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27/04/2005
Artist: FAST ’N’ BULBOUS
Album: Pork Chop Blue Around The Rind
Year: 2005

Prima che, nei primi anni Settanta, “qualcuno” (Frank Zappa) individuasse in Don Van Vliet, in arte Captain Beefheart, un musicista sregolato, cialtronesco, allergico a qualunque tipo di schema, e per questo di altissimo profilo, se non altro per la sua unicità, nessuno avrebbe mai scommesso un centesimo su di lui. Eppure Trout Mask Replica fu solo il primo di un lungo percorso “circense” che Beefheart avrebbe imbastito con caparbia quanto vulcanica convinzione. Che poi qualcun altro, nel Duemila (Gary Lucas, chitarrista ingaggiato nella Magic Band di Beefheart nel 1980; e Phillip Johnston, che ha curato, arrangiato e condotto il progetto Fast ’n’ Bulbous) pensasse di riesumare quella musica e di riproporla in tutta la sua originale freschezza... be’, è quanto meno stravagante e inaspettato, ma per questo perfettamente in linea, se così possiamo dire, con la personalità del protagonista, il ‘Capitano’ di una banda sgangherata e irriverente, punto di riferimento per molti irregolari.
Album di per sé festoso e surreale, effervescente e traboccante di confusione, dominato dai fiati e dalla magistrale slide guitar di Lucas, è ovviamente imperdibile per i cultori – che non credo rimarranno delusi – di Van Vliet. Che col suo sguardo tra il malinconico e l’assonnato ci guarda dal booklet come volesse ammonirci: “Pensavate che me ne fossi andato...”

Label: Cuneiform
Nazione:U.S.A.

GENERAL REFERENCES
Genre
Captain Beefheart!
References
Captain Beefheart, Frank Zappa
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Francesco Zago  
14/06/2005
Artist: FROGG CAFÉ
Album: Fortune Observer of Time
Year: 2005

Terzo cd da parte di questa band statunitense (senza contare “Noodles” del 2002, reso disponibile solamente on line e ai concerti per i fans più accaniti).
Nulla da dire, prog rock di buon livello eseguito da musicisti che mostrano chiaramente le loro qualità esecutive e compositive, dei professionisti, come si evince anche dalla loro biografia, in grado di trattare con perizia la materia. Il disco, dicevamo, è classico progressive made in USA, con evidenti influenze jazz, qualche improvvisazione misurata, un buon dialogo fra gli strumenti (spesso in evidenza il violino), non semplicistico o commerciale ma senza ombre di sperimentazione o velleità innovative, molto lineare, omogeneo e compositivamente “fra le righe”, direi quasi maliziosamente adatto a tutti i palati, giusto per non perdere qualche potenziale fetta d’utenza.
“Fortunate observer of time”, questo è il titolo del supporto ottico, contiene otto brani fra cui un paio di suite di durata superiore ai dieci minuti, tutti indiscutibilmente validi, senza eccezioni negative o picchi qualitativamente distinguibili dal resto del disco, discretamente inciso, con delle buone scelte timbriche: suoni moderni e richiami al passato amalgamati omogeneamente per un risultato finale discreto ed equilibrato.
Insomma, esattamente quel che mi sarei aspettato dopo il secondo “Creatures”, da un gruppo che evidentemente ha deciso di percorrere una strada artisticamente valida ma anche sufficientemente profittevole. I Frogg cafè non sono certo l’avanguardia del nostro genere, ma dei tranquilli, bravi ed onesti interpreti della tradizione progressiva, in grado di proporci musica gradevole di buon livello.
Consigliato a tutti i lettori di Agartha per i loro momenti di intelligente relax musicale, giusto in mezzo and un Simon Steensland d’annata o ad un classico dei Thinking plague.

LABEL: Progrock records
CATALUGUE: No number

GENERAL REFERENCES
Genre
Rock Progressive
References
Kansas, classic USA prog bands
Vocals
Substantial Use
Language
English - Male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
15/03/2006
Artist: FRENCH TV
Album: This is what we do
Year: 2006

Con Grande piacere recensiamo “This is what we do”, ovvero la nona (!) fatica dei French TV, storico gruppo progressive U.S.A. in azione dall’inizio degli anni ’80, capitanato da Mike Sary, persona squisita e nostro grande amico.
Chi già conosce la loro discografia sa cosa aspettarsi, essendo questo nuovo cd sui medesimi apprezzabili livelli delle loro ultime uscite: composizioni molto originali, dense, senza cedimenti qualitativi, strutturate come macro-puzzles composti da tante piccole folli idee senza un evidente filo conduttore od un minimo comune denominatore (ma questo non è sicuramente un difetto, bensì una caratteristica della loro musica), eseguite con strumentazione ampia e varia, caratterizzate da suoni molto “carichi” sia “old fashioned” che “new style” (comunque ben amalgamati); in poche parole ottimo complex prog con qualche influenza zappiana, suonato con perizia ed una buona dose d’ironia.
Il risultato complessivo è molto piacevole e rende inutili ulteriori considerazioni sulle performances dei diversi musicisti (comunque sempre più che dignitose). Menzione speciale per l’ospite d’eccezione Paolo Botta, il “nostro” Paolo Botta, grande amico di Agartha, persona squisita ed ottimo tastierista (…non è particolarmente bello, ma dalla vita non si può avere tutto…), che delizia le nostre orecchie con le sue evoluzioni sui tasti d’avorio in uno dei cinque lunghi brani presenti su TIWWD. Il ragazzone ha anche suonato con i French TV per tutto il tour europeo del 2005 e sta attualmente collaborando alla realizzazione del progetto Yugen, un capolavoro assoluto che avrete modo di sentire prima della fine dell’anno. Grande Paolo! Ti vogliamo tutti bene!
Mike anche stavolta non disdegna di aggiungere sul libretto del cd qualche nota che può aiutarci a meglio comprendere la triste realtà in cui viviamo (mala tempora currunt…): un estratto dagli scritti di John Perkins, ex EHM (economic hit man), vale a dire “…professionisti ben retribuiti che hanno il compito di trasformare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo in un continuo processo d’indebitamento e d’asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi più potenti del mondo…”, …la conferma che spesso i governi non sono che associazioni a delinquere organizzate, in grado di rendere legali i propri misfatti, cambiando le regole del gioco ed alienando la coscienza delle masse tramite l’utilizzo strumentale dei mass-media (…anche noi italiani, nel nostro “piccolo” possiamo dire d’essere esperti in merito…), …invito tutti a documentarsi.
Consigliato a tutti.

PRETENTIOUS DINOSAUR RECORDS CD008

GENERAL REFERENCES
Genre
Complex prog
References
Frank Zappa
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent



Ruggero  
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