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02/10/2003
Artist: BANDA ELASTICA
Album: Ai tencargo
Year: 2003

Una “banda elastica” per gente dalla mente flessibile. Effettivamente potrebbe funzionare come slogan per "Ai tencargo", sesta fatica di questi prodi messicani dagli intelletti fini (tanto per rispettare la par conditio, visto che nessun altro pare farlo). Scherzi a parte questo bel disco soffre comunque di alcune lacune: essendo in realtà una raccolta di brani commissionati ad hoc ad alcuni fra i migliori autori messicani in circolazione, risulta complessivamente un po' disomogeneo a livello stilistico, con qualche caduta di tono sparsa qua e la.
No ci resta quindi che compiere una rapida carrellata su ogni singolo brano:
 "Modelo para armar" si basa su un tema di chitarra messicana ripetuto ed una sezione ritmica a sua volta minimale, su cui divagano xilofoni, percussioni e fiati, in parte improvvisando ed in parte dialogando in modo studiato. Le influenze spaziano dal RIO alle proiezioni etno avanguardiste di Maquizcoatl (più per i suoni che per la composizione).
 "Azul ocre" è un brano di buon etno jazz-rock; il pezzo più scontato del disco.
 "Suite Antonia (I & II)" si presenta con una prima parte data da un semplice intreccio di flauti etnici, seguita da una seconda sezione di etno jazz-rock-in-opposition (scusatemi la forzatura) in cui minimalismo ritmico ed intrecci fiatistici la fanno da padrone.
 In "Banda 1" ancora si contaminano RIO, etnia e jazz, su di una trama percussiva che, per quanto bella e complessa, riconferma come il minimalismo sia una delle maggiori influenze di quest'opera. Gran bel pezzo.
 "Tres piezas (in memoriam L.J.) è una mini-suite in tre movimenti dall'umore ermetico: avanguardia etnica che si stacca dai soliti clichè jazz-rock, sicuramente molto più godibile delle composizioni colte ma "grevi" di Maquizcoatl. Ottimo.
 "Alien toy" chiude le danze, si fa per dire, frullando ancora una volta jazz-rock, mambo, RIO ed etnia. Piacevole e ben suonato.
Di primo acchito ammetto di aver forse parzialmente sopravvalutato questo disco, che in sintesi, pur essendo un prodotto di alta qualità, potrebbe indicare un momento di incertezza da parte del gruppo sulla via da intraprendere. Il confronto con la loro migliore opera, "Los awakates de neplanta" lo vede perdente, ma questo non può essere un motivo sufficiente per rimanere delusi da quello che comunque è infine un lavoro nettamente sopra la media, piacevole, vario (…l’altra faccia della disomogeneità stilistica) e suonato con estrema perizia. Consigliato.

LABEL: LUNA NEGRA
CATALOGO: CDLN-22

GENERAL REFERENCES
Genre
R.I.O.
References
Messican etno music, avantgarde, jazz-rock (sorry, no particular names)
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
04/10/2003
Artist: BIRDSONGS OF THE MESOZOIC
Album: The iridium controversy
Year: 2003

Questi Birdsongs of the Mesozoic non sono in circolazione effettivamente dalla preistoria, bensì dall'inizio degli anni '80: nel 1983 licenziano un primo EP (intitolato ...EP), seguono diverse collaborazioni sino alla pubblicazione dell'LP "Magnetic flip " (1984), nel periodo seguente i nostri partecipano a vari progetti ed alcuni loro brani compaiono su vari supporti sparsi (compilations...), nel 1986 esce l'LP "Beat of the Mesozoic"; dal 1987 ad oggi, con l'avvento dei dischetti ottici in sostituzione del vecchio vinile, i BOTM hanno immesso sul mercato sette CD, considerando sia le raccolte con inediti che i dischi in studio.
Dopo questa sintetico excursus riassuntivo della loro discografia, prendiamo in considerazione "The iridium controversy", la loro ultima fatica.
Prima di tutto la copertina ingannevole: di Roger Dean, stile "Keys to ascension...", per un disco che di prog sinfonico in senso classico ha ben poco.
Musicalmente i BOTM si incupiscono rispetto al passato, avvicinando il loro stile al RIO: le atmosfere richiamano a volte gli Univers zero, senza comunque mai raggiungere le vette di tetraggine di questi ultimi. Emerge un certo minimalismo, sia a livello ritmico che compositivo, e compaiono sonorità elettroniche, comunque per nulla fastidiose e perfettamente integrate nel tessuto dei brani.
Per tutto il disco il tasso di virtuosismo espresso dai singoli musicisti rimane abbastanza basso: I BOTM propongono una scrittura relativamente semplice e minimale nelle singole partiture, le quali vanno comunque contestualizzate entro le composizioni di cui sono elementi costitutivi, poiché concepite chiaramente in ottica dialogica, in modo che ciascun brano risulti infine efficace nel suo insieme. Operazione pienamente riuscita: il tutto appare di gran lunga superiore alla somma delle parti.
Si potrebbe parlare di un uso intelligente della semplicità, finalizzata ad un risultato mai banale, assai efficace ed accattivante nel suo insieme.
Certo, non possiamo paragonare "The iridium controversy" ai capolavori prodotti da gruppi come Thinking plague o 5uu's, il livello è chiaramente differente: la musica risulta meno naturale, più sintetica e costruita; non tutti hanno il dono della genialità, ma alla fine perché non apprezzare dei buoni musicisti che, applicandosi e scegliendo un proprio stile tutto sommato originale, ci allietano con un disco assai piacevole? Consigliato non solamente agli appassionati del genere.

ETICHETTA: CUNEIFORM
CATALOGO: RUNE 179

GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz-rock, progressive, RIO
References
their previous works, plus a RIO edge with electronic sounds
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
06/09/2004
Artist: BONANSONE (DEDALUS)
Album: Nomos apache Alpha
Year: 2004

Oggetto del nostro discorrere è oggi il nuovo lavoro dei Dedalus, formazione di spicco fra i gruppi storici cosiddetti minori della scena progressiva italiana dei profondi settanta. La recente presenza nei negozi specializzati (...ce ne sono sempre di meno...) di una loro recente produzione mi ha leggermente colto alla sprovvista, suscitando in me un senso di piacere e contemporaneamente di timore, esattamente come quando ci si reca ad un appuntamento con un amico di vecchia data, che non si incontra da decenni, con la paura che il tempo abbia cambiato tutto, dall'aspetto fisico alle affinità.

Per fortuna "Nomos apache alpha" (questo il sofisticato titolo del cd) non è una ciofecata galattica, pur essendo stilisticamente parecchio lontano dalle opere del passato.

La musica che i "Bonansone Dedalus" (questo è in realtà l'attuale nome completo, con la sottolineata paternità del progetto da parte di Fiorenzo Michele Bonansone) ci propongono può essere descritta come avanguardia cameristica sintetica, dalle forti connotazioni minimali, fecondata felicemente da una certa dinamicità compositiva che arricchisce la prima componente (Bonansone parla di post-minimalismo, ed il "post" credo indichi esattamente il non fossilizzarsi delle composizioni sulle formule seriali del minimalismo storico), a cui si aggiungono elementi di musica tradizionale (piemontese) ed un tocco felice di sperimentazione, imprescindibile per dei musicisti che dimostrano realmente di non aver mai smesso di ricercare.

Alcune note ulteriori: personalmente ritengo che la musica di questo cd acquisti spessore con il trascorrere dei brani (pur non essendovi nulla di censurabile neppure fra i primi titoli), la confezione è ben fatta ed il libretto ricco di informazioni interessanti (che per pigrizia ho solamente scorso... non seguite il mio esempio), il cd, pubblicato dalla BTF, risulta facilmente reperibile.

In conclusione, seppur non capolavoro assoluto, NAA è opera vera, innovativa, celebrale e di qualità; consigliato.


Etichetta: BTF

Catalogo: VM 097

GENERAL REFERENCES
Genre
avant-garde/folk/chamber music
References
contemporary chamber avant scene
Vocals
Moderate use
Language
Italian-Male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
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