
01/06/2007 11.28.03
Intervista Arrigo Barnabè
1) Raccontaci brevemente la tua storia come musicista.
Ho iniziato i miei studi di musica ai 10 anni. Non avevo alcuna attitudine particolare. Cominciai ad interessarmi veramente alla musica quando studiai le “As invenções a duas vozes” di Bach. Vivevo nella zona interna del Paranà (una provincia al sud del Brasile, all'epoca principalmente agricola) e affrontai la musica di Bach come un esercizio analogo a quella di Czerni, Hanon, Cesi, ecc... ma mi resi conto contemporaneamente della difficoltà e del grande interesse di quegli “esercizi”. Durante la mia infanzia ho ascoltato molta musica popolare: Luis Gonzaga, Dorival Caymmi, ecc. Più tardi scoprì lo “ie-ie-ie”, i Beatles e, parallelamente, la Bossa Nova. Ricordo d’aver sentito “Dindi” di Tom Jobim alla radio, ai 12 anni.
Amavo le canzoni americane (“Moon River”, “The shadow of your smile” e cosi via) e le canzone italiane (“Io che non vivo senza te”, “Canzone per te”...)
Più tardi iniziarono ad esserci anche in Brasile dei festivals di musica che mi fecero riscoprire la musica brasiliana, autori come Chico Buarque, Baden Powel...
Acquistai la 5° di Beethoven in una edicola e, affascinato, la sentivo continuamente.
In seguito arrivarono Bach, la Chacona per violino... anche se la maggior infatuazione fu per l’”Allegro Barbaro” di Bartok. Ne fui folgorato.
2) Nella tua musica possiamo trovare ogni genere musicale (Pop, rock, jazz, etno, classic....): quale è il tuo linguaggio favorito e perchè?
Mi piace molto la musica erudita del ventesimo secolo, e amo anche le canzoni e la musica vocale.
3) Molte persone indicano Frank Zappa come un riferimento per descrivere la tua musica, ("Clara Crocodilo", Gigante Negao"....), personalmente trovo nel tuo lavoro molti riferimenti classici, tanto jazz, e soluzioni etniche (la tradizione brasiliana) anche quando componi del "rock", concordi?
Non vedo questo legame con Frank Zappa. Lavoro molto con i moduli polifonici, spesso basati su successioni dodecafoniche, usando ritmi jazz, sambe,... e innegabilmente dello swing, cercando di sviluppare ulteriormente tutto questo.
4) Che metodo compositivo utilizzi?
Di tanto in tanto cammino a piedi riflettendo su frasi ritmiche. Però usualmente lavoro seduto; ...attualmente utilizzo l’ordinatore. Precedentemente scrivevo sullo spartito appoggiato sul pianoforte. Sicuramente ho un metodo, anche se non sono in grado di descriverlo puntualmente, ...tutto accade quando non mi sforzo e lascio che sia la musica fluire spontaneamente.
5) Quanto è cambiata la tua musica con il passare degli anni?
Abbastanza, credo, come me stesso.
6) Che ruolo riveste l'ironia nella tua musica?
Domanda interessante.
Coltivo molto il mio senso ironico, trovo l'ironia abbastanza pertinente per questi tempi in cui se ne sente molto la mancanza. L'ironia rende sicuramente più piacevole gran parte di quello che faccio e ne migliora la qualità..
7) Pensi che la musica abbia ancora un ruolo nella nostra società?
Certo, non c’è dubbio che la musica dipenda dal momento storico e debba altresì avere sicuramente un ruolo sociale.
8) Raccontaci qualcosa del tuo ultimo incredibile capolavoro:"Missa in memoriam Itamar Assumpcao".
Grazie per i complimenti. Purtroppo non riesco ad avere una valutazione positiva altrettanto sicura di ciò che ho realizzato. Ho composto "Missa in memoriam Itamar Assumpcao" fra l'agosto ed il settembre del 2004, approfittando dell’invito per un concerto ricevuto dall'”Orquestra Jazz Sinfônica”. Itamar, carissimo ed intimo amico mio, mori mentre stavo componendo la “Missa in Memorian Arthut Bispo do Rosário” nel 2003.
9) Quali progetti hai per il futuro?
Quest’anno, io ed il mio "complice", il pianista Paulo Braga, abbiamo inciso un lavoro per due pianoforti acustici: “Digitais”. Stiamo finendo questo lavoro: il cd uscirà al’inizio del 2007.
10) Alla fine una domanda leggera: dicci quattro dischi che salveresti dalla fine del mondo...
“Missa em si menor” – Bach
“Paixão Segundo São Mateus” – Bach
“Quartetos de Cordas Completos” – Bartok
“João Gilberto", la discografia.
11) Vuoi aggiungere qualcosa?
Soalmente ringraziarti.