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26/11/2005
Artist: MATS/MORGAN BAND
Album: Thanks For Flying With Us
Year: 2005

Ahimè, mi tocca esordire dicendo che ho due notizie: una buona e una cattiva. Quella buona è che finalmente è reperibile l’ultimo cd della Mats/Morgan Band che, come si evincerà anche dall’intervista pubblicata a suo tempo su www.agarthaprog.com, è una delle realtà musicali che negli ultimi anni si è distinta con dei lavori originali e di qualità; quella cattiva è che ci si aspettava qualche cosa di più (mannaccia a noi e alle nostre aspettative). Ma procediamo con ordine.
Per chi non lo sapesse stiamo parlando di Morgan Ågren e Mats Öberg, ossia due musicisti svedesi, un batterista e un tastierista, evidentemente dotati di capacità superiori. Alle spalle hanno dei dischi validi, originali, complessi e comunicativi. Le influenze che li hanno caratterizzati spaziano tra Zappa e i Beatles psichedelici, tra Keneally e la musica classica, tra il rock più estremo e le atmosfere gotiche del nord, passando per sonorità simili ad Univers Zero, l’elettronica e il sapiente gioco dei campionamenti musicali. Dal vivo le fenomenali qualità tecniche d’esecuzione sono indiscutibilmente evidenti (anche nei live ufficiali) ed in grado di far passare in secondo piano qualche “pecca compositiva”.
Detto ciò e dopo aver letto l’intervista pubblicata su questo sito, capirete il perché delle aspettative di cui sopra, purtroppo disilluse da un disco che non è male ma è abbastanza lontano dal capolavoro che potrebbero partorire Mats e Morgan.
Thanks For Flying With Us è una miscela musicale di sonorità moderne, con parecchio utilizzo di campionamenti ed effetti vari dei computer, tendenzialmente progressive jazz/rock, con influenze zappiane, ma anche di elettronica, di sonorità alla Daniel Denis, qualche spruzzatina pop ed altro ancora. Musica complessa, quindi, di evoluzione, tutt’altro che banale ma anche tutt’altro che inascoltabile. Forse, però, il paradosso è proprio che nello sforzo di creare qualcosa di apprezzabile da un numero ampio di orecchie, si è ottenuto un disco in studio che, seppur arrangiato, suonato (e campionato) in maniera impeccabile, dal punto di vista compositivo non risulta ancora all’altezza per quell’elite di ascoltatori abituati a ben altro. In generale, il cd risulta essere un po’ freddino e tendenzialmente disomogeneo, con tre o quattro brani buoni e nettamente migliori degli altri e qualcuno che, potendo, si potrebbe anche eliminare. Le superbe qualità dei musicisti, comunque, rendono complessivamente gradevole il tutto. In particolare evidenza naturalmente ci sono le tastiere, la batteria e le percussioni ma non passano inosservati neppure gli altri strumenti. Il disco, di buona qualità sonora, dura 74 minuti circa, contiene 12 tracce in studio e 4 bonus tracks live. Queste ultime sono valide, innovative, stimolanti e capaci di far risaltare la bravura tecnica e la comunicatività espressiva dei musicisti.
In definitiva, per me Thanks For Flying With Us è un disco discreto, un po’ troppo “facilotto”, pur contenendo spunti interessanti. Se siete digiuni del genere potrebbe essere un buon punto di partenza, essendo di facile approccio. A mio parere, però, non rende giustizia e non mette sufficientemente in luce le potenzialità della band.

Nazione: SVE
Etichetta: Cuneiform

GENERAL REFERENCES
Genre
Prog Rock/ Jazz-Rock
References
Zappa – National Health- Return to Forever
Vocals
Moderate use
Language
English Male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent



Stefano R  
20/11/2005
Artist: INDEX
Album: Identidade
Year: 2004

Gli Index sono una band brasiliana dedita al rock progressivo di matrice sinfonica. Identidade è il loro terzo album, il più interessante della serie. Se amate i Camel sono certo che ne sarete colpiti positivamente, in particolare ascoltando la chitarra, che richiama in maniera a volte perfino sfacciata il beneamato Latimer (ndr: sfacciati di tutto il mondo unitevi!). In generale il target è quello dei progster amanti del sinfonico più classico. Infatti nel disco, interamente strumentale, si ritrova un tessuto compositivo che rimanda al genere in oggetto nella maniera più tipica, con ritmi mutevoli ma non eccessivamente intricati, begli innesti di melodie romantiche, qualche spruzzata jazzy. Le sonorità e l'uso degli strumenti richiamano gli anni settanta. Alcuni brani sono nettamente migliori di altri, cioè Identidade non è prettamente omogeneo e qualche traccia può benissimo essere saltata. La qualità sonora dell’incisione è valida e tecnicamente i musicisti rivelano un adeguato livello di preparazione. Un cd nel suo genere azzeccato, pur non essendo di sicuro un capolavoro. Ad onor del merito, va comunque specificato che non è un album del tutto banale e gli Index non si limitano a scopiazzare e riproporre l’ennesimo polpettone fatto solo di cose già sentite, ma ci mettono anche buona farina del loro sacco. Se avete già mille dischi di prog sinfonico ammetto che è superfluo, ma tra le uscite dignitose di questo genere degli ultimi tempi, questo CD ha una buona collocazione, al pari, ad esempio, del Mirage pubblicato di recente (ma questa è un’altra storia e forse un’altra recensione).

Consigliato a chi ama il classico rock progressivo sinfonico ed è disinteressato ad andare al di la di questo genere. Di sicuro interesse per chi ha affinità con il sound dei Camel

Total Time: 51:38

Line-up
- Jones Junior / acoustic & electric guitar, flute
- Otaviano Kury / Hammond organ, piano, synthesizers
- Ronaldo Schenato / bass
- Leonardo Reis / drums, percussion

Nazione: BRA
Releases information
CD Musea Records FGBG 4544.AR

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonic-Prog
References
Camel - Mirage
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent



Stefano R  
21/10/2005
Artist: MICHEL WINTSCH
Album: Minimum Wital
Year: 1996

Interamente composto da Michel Wintsch, "Minimum Wital" contiene due strepitose suites per piccola orchestra di 40'44 e di 27'01 minuti complessivi, durante l'esecuzione delle quali si alternano dieci musicisti e sei differenti vocalists.
Sorprendente è come le partiture risultino insiemi in cui vi si trova veramente di tutto, in modo perfettamente coeso, senza forzature o evidenti frammentazioni stilistiche: classica contemporanea (mai sfociante nella rumoristica), avant-jazz contaminato, passaggi in cui compaiono perfetti ibridi delle due precedenti tendenze, cameristica, spazi improvvisativi (sempre discreti, in cui gli artisti non si esprimono mai in modo stucchevole per l'ascoltatore), lievi accenni di ironia (ma, a differenza di quanto accade in diverse composizioni di Zappa, qui la misura e la sottigliezza del tutto fanno si che non si sacrifichi assolutamente nulla della composizione, la cui qualità ed originalità diventa anzi utile al "gioco" - ascoltate in tal senso l'undicesima traccia... -), grandi virtuosismi mai fini a sé stessi e delle bellissime sonorità in cui spesso si sposano magnificamente suoni "classici", spezie jazzate, sapori progressivi e grandi idee originali (si ascolti il paradosso, anche compositivo, perfettamente riuscito nell'ottava traccia: avant-rap-jazz che sfocia nella classica contemporanea...).
Signori un grande disco, senza ne "se" o "ma", da avere a qualsiasi costo, che spero sia solamente il primo passo verso la scoperta di un autore tanto grande quanto forse poco noto ai più.
Indispensabile.

GENERAL REFERENCES
Genre
Avant-jazz, avant-garde, classic music, chamber music, progressive
References
Peter Vermeersch, Zappa Frank, Univers zero
Vocals
Moderate Use
Language
French-female
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent



Ruggero  
 
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