
25/03/2003 15.47.05
Fermáta
Per parlare dei Fermáta è necessario contestualizzarli: Cecoslovacchia, dalla prima metà degli anni ’70. Sorprendentemente, in quel periodo, l’est europeo è ricchissimo di produzioni musicali, più o meno di sottobosco e di qualità. C’è fervore intellettuale, si sperimenta, si azzarda, si tentano suoni che arrivano “dagli altri mondi”, l’America e la parte “di la” dell’Europa. Alcune formazioni riescono ad emergere, arrivando a pubblicare album attinenti al fenomeno del Rock Progressivo che, allora, è protagonista nelle scene internazionali. Ovviamente i mezzi a disposizione di questi gruppi non sono certo quelli degli Yes, ELP, Genesis (per citarne a caso) e quindi i nostri eroi devono lavorare con quello che hanno a disposizione: altissima preparazione tecnica dei musicisti, genialità di idee, non sempre buona qualità tecnica per le incisioni, saltuariamente orchestre sinfoniche. I Fermáta sono un gruppo tra i migliori e maggiormente rappresentativi. Nascono nel 1973, per volere di Frantisek Griglák, ex chitarrista dei Collegium Musicum (e di altre band meno famose) che mette insieme una formazione dal background Rock. Pubblicano il loro debut album Fermáta nel 1975, l’ultimo (X) nel 1999. In ventiquattro anni, dunque, pubblicano dieci dischi, tutti in stile “Fermáta”, un jazz-rock progressivo e di improvvisazione, di grande qualità (che diverrà fusion-oriented) ed hanno anche composto musiche sceniche per teatro e Live Television Show. Spiegano subito, sul retro del loro primo vinile, che il loro nome è una parola che in musica identifica un istante ben preciso: l’allungamento, in misura non specificata, di un determinato suono. Con una parola quindi si identificano e sarà così in ogni loro disco. Si caratterizzano per dei suoni basati su chitarra, tastiere, basso e percussioni, che in alcuni album integrano con la viola ed il cantato. I loro lavori sono abbastanza eterogenei, ad esempio Biela Planeta è il loro lavoro meno Prog e maggiormante jazzato, Huascaran , Dunajeska Legenda, the Danubian Legend sono lavori più ariosi e sinfonici, sicuramente apprezzabili anche dagli amanti del Progressive più canonico e romantico. Questo anche perchè nel corso del tempo la band ha visto la sostituzione e l'alternarsi di vari musicisti.
Il loro lavoro fondamentale è il primo, l’omonimo del 1975. Interamente strumentale, è un ottimo jazz-rock progressivo e pionieristico, arioso e brioso, di matrice fortemente legata all’improvvisazione, infatti la caratteristica dei brani è proprio la costruzione della struttura “tema-improvvisazione-tema”. Tutti i musicisti sono di grandissimo livello e non mancano di mettere in mostra intelligentemente e sapientemente le proprie qualità. Si respira un sound che non devasta l’ascoltatore con tonnellate di decibels (alla maniera di una certa tendenza di allora) ma che ha i sui punti di forza nell’alternarsi delle melodie e dei ritmi, oltre che nell’impeccabile tecnica del quartetto.
La discografia:
Fermáta (1975), Piesen Z Hol, song from Ridges, (1976), Huascaran (1977), Dunajeska Legenda, the Danubian Legend (1980), Biela Planeta, The White Planet (1980), Generation (1981), Ad Libitum (1984), Smile (1991). Real Time (1994), X (1999).
Tutti gli album sono reperibili anche in CD.
Buon Ascolto!