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28/03/2003
Artista: HAPPY THE MAN
Album: Happy the Man
Anno: 1977

Geniale gruppo americano gli Happy the Man esordirono sulla scena progressive nella metà degli anni 70 in Virginia, ma arrivarono ad incidere il primo album omonimo per l’etichetta Arista soltanto nel 1977.
Il quintetto Americano riuscì a comporre questo album con uno stile ricco e personalissimo , tanto da essere successivamente, punto di riferimeto per altre Band contemporanee.
L’album inizia con "Starborne", brano dolce e delicato che ci introduce in quello che sarà la base di partenza sviluppata nei brani successivi.
L’architettura acustica è notevole, l’album è ricco di fantasie tematiche che si evolvono e si richiamano nel corso dell’album. Non mancano i momenti musicali scherzosi e geniali (nei brani Upon the rainbow o Knee bitten nynphs in limbo), ricchi di cambi di tempo e impreziositi dall’apporto di fiati e pianoforte.
L’album è quasi interamente stumentale, le parti vocali di Stanley Whitaker ci accompagnano in melodie dolci, quasi sussurate.
Album completo quindi, dove si intrecciano melodie a momenti più suonati e intricati.
Questo disco può essere sicuramente un punto di partenza per chi vuole conoscere la musica degli Happy the man ed è senz’altro consigliato agli amanti del Progressive sinfonico.

Nazione: Usa
Etichetta: Arista/Musea

Lele  
18/12/2003
Artista: HARDSCORE
Album: Tubes for section
Anno: 1998

Con immenso piacere vi rendo partecipi di una fra le più straordinarie composizioni che io abbia mai sentito. Essendo un ascoltatore molto coinvolto e preda di facile entusiasmi, qualcuno fra voi che mi conosce penserà alla solita "sparata" poi da ridimensionare a mente fredda; così non è, ve lo garantisco. Fra le mani ho un miniCD autoprodotto contenente un'unica suite della durata di 20 minuti e 35 secondi dei mitici Hardscore (uno dei rarissimi casi di gruppi che, nelle mie personali e, lo ammetto, un poco riduttive valutazioni di merito, abbia raggiunto praticamente il massimo per ciascuno dei titoli prodotti), il cui contenuto credo possa essere riassunto in questo modo: prendete i migliori brani di "Roxy and elswhere" e di "Studio tan" (Frank Zappa, per chi non lo sapesse), liberateli da qualsiasi ironia inutile, raffinatene ulteriormente la composizione allontanandola da influenze rock troppo esplicite; aumentate la densità e la complessità delle idee, avvicinandole ulteriormente alla genialità di uno Stravinsky, eseguite il tutto con perizia strumentale assoluta, aggiungendo qualche sonorità richiamante MIND Vol. III degli Isildurs bane (anche se qui, a mio parere, il livello è nettamente superiore; incredibile, non è vero?...) nobilitate il risultato con una voce femminile reminiscente della sublime prestazione di Elise Ross su "Cinq Hops" (il capolavcoro di Jacques Thollot, datato 1978), fra l'altro elegantemente corteggiata da uno xilofono che compie incredibili evoluzioni ed incorniciata in complessi intrecci strumentali realizzati utilizzando un caleidoscopio di timbri assolutamente effervescenti; ebbene signori questo è "Tubes for section", questi sono gli Hardscore, questa è la musica che amiamo, in un panorama progressive dove troppa mediocrità viene metodicamente diffusa generando in continuazione confusione e soffocando ciò che veramente di buono dovrebbe emergere.
Non è un Cd di facile reperibilità, cercatelo comunque: è assolutamente imprescindibile per chi ama questo genere.
Un consiglio ulteriore: se non lo avete già fatto, correte a comperarvi anche gli altri due loro lavori in circolazione, da noi recensiti e consigliati su queste pagine, ...mi ringrazierete.

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive
References
Zappa/Stravinsky
Vocals
moderate use
Language
English Female
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
25/02/2005
Artista: HOWEVER
Album: Sudden Dusk
Anno: 1981

Nel 1994 Uscì per l’etichetta Kinesis la ristampa su supporto digitale di However - Sudden Dusk.
Il vinile originale fu stampato nel 1981 per la Random Radar Records. Ma partiamo dall’inizio: il gruppo viene fondato nel lontano 1972 a McLean , in Virgina, dove si ritrovano dei ragazzi per suonare cover di King Crimson, Emerson, Lake & Palmer, Yes, Genesis, Gentle Giant, e PFM .
Nel corso degli anni 70 il gruppo, nato per gioco, si evolve e comincia a comporre pezzi propri, influenzato dal progressive rock inglese che dominava la scena artistica di quel periodo.
Nascono così gli However: il nome viene coniato nel 1977 , in occasione delle prime tournèe fatte in virginia con agli amici Happy the Man e The Muffins presso teatri, manifestazioni e stazioni radiofoniche.
Arriviamo al 1981, anno di debutto del loro primo lavoro, Sudden Dusk.
Il vinile raccoglie il risultato di un decennio d’esperienze raccolte sul campo di battaglia. Lo stile compositivo ricorda molto i Gentle Giant, soprattutto nei cori polifonici dei due vocalist Bobby Read e Peter Mark Prince, ma è molto marcata l’influenza stilistica dei compagni Happy the Man e The Muffins.
La musica è raffinata, senza sbavature o melodie barocche, con suoni di flauto, sax e seducenti inserimenti di xilofono, che donano uno spirito zappiano all’insieme. La sezione ritmica di basso-batteria è abbastanza tagliente d’ispirazione Crimsoniana, la chitarra è fluida e armoniosa .
In alcune composizioni i passaggi richiamano sonorità e dissonanze care al movimento RIO, in ascesa in quel periodo.
I brani hanno minutaggi relativamente brevi, legati tra loro in forma di suite.

Al gruppo si aggiunge la voce di Terresa Gayle e nel 1985 esce “Calling” , il secondo album degli However su Cuneiform records, ristampato nel 1994 sempre da Kinesis con l’aggiunta di bonus track. Calling è un album d’atmosfere, decisamente sotto tono rispetto a Sudden Dusk , se non per un paio d’episodi come “463-646-3463” e “On the face of the world”.


A mio avviso “Sudden Dusk” è un disco sottovalutato e sconosciuto ai più, non mi resta che consigliarne la ricerca.

Buon ascolto

Peter Mark Prince - vocals, synthesizer, piano, bass, clavinet, guitar, bass, pedals, kalimba, autoharp, manjeer bells, plucked violin;
Bobby Read - vocals, alto, baritone & soprano sax, log drums, bells, xylomarimba, piano, glockenspiel, ocarina, clarinet, synthesizers;
Bill Kotapish - guitars, cymbals, bass, vocals;
Joe "Stellar" Prince, drums & percussion, duck call, whistle, bells, chimes, tube bells, trash can lid;
with Don "Whitz" Berkemeyer - tenor & soprano recorder, whistling, gong, bassoon;
Tim Valdes - marimba, xylophone; Gary McAleer, violin; Harold Howland, vibraphone;
Annie Gadbois - cello

Tracklist:
1. It's Good Fun — 3:41
2. Hardt — 2:18
3. In The Aisles — 2:13
4. Louise Sitting In A Chair — 4:17
5. Beese — 7:08
6. Sudden Dusk — 3:59
7. Lamplight — 3:14
8. Grandfather Was The Driver — 3:20
9. Trees For The Forest — 6:33
10. In The Midst Of Making — 5:18
11. No Cows — 7:05

total time 49:35

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonyc Progressive
References
Gentle Giant - 70's Prog rock scene
Vocals
Moderate use
Language
English Male - Female
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
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