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02/04/2003
Artista: DICE
Album: Dice
Anno: 1978

Dal 1978, nel firmamento del Rock Progressivo, brilla la stella degli svedesi DICE. Questo primo lavoro (dei Dice ne esiste anche un secondo, postumo ed altrettanto valido) è considerato da sempre un grande album ed è tuttora ricercatissimo dagli appassionati Prog dal palato più raffinato. Uscito in LP per Marilla Records è stato successivamente ristampato in CD dall’etichetta giapponese Belle Antique.

Cantato in inglese, si tratta di superbo Prog-Rock-Sinfonico. A tratti sperimentale, compositivamente parlando è ineccepibile. Uno dei più bei dischi Prog di fine anni ’70.

E’ un lavoro composto sia da brani cantati che interamente strumentali. Spicca tra le sonorità il mellotron. I testi sono impegnati e guardano lontano (parlavano già del buco nell’ozono!).
Molti affermano che questo disco sia una sorta di Big Ben del Prog-Rock svedese, la cui eredità oggi è in mano agli Anglagard (ci sono parecchi parallelismi e similitudini, in particolare in Hybris).

Il primo lato è tutto un gioiello: quattro brani molto vari, dalle melodie memorabili, complesse, raffinate, con parecchi spunti interessanti. Il lato B è il capolavoro dei DICE: un’elegantissima e superba suite di ventidue minuti, divisa in vari movimenti, mai scontata, coinvolgente, dai suoni caldi, a tratti romantici a tratti carichi del miglior Rock Progressivo ricercato. Uno dei momenti più alti tra i lavori “minori” del periodo.

Il cast: Leif Larsson (tastiere e coro), Fredrik Vildo (basso e coro), Robert Holmin (Sax, voce)
Orian Strandberg (chitarre, coro) Per Andersson (percussioni e coro).

Un disco da non perdere (se lo trovate!), indicato per chi ama le sonorità degli anni 70.

Buon Ascolto!

SVE
LP Marilla Records/CD Belle Antique

Stefano R  
12/03/2004
Artista: DEDALUS
Album: DEDALUS
Anno: 1973

Premessa: KD (K=costante, D= Dedalus), ovvero legge delle chiacchierate progressive tra appassionati: parlando di bei dischi Dedalus è sempre citato e c’è sempre qualcuno che ancora non li ha scoperti.

Per chi li conosce (credo molti), si passi direttamente nella sezione Forum. Per chi non li conosce due parole su un gruppo storico e sul disco in oggetto. Formazione italiana eterogenea e colta, i cui musicisti hanno background di tutto rispetto e alle spalle esperienze musicali diverse, che spaziano tra il jazz e la musica classica e contemporanea. Dedalus è un album del 1973 (Trident), sonorità progressive jazz-rock vicine alle proposte di Soft Machine o Nucleus (per chi è esperto di realtà inglesi), Water Report, Miles Davis, Mahavishnu Orchestra (per chi è esperto di realtà americane). Un disco di spessore, molto buono nelle parti compositive nonostante gli arrangiamenti risentano un po’ delle mode di allora e la giovane età che nel 1973 avevano i componenti del gruppo. Gli strumenti usati sono sia acustici che non e le atmosfere sono varie, a tratti aperte e con trame melodiche positive, a tratti più scure ed introspettive, sempre comunque di sostanza ed originali. Batteria, basso, chitarre e tastiere sono la base dei brani, che si fregiano di inserimenti di sax, percussioni africane, contrabbasso e violoncello. Le armonie divengono personali specialmente quando la musica si dilata con piano elettrico e strane miscele di campionamenti ed i ritmi alternano momenti impegnati ad improvvise aperture jazzy e maggiormente progressive. Cinque tracce colte e non pensate solo per accontentare il grande pubblico di allora. E’ un disco, quindi, non facilissimo ma di sicuro spicca tra quelli italiani dell’epoca e, per sua natura, va al di la delle barriere del tempo.

Nota bene: il percorso musicale dei Dedalus non si ferma a questo lavoro ma si avventura in sperimentazioni sonore, amalgame di materiali musicali che, seppur colte, non si curano del piacere d’ascolto di un eventuale pubblico. Avverto quindi che tali performance sono reperibili, cito ad esempio “materiale per tre esecutori e nastro magnetico”, ma sono tutta un’altra musica rispetto all’album omonimo (che consiglio di avere): cose a tratti rumoristiche, esperimenti di ricerca….in definitiva, per l’ignaro ascoltatore c’è da spararsi!

Nazione: ITA

Etichetta: Trident

Buon Ascolto!


GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz - Rock Progressive
References
Soft Machine - Mahavishnu Orchestra
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
28/04/2004
Artista: DUELLO MADRE
Album: Duello Madre
Anno: 2004


Nel 1973 alcuni musicisti provenienti da esperienze più disparate (Bob Callero e Marco Zoccheddu, rispettivamente al basso e alla chitarra, ex Osage Tribe; Dede Lo Previte alla batteria ex dei Circus 2000; e Pippo Trentin ai fiati) si riuniscono e decidono di dare vita ad un nuovo gruppo che prende il nome di “Duello Madre”.
Dopo il consueto periodo di rodaggio, fatto di un’intensa attività live, il gruppo entra in sala di registrazione e con l’aiuto fondamentale di Gian Piero Reverberi, che oltre ad occuparsi della produzione del lavoro stesso, in un paio di brani vi suona le tastiere; immette sul mercato un disco intitolato semplicemente con il nome del gruppo stesso.
L’album è quasi interamente strumentale, ad esclusione del primo brano, e il risultato finale non manca di mettere in mostra la bravura tecnica dei musicisti, in particolare di Callero e Zoccheddu capaci di passare da un sound abbastanza duro tipico degli Osage Tribe, a sonorità vicine ad una matrice jazz/rock del lavoro in questione.
Pubblicato per l’etichetta Produttori Associati, tutto l’insieme del lavoro si sforza di trovare una via personale, che unisca l’anima prog con un certo tipo di jazz/rock di stampo d’oltre manica; e il risultato lo possiamo definire abbastanza positivo; al di la di qualche momento in cui i temi musicali trattati vengono un po’ troppo dilatati; probabilmente la mancanza in pianta stabile delle tastiere, non rende omogeneo il tutto, il lavoro poggia tutto sulla chitarra e sui fiati come strumenti guida, risultando, come accennavamo prima, un po’ troppo ripetitivo in alcuni momenti dello stesso.
Purtroppo la registrazione dell’album è abbastanza cupa e non molto curata in generale, specchio di come, le case discografiche, tenessero in considerazione questo tipo di musica e si curassero di pubblicare lavori di buon livello.
Questo fu l’unico lavoro che il Duello Madre pubblicherà. Poco più tardi sopraggiunge lo scioglimento dello stesso. Da menzionare che dei musicisti del gruppo Bob Callero entrerà nel supergruppo “Volo” e Lo Previte verrà chiamato a far parte dei Nova.
Un’ultima annotazione: come per tanto altro materiale edito negli anni settanta, fortunatamente esiste anche la ristampa del suddetto lavoro, in CD, a cura della Mellow, e pubblicata nel 1993.


Nazione: ITALIA
Etichetta: Produttori Associati PA/LP 47

GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz-rock/Progressive
References
Perigeo/Etna
Vocals
Moderate use
Language
Italian-male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Siro C.  
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