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09/09/2003
Artist: PANZERPAPPA
Album: ...Passer gullfisk
Year: 2000

Siamo recentemente incappati nei due titoli di un gruppo norvegese chiamato Panzerpappa, sconosciuto ai più ma, a nostro parere, dalle grosse potenzialità non ancora pienamente espresse. I due dischi che abbiamo fra le mani sono dei CD-R autoprodotti e distribuiti dal gruppo, confezionati in modo pessimo (su entrambi i supporti ottici i titoli sono scritti a mano con pennarello apposito, la copertina del primo è una fotocopia ritagliata approsimativamente, ...), ma registrati più che dignitosamente.
La finalità di questi CD-R è evidentemente più che altro divulgativa e promozionale, visto che il gruppo stesso ci ha confidato il desiderio di licenziare in un prossimo futuro un prodotto inciso e confezionato con tutti i crismi del caso, contenente una sintesi dei migliori brani a disposizione.
I Panzerpappa nel loro primo lavoro, ci propongono un jazz-rock strumentale con influenze che vanno dai Samla mammas manna (senza le eccessive esuberanze ironiche di quest'ultimi) agli Alamaailman vasarat (quelli più "morbidi" e raffinati) rivelando contestualmente matrici folk, influssi etnici ed accenni canterburiani.
Chitarra ed ancor più sassofono si affermano come strumenti dominanti, la sezione ritmica piacevole e varia suona in pieno stile anni settanta, le tastiere hanno un ruolo molto secondario. Siamo in presenza di quel che potrebbe essere un demotape nella versione immediatamente precedente all'incisione definitiva: mancano degli arrangiamenti, occorrerebbe qualche "seconda voce" e le linee melodiche presenti spesso si sovrappongono invece di differenziarsi e dialogare fra loro. Abbiamo quindi delle buone idee colte in uno stadio evolutivo avanzato, ma non ancora completamente mature e sviluppate. Una certa fretta, dovuta presumibilmente alla carenza di mezzi, ha portato il gruppo a commettere alcune imprecisioni a volte anche assai evidenti (un esempio fra i diversi disponibili: nel terzo brano, "Malist", troviamo un'entrata decisamente fuori tempo della chitarra a due minuti e sette secondi dall'inizio). Si tratta quindi di un parto prematuro, comunque piacevole ed interessante, specialmente se valutato in prospettiva. Un lavoro degno di essere preso in considerazione, valido anche se scarno, migliore di molti altri prodotti "definitivi" presenti in un mercato oramai inflazionato. In conclusione indipendentemente dalla vostra decisione di ignorare o cercare questo disco, vi consiglio di leggere anche la recensione del loro secondo CD-R, dove la situazione migliora decisamente.

ETICHETTA: Autoproduzione.
NUMERO DI CATALOGO: Assente.

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive, jazz-rock
References
Samla mammas manna, Alamaailman vasarat, eastern, folk , and canterbury influences
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
09/09/2003
Artist: PANZERPAPPA
Album: Hulemysteriet
Year: 2002

Abbiamo già dipinto un quadro generale dei Panzerpappa recensendo il loro primo lavoro ("...Passer gullfisk"): siamo difronte ad un manipolo di musicisti norvegesi alla ricerca di qualche discografico del settore che creda commercialmente alla loro interessante proposta e decida di investire nella loro arte. Nell'attesa, al fine di suscitare interesse e farsi conoscere, questi scandinavi hanno immesso sul mercato due validi CD-R contenenti brani composti negli ultimi tre anni. Il più recente lavoro, "Hulemysteriet", mostra dei musicisti certamente più spigliati rispetto al primo CD-R, con maggior vivacità esecutiva e delle velleità superiori. Tutto quanto appariva embrionale ed imperfetto nel primo disco, qui si rivela più maturo e correlato agli altri elementi dell'insieme di cui è parte: la composizione è stata arricchita (più canterburiana), gli strumenti dialogano fra loro, creando un'insieme dove ogni voce assume un ruolo definito e distintivo, gli arrangiamenti si mostrano più raffinati ed esaurienti, aumentano le possibilità espressive grazie anche ad un maggior e miglior uso delle tastiere... insomma, un gran bel salto rispetto all'esordio. Non siamo in presenza di un capolavoro, ma semplicemente di quel che già potrebbe essere un validissimo disco, sincero ed interessante, seppur ulteriormente migliorabile. Certo, viste le premesse, se i nostri avessero a disposizione dei mezzi economici appena sufficienti, sicuramente ne vedremmo delle belle; speriamo sia solamente una questione di tempo. Nel caso questo possa aiutarvi a prendere una decisione in merito all'eventuale acquisto, "Hulemysteriet" dura circa quarantanove minuti ed è inciso più che dignitosamente, seppur impacchettato in una confezione stile "3° premio lavoretti della scuola materna classe 1953". Consigliato.
ETICHETTA: Autoproduzione.
NUMERO DI CATALOGO: Assente.

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive, jazz-rock
References
Samla mammas manna, Alamaailman vasarat, eastern, folk , and canterbury influences
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
29/03/2004
Artist: PANZERPAPPA
Album: Farlig Vandring
Year: 2004

Sinceramente ci aspettavamo molto di più da questo “Farlig vandrig”, specialmente alla luce dei due CD-R\demos che questi quattro sbullonati norvegesi ci hanno in passato propinato. I due lavori precedenti, assemblati in cantina con scotch ed attak, assolutamente artigianali e registrati con mezzi a dir poco di fortuna, risultavano molto buoni (specialmente il più recente cronologicamente), considerate le premesse e la situazione di partenza ad handicap. Se a questo aggiungiamo un paio di anni di tempo in cui i nostri avrebbero potuto e dovuto migliorare tecnicamente e compositivamente, il terzo agognato cd avrebbe dovuto vaporizzare i predecessori e rivelarsi come un piccolo capolavoro canterburiano degno di rimanere fra i migliori minori del genere. Questo non è accaduto. Il nuovo lavoro dei Panzerpappa risulta comunque essere un più che discreto disco di jazz rock dalle forte influenze canterburiane, con sonorità che ammiccano abbondantemente ai seventies e qualche richiamo “etnico”. Si tratta di un prodotto immediatamente fruibile, assai gradevole anche al primo ascolto, ricco di emozioni direttamente provenienti dai profondi settanta: una fetta di passato ricreata ai giorni nostri per regalarci il grande piacere di un ascolto nostalgico. Volendo invece considerare l’altro lato della medaglia (…il rovescio), the dark side of the moon, il bicchiere mezzo vuoto… - ok, mi fermo -, appaiono chiaramente i seguenti difetti: la composizione risulta basata su idee troppo semplici, a volte quasi banali, spesso ripetitive, seppur ben mascherate da una ricerca meticolosa degli arrangiamenti e la sensazione complessiva è quella di musicisti non eccezionali, dal grande cuore, ma tuttora alle prese con i limiti imposti dalla propria tecnica non eccelsa e dalla precarietà dei mezzi a disposizione. Forse le troppe aspettative che avevamo ci hanno resi più severi del dovuto, ma, in conclusione, non possiamo che rammaricarci per il non avvenuto salto di qualità auspicato, senza però bocciare un disco dal piacevole gusto retrò, capace comunque di riproporci il fascino di un’epoca che fu e sempre sarà nei nostri cuori. Una volta si diceva “rimandati a settembre …”, …in assenza di esami di riparazione noi li promuoviamo comunque, sperando in miglioramenti futuri. Consigliato non solamente ma in particolar modo agli inguaribili nostalgici in vena di revivals.

ETICHETTA: Avant Audio Production
CATALOGO: app 001

GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz rock/canterbury/classical progressive
References
progressive of the ''70
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
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