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 15/11/2010
Artist: BREZNEV FUN CLUB
Album: Breznev fun club
Year: 2010
Grande stupore per questo splendido lavoro dei Breznev fun club, che con questa antologia di brani degli anni ’90, mai in realtà prima pubblicati, si colloca a mio parere fra le migliori uscite, recenti e non, del panorama italico progressivo. Prog in senso lato, certamente, che riprende con personale originalità la strada impervia intrapresa da gruppi come Picchio dal pozzo od Orchestra Njervudarov alla fine dei ’70 (più complessi dei primi e meno spigolosi dei secondi), ispirandosi principalmente alla classica contemporanea, citando il signor Zappa, materializzando qua e là ombre canterburiane, R.I.O. e rock-progressive, il tutto con un maturo approccio compositivo orchestrale dal flavour sinfonico e sonorità che frequentemente ricordano M.I.N.D. Vol I degli Isildurs bane.
Certo di antologia trattasi, qualche disomogeneità è inevitabile, ma il range va dal notevole all’eccellente… scusate se è poco!
Il pelo nell’uovo: discutibile e non particolarmente di mio gusto il recitato maschile… ma, appunto, de gustibus...
Concludendo, come si direbbe a Londra: a must have!!!
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Prog, contemporary, R.I.O., canterbury
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| References |
Contemporary music (‘900), Zappa.
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| Vocals |
Sporadical use |
| Language |
Italian-male |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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Ruggero |
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 25/10/2010
Artist: OS RELOGIOS DE FREDERICO
Album: Faskner
Year: 2006
“Faskner” è la terza fatica in studio dei Os relogios de Frederico, band tanto anomala quanto ricca di potenzialità. Il disco in questione, con il più recente, splendido ma anche decisamente più sperimentale “Cefalus ne esquentatum” (il mio preferito), è l’apice della loro proposta: trattasi di avant-jazz rock veramente poco canonico, ricco di soluzioni originali, con strutture ricollegabili al R.I.O. ed alla classica contemporanea, colorato da sapori inaspettatamente funky, …improbabili in teoria, naturali in pratica, parte spontanea dello stile compositivo di questo gruppo carioca. Il groove rimane costante e trascinante per tutta la durata del cd, presente sia nelle parti composte in modo strutturato che in brani più vicini alla forma “jam session”. Pelo nell’uovo: lo stile abbastanza “squared” del batterista, che preferiremmo più seventies… ma no si può chiedere tutto, e quel che ci viene regalato è più che sufficiente per sorridere a trentadue denti… Consigliato.
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Avantgarde, jazz rock
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| References |
Os Mutantes, J. Hendrix, Beatles, Hermeto Pascoal, Ligeti, Berio, Funkadelic, Sly & The Family Stone...
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| Vocals |
Sporadical use |
| Language |
Portoguese-male |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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Ruggero |
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 10/10/2010
Artist: YUGEN
Album: Iridule
Year: 2010
Terzo uscita discografica per i Milanesi Yugen, in realtà il vero seguito di “Labirinto d’acqua”, vista la natura del secondo “Yugen plays Leddi”, palesata dal titolo stesso del disco. Sia stilisticamente sia compositivamente “Iridule” si rivela il proseguo in crescendo del primo lavoro, incrementando il livello di complessità della scrittura e riproponendo, stravolgendo, ricomponendo, alcune delle idee già affrontate in passato.
A mio parere non possiamo ritenere quest’opera un disco di R.I.O. in senso stretto, pur intendendo tale acronimo come nominazione di un genere e non come corrente storica dei ‘70, perché nella scrittura di Zago, a parte qualche sporadico influsso progressivo (storicamente parlando), di rock vi è veramente poco. Le fonti di ispirazione in evidenza, con totale, completa e matura autonomia artistica, sono “colte” (…termine antipatico, quasi snob…) e ormai ben note: Satie, Stravinskij, Schoenberg, Cage, Reich, …ma anche Zappa, Henry Cow e King Crimson. Azzardando una formula semplificatrice definirei lo stile di “Iridule” come avanguardia “classica” contemporanea, permeata di contaminazioni e chiaramente aperta a nuovi sviluppi.
Produzione notevole. Art work affascinante.
Molti gli ospiti illustri; citati in ordine casuale di merito: Dave Kerman (Drums) Guy Segers (Electric Bass) Elaine Di Falco (Voices) Dave Wiley (Electric Bass) Mike Johnson (Guitars) Markus Stauss (Sax) Peter Schmid (Clarinets)…
Capolavoro assoluto: impossibile rinunciarvi.
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Progressive
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| References |
Satie, Stravinskij, Schoenberg, Ives, Reich, Zappa, Henry Cow, King Crimson
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| Vocals |
Sporadical use |
| Language |
English/Female |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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Ruggero |
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