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21/03/2003
Artista: KULTIVATOR
Album: Bardomens Stigar
Anno: 1981

Gruppo svedese formatosi alla fine degli anni 70 composto da 5 elementi, autori di quest’unico album “Bardomens Stigar”, il lavoro dei Kultivator si pone a metà strada tra il progressive e il movimento Canterbury / Zeuhl.
Lavoro molto coraggioso, se consideriamo che l’album è stato pubblicato nel 1981, periodo in cui il progressive classico era definitivamente morto e sepolto.
L’album parte con un pezzo molto valido:"Höga Hästar".Il pezzo parte con un esaltante attacco di batteria la musica proposta è molto incisiva e ficcante; ma è con il brano successivo, “Vemod”, che ci si immerge completamente nell’atmosfera che rimarrà filo conduttore di tutto il lavoro: la voce femminile dissonante, accompagnata da una chitarra polifonica , che sembra che canti, creando cori , atmosfere cupe, quasi inquietanti. In alternanza si susseguono brani più suonati, con una batteria ben frammentata, il basso scandisce ritmi quasi ossessivi, e le tastiere emergono creando linee più melodiche.
Ed è proprio nelle tastiere e nella chitarra che si riconosce la scuola classica canterburiana, con assoli che ricalcano i suoni degli Hatfield & the North e National Health, ma con quel tocco di malinconia che contraddistingue la musica progressive del nord Europa.
L’album originale è molto raro e viaggia a quotazioni elevate, il cd è stato ristampato nel 1992 ed è stato il primo lavoro dell’etichetta Ad Perpetuam Memoriam;
contiene due Bonus Track "Hax Dans", brano previsto nell’abum originale ma mai registrato ed è stato risuonato in occasione della ristampa del CD e "Tunnelban Medley", brano live registrato nel 1979. Il CD è fuori catalogo da una vita, ma vi consigliamo caldamente la ricerca

Nazione: Svezia
Etichetta: Ad Perpetuam Memoriam

lele  
10/05/2003
Artista: KENSO
Album: Kenso II
Anno: 1982

Nati alla fine degli anni 70 i Kenso sono uno dei più rappresentativi gruppi della scena progressive giapponese che da più di vent’anni ci regala lavori di un certo spessore e raffinatezza.
In occasione della ristampa in formato Mini LP, parliamo del loro secondo lavoro, Kenso II, uscito sul mercato nel 1982.

Il disco fu finaziato completamente dalla band e fu inciso su un’etichetta privata, la PAM records specializzata in progressive e avanguardia, in 1000 copie.
Lo stile della band è molto personale, a tratti ricorda il sound di gruppi come PFM e Gentle giant, arricchiti da momenti dove traspare l’influenza folk giapponese, del jazz/rock e da momenti più spigolosi e intricati con chitarre e basso crimsoniane.
Abbiamo avuto gia modo di parlare dei Kenso con la recensione di “Fabulis Mirabilibus de Bombycosi Scripts”uscito nel 2002 a vent’anni di distanza da Kenso II.

Kenso II è, a mio parere, l’album più rappresentativo della band nella produzione 80’. Lavoro molto raffinato e romantico, racchiude brani come Sora Ni hikaru (Shining in the sky) cavallo di battaglia nelle esecuzioni live della band o come la dolce Hyoto (Frozen Island), ricca di momenti in cui domina il flauto e la tastiera di Yoshihisha Shimizu.
Degno di nota è anche il brano finale, Sayonara progre, coinvolgente e intrigante, quasi un’addio al progressive che in quegli anni subì la nota decadenza.

L’abum è stato ristampato in diverse edizioni dall’etichetta Marquee tra gli anni ottanta e novanta e, nel 2003, dall’etichetta Pathograph in edizione Mini Lp.
Quest’ultima contiene due bonus track tra cui “Four Holes in the ground” della PFM.

Nazione: Giappone
Etichetta: Pathograph

GENERAL REFERENCES
Genre
 Symphonic Prog. Music
References
 PFM/GENTLE GIANT
Vocals
 None
Language
 None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
  Very Good
Performance
 Excellent
Sound Quality
 Very Good
EDITOR'S PATHOS
Composition
 Very Good
Feeling
 Excellent
Originality
 Very Good
Click here for the legend
LEGEND
  • GENRE: it refers to one or several subtypes of progressive music or music trends that influence the work.
  • REFERENCES: it aims to mention one or several famous groups (they may also be chronologically younger bands in case old groups are not famous enough, the aim is to describe the sound pervading the record)
  • VOCALS: it indicates the amount of vocals used in the work.
  • LANGUAGE: it says what language/s is/are used to sing or recite the lyrics in the work
  • TECHNIQUE: it refers to the technical skills the score requires.
  • PERFORMANCE: it assesses how skilfully the score was performed (it could be defined as excellent even if the TECHNIQUE has been considered poor, in case a simple score has been correctly executed)
  • SOUND QUALITY: it refers to the recording quality, it does not relate to the choice of timbre
  • COMPOSITION: it refers to the quality of the composition.
  • FEELING: editor’s personal judgement
  • ORIGINALITY: it shows how innovative the work is
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lele  
19/09/2003
Artista: KHAN
Album: Space Shanty
Anno: 1972

Correva l’anno 1972: Sul mercato inglese uscì Space Shanty, primo e unico lavoro del gruppo inglese Khan.
Il nome, probabilmente, non diceva niente, ma due dei componenti, Dave Stewart alle tastiere e Steve Hillage alla chitarra non erano nuovi alla scena rock progressive britannica.
I due amici arrivavano da realtà diverse: Stewart era reduce dall’esperienza Egg, gruppo fondamentale per il movimento Canterbury con all’attivo tre album di grande spessore artistico;
Hillage, talentuoso chitarrista, militava in un gruppo denominato Uriel.
Il prodotto concepito dall’unione dei due musicisti è una delle pietre miliari del progressive rock inglese: prodotto dall’etichetta Deram (La stessa dei Camel e Caravan) vede la collaborazione di Nick Greenwood al basso e di Eric Peachey alla batteria.

Track List

1. Space Shanty - 8.59 (Inc. The Cobalt Sequence And March Of The Sine Squadrons)
2. Stranded Effervescent Psychonovelty No. 5 -6.35
3. Mixed up man of the mountains - 7.14
4. Driving to Amsterdam - 9.22
5. Stargazers – 5.32
6. Hollow stone (Escape Of The Space Pirates) – 8.16

L’album ha una vena romantica di base, intervallata da momenti più suonati, dove tastiera e chitarra prendono il sopravvento, aprendosi in dialoghi, fluidi assoli e repentini cambi di tempo.
Apertura d’impatto, quasi hard (Non spaventatevi…) il disco entra subito nell’atmosfera che accompagnerà l’ascoltatore in tutto il suo viaggio.
Ampi passaggi di tastiere, suoni dinamici e canterburiani che ricordano i brani migliori dei Caravan. Per continuare, un susseguirsi di composizioni e improvvisazioni dilatate, quasi spaziali, un caleidoscopio di melodie pilotate da ritmica incalzante.
Ricordiamoci che siamo agli albori del progressive: il suono può risultare a volte datato, acerbo e freakkettone, ma siamo avanti anni luce se confrontiamo i Khan con altri gruppi della scena musicale inglese.
Non ci troviamo di fronte a sperimentazioni o avanguardia, siamo di fronte ad un gruppo che sarà uno dei precursori del progressive e del canterbury inglese, nonché musa ispiratrice di grandi gruppi che approderanno nella scena progressive qualche anno dopo l’uscita di questo album.
Dopo l’esperienza Khan, Steve Hillage collabora con i Gong di Daevid Allen e successivamente intraprende la carriera di solista.
Dave Stewart, prosegue la strada, collaborando con Bill Bruford e poi entrare a far parte dei National Health.
Il Cd fino a qualche anno fa era abbastanza raro: fu pubblicato dalla deram agli inizi degli anni 90, ristampato nel 1996 dalla Mantra e nel 2001 uscì un edizione giapponese in formato miniature LP dalla Toshiba-Emi.
Il vinile è naturalmente raro e costoso, rimane comunque una importante testimonianza dell’epoca d’oro del progressive inglese.


Nazione : Inghilterra

Etichetta: Deram / Mantra / Toshiba Emi Jap.

GENERAL REFERENCES
Genre
Canterbury-Symphonic Prog. Music
References
Caravan – Egg
Vocals
Moderate use
Language
Male - English
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
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