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 26/09/2005
Artist: NIL
Album: Nil Novo Sub Soli
Year: 2005
Seconda fatica per i francesi Nil seguito di” Quarante Jours Sur Le Sinai” album prodotto e distribuito dalla stessa band nel 2003. Il nuovo album edito dalla prolifica etichetta canadese Unicorn Records è “ Nil Novo Sub Soli” (in Italiano, "niente di nuovo sotto il sole”), verrebbe da dire che il titolo sia abbastanza azzeccato, in quanto i Nil non inventano certamente nulla di nuovo ma direi che ciò che propongono è assolutamente degno di nota e superiore alla media delle produzioni prog odierne.
Stilisticamente più vicino al primo lavoro dei gemelli Syrinx (band correlata, i membri pare siano gli stessi) che al primo album.
Il CD ha un’ottima produzione in studio, una resa sonora molto professionale. I brani sono ben elaborati e strutturati, sono state limate certe ruvidezze ed ingenuità del primo lavoro, nel complesso il tutto è meglio amalgamato più concreto, meno diluito, le parti vocali femminili rimangono molto piacevoli e ben eseguite. Le influenze Crimsoniane rimangono ma l’impasto complessivo è certamente più sinfonico e meno spigoloso. Le parti di batteria sono frazionate e ben eseguite. Ritengo ”Nil Novo Sub Soli” un disco che accontenterà tutti, sia chi cerca sonorità e composizioni intricate, sia chi cerca melodia. “Niente di nuovo sotto il sole” ma un usato che mi sento di garantire appieno…
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Rock Progressive |
| References |
King Crimson, Arachnoid, Pulsar, Syrinx |
| Vocals |
Moderate use |
| Language |
French-Female |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
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| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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Marcello Marinone |
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 26/09/2005
Artist: MAKE A RISING
Album: Rip Through The Hawk Black Night
Year: 2005
L’album in questione non è un lavoro di prog in senso stretto è certamente un disco legato a certe produzioni nell’ambito RIO e all’Art Rock in generale. I Make a Rising elaborano una proposta molto intelligente mai stucchevole, carica di ironia, matura e sufficientemente originale.
I riferimenti principali sono certamente gli Henry Cow e ancor di più gli Art Bears, ma le influenze sono molteplici anche qualche spruzzata di pop anni 80, ma sempre rielaborate con intelligenza.
I componimenti prevedono l’utilizzo di strumenti acustici (fiati, archi, batteria) e elettrici (chitarre, tastiere, basso), la voce è a tratti volutamente e ironicamente sgangherata, stonata ma mai fastidiosa. Le atmosfere sono a tratti cupe da film "noir" degli anni 20'/30', alcune tracce le vedrei favolosamente abbinate con dei vecchi fotogrammi sbiaditi e rovinati dal tempo.
Complessivamente una bella scoperta, stampata da un etichetta "indie" alquanto sconosciuta, (la High Two, sosteniamo le etichette indipendenti!). Un lavoro onesto ed originale che mi sento di consigliare a tutti gli amanti della musica intelligente…
Da scoprire...
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
RIO/Art-rock-prog-avant |
| References |
Art Bears, Henry Cow |
| Vocals |
Moderate Use |
| Language |
English, Male, Female |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
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| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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Marcello Marinone |
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 26/09/2005
Artist: KOENJIHYAKKEI
Album: Angherr Shisspa
Year: 2005
Nel 2003 il “nostro” Ruggero recensendo il terzo lavoro dei KOENJIHYAKKEI Nivraym definì la musica della band nipponica "speed zeuhl ipertecnico con influenze di classico prog sinfonico, hardcore ed avanguardia”. Definizione molto azzeccata e aderente alla realtà a mio parere. Oggi la band capitanata dal mitico batterista Tatsuya Yoshida ci propone la sua quarta fatica denominata “Angherr Shisspa”, un album meno legato a certe matrici hardcore, certamente meglio arrangiato, nel quale emerge la voce femminile del soprano Komori Keiko (assieme ai classici cori Magmiani) usata molto spesso come se fosse uno strumento. In vari temi, infatti, ha il compito di doppiare il sax o il piano o un synth, in altri si intreccia piacevolmente con la musica.
Scompare la chitarra elettrica (molto presente in Nivraym) e la new-enrty è rappresentata dai fiati anche questi ben amalgamati con il resto. Come nel secondo lavoro dalla band “Viva Koenj” le parti di piano sono onnipresenti e disegnano temi piuttosto elaborati e fungono molto spesso da collante nelle varie polifonie presenti sull’album.
Nel complesso trovo “Angherr Shisspa” un lavoro più maturo, più progressive e Magmiano del precedente, certamente un passo avanti. La sensazione è quella di essere di fronte a dei “Magma accelerati” con un batterista certamente meno fine di Vander, autori di un album che renderà felici un po’ tutti gli amanti dell’avant-prog e che con questo lavoro potrebbe attirare qualche fan del prog sinfonico più complesso e audace.
Consigliato.
| GENERAL
REFERENCES |
| Genre |
Zeuhl/Avant-prog |
| References |
Magma, Avant-prog scene |
| Vocals |
Substantial use |
| Language |
Own language-Female-male |
| TECHNICAL
ASSESSMENT |
| Tecnique |
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| Performance |
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| Sound
Quality |
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| EDITOR'S
PATHOS |
| Composition |
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| Feeling |
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| Originality |
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| Rating
levels |
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Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent |
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Marcello Marinone |
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