innovativi e progressivi che richiamano, senza però limitarsi allo scimmiottamento, gli amati anni settanta. Tra suggestioni emozionanti ed esecuzioni tecniche di valore, anche questo è un album che mi sento di raccomandare.

Nazione: FIN
Etichetta: SILENCE

GENERAL REFERENCES
Genre
Rock Progressive- Folk/Jazz-Rock
References
Progressive-Folk Finnish Scene
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent


Stefano R  
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