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10/03/2003
Artista: ZOMBY WOOF
Album: Riding On A Tear
Anno: 1977/2002

Il nome di questa band tedesca è sicuramente fuorviante, (Zomby woof è un brano di Frank Zappa)ed anche la copertina ci fa pensare più ad un album di hard-rock o di west-coast americana che ad un album di prog sinfonico.
“Riding On a Tear” è, invece, un frizzante, fresco, melodico esempio di progressive rock sinfonico, edito nel 1977, l’album è stato recentemente ristampato dalla Garden Of Delights con l’aggiunta di quattro bonus.
Il lavoro , molto piacevole, mette in risalto le tastiere (c’è tutto quello che piace:Hammond, Moog, Mellotron), i brani presentano linee melodiche non troppo complesse me ben architettate creando un sound apprezzabile sin dal primo ascolto. Non hanno inventato niente di nuovo gli Zomby Woof, il loro unico lavoro è di per se abbastanza derivativo, ma è impregnato di quel rigore tipicamente teutonico che lo personalizza e lo differenzia.
I brani non sono lunghissimi il più lungo non raggiunge i nove minuti, il cantato(senza infamia e senza lode) è in Inglese.La confezione della ristampa è ben fatta il libretto contiene foto d’epoca del gruppo e la loro storia.
Consigliato!

Nazione: Germania
Etichetta:Bmg/Garden Of Delights

Marcello Marinone  
24/06/2003
Artista: ZU & EUGENE CHADBOURNE
Album: The Zu side of the Chadbourne
Anno: 2000

Gli Zu, fra i migliori e purtroppo meno conosciuti musicisti "estremi" in circolazione (perlomeno sicuramente nel "nostro" ambiente), sono un manipolo di folli dotati di notevole talento che, miscelando jazz, avanguardia e le più disparate forme di rock estremo degli ultimi venticinque anni hanno generato sino ad oggi diversi notevoli album ad alto tasso adrenalinico con ispirazione e riferimenti che spaziano dal Frith post Henry cow a Coltrane, da Mingus ai Naked city, dal compianto Tom Cora (The EX) alle nuove tendenze nipponiche (ospitati in larga parte sul catalogo della Tzadik), dalla Bittova a Satie e Cage... e chi più ne ha più ne metta. Il comun denominatore più significativo che troviamo fra questa miriade di nomi altisonanti è sicuramente lo spirito pionieristico musicale, la voglia di creare nuovi linguaggi, di esplorare territori sconosciuti, di essere ...all'avanguardia, appunto.
Non stiamo parlando di cultori della pura sperimentazione fine a se stessa, non siamo in presenza di un feto in formazione, ma di una creatura compiuta, matura e piacevolmente aliena alle nostre orecchie; una musica raffinatamente incisiva, alimentata dal plusvalore degli isterismi sonori di un vero grande della sei corde quale Eugene Chadbourne (inventore di un'anomala avanguardia country-western - giuro, non è una forzatura - compagno di merende sonore di John Zorn, David Licht , Tom Cora ed altri indefinibili del panorama musicale moderno...)
Dunque avant-hard-jazz, tanta improvvisazione strutturata (solo come i grandi sanno fare), nulla di fine a sé stesso, tutto senza compromessi.
Bravi questi Zu, ma occorre coraggio per seguirli.
Noi ultimamente ci sentiamo particolarmente temerari, e voi?
Etichetta: NEW TONE
No catalog number

GENERAL REFERENCES
Genre
Hard core-Avant gard, jazz
References
Frith, The EX, Tom Cora, Cage, Avant jazz scene, classic Jazz
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
15/10/2003
Artista: ZYPRESSEN
Album: Zypressen
Anno: 1996

Ciao a tutti i lettori.
Vi parlerò di un gruppo , forse sconosciuto ai più , che considero veramente apprezzabile sotto molti punti di vista ; si tratta dei giapponesi ZYPRESSEN , che nel 96 hanno sfornato questo bel disco (dal titolo omonimo), su label BELLE ANTIQUE . La particolarità dei ZYPRESSEN sta nel fatto che pur essendo un gruppo che si inserisce nel filone "art rock" , "R.I.O. style" o avanguardia che dir si voglia , si distingue dai vari altri gruppi giapponesi del settore ( Tipografica , Happy Family , ecc. ), per una ritmica più pacata , ma comunque originale, spesso creata non dalla batteria ma dai vari strumenti impiegati (archi , chitarra , xilofono, basso, tastiere , ecc ) che , con intelligenza e cambi di ritmo , si intrecciano alla perfezione tra loro , alternandosi nelle parti di solista originando brani a volte solari e melodici , a volte più R.I.O. style , sempre con una trama ben riconoscibile, tutta basata sulla composizione , lasciando poco o nulla all'improvvisazione o ad assoli inutili (cosa che , a mio modesto avviso , è comunque un grande pregio ). E' uno di quei casi in cui non c'è uno strumento solista che prevalga sugli altri ma tutti partecipano con grande equilibrio (come una piccola orchestra) alla composizione che alla fine risulta sempre originale e suonata in modo impeccabile .
Disco piuttosto "lento", un pò minimale , con atmosfere vicine a gruppi come gli ISILDURS BANE di MIND V1, nelle parti più solari , ma alternate a cose piu "cattive" , sullo stile dei VOLAPUK o addirittura ( udite , udite ) dei PRESENT , specialmente nei brani n° 4 & 8. Quindi , in definitiva, un bel disco , originale , nel quale gli archi hanno una parte importante e che possiede quel tocco orientale ( ovviamente ) che , secondo me , aggiunge un grande fascino al tutto . Unica pecca ... hanno fatto un solo disco , e dura anche poco (50 min scarsi). Vabbè , bisogna sapersi accontentare.... Sconsigliato a chi cerca virtuosismi , assoli a raffica e ritmica a folle velocità .

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive, art -rock , R.I.O. classic
References
ISILDURS BANE ,VOLAPUK , PRESENT
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ivano Pasut  
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