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28/12/2004 14.25.07
Retrospettiva Etron Fou Leloublan

Quando penso agli Etron Fou Leloublan, mi viene in mente una citazione da “crimini e misfatti”: “È molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello. Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola".
Ognuno ha un debole non sempre condiviso dalla collettività di cui fa parte. Ebbene il mio si chiama Etron Fou Leloublan, gruppo francese di Rock in Opposition, apprezzato in tutto il mondo già dal lontano 1977.
Nascono nel 1973 come un trio (si evolveranno quartetto nel 1981, grazie anche allo zampino di Fred Frith che se ne fece mecenate, realizzando l’album “Les Poumons Gonfles ” di cui abbiamo già parlato su Agartha). Sono originalissimi, di follia paragonabile ai Samla Mammas Manna, ironici come il miglior Zappa e politicamente schierati come molti gruppi di RIO degli anni 70.
La loro musica è realizzata con l’idea precisa che il nuovo rock francese debba trarre linfa vitale dalle sonorità jazz. Sperimentatori di un’avant-garde quasi dadaista (destrutturazione ed autogestione del linguaggio in senso poetico e musicale), si caratterizzano per le composizioni dal tessuto essenziale e azzardato, a volte quasi scarno, ipnotico e minimalista a tratti, teatrale e roboante, giocoso, epico e da fanfara. Spesso appaiono ruvidi fin quasi a sembrare rudi, ma d’altra parte è Rock in Opposition quello che fanno. La voce è suggestiva, platealmente teatrale, cavernosa, evocativa e indissolubile dalle partiture strumentali. Infatti, la musica degli EFL senza il contributo di cantato e recitativo di Ferdinand Richard, perde completamente quel carattere che ne è spina dorsale e che regala sovente momenti di tensione e drammaticità. Ironia in grande quantità, ma anche richiami colti e giochi armonici raffinati, in dissonanza con le atmosfere minimali, caratterizzano la produzione dell’ensemble, che produce un RIO contaminato di jazz con spruzzate di progressive e folk. Ritmi sovente sostenuti, che cambiano repentinamente, esplosioni improvvise di energia teatral-circense, sonorità tipiche del momento con i fiati ad indurre tensioni, brani da cabaret, siparietti musicali, pezzi di pochi secondi che si alternano a lunghe jam, tutti indizi che vi faranno immaginare che i dischi degli EFL sono fondamentali ma non certo fruibili da tutti, molto lontano dai formalismi musicali ma, al contrario, manifesto di libertà creativa e comunicativa.
Vi avverto quindi che vale il detto “chi è causa del suo mal…pianga se stesso”, cioè è meglio ascoltarli prima di acquistarne i dischi; è musica d’impatto, colta e non facile da digerire, che richiede una certa predisposizione e ripetuti ascolti. E’ opportuno specificare che, nonostante l’effetto disorientante e a volte perfino imbarazzante, nemmeno l’ascoltatore più superficiale è veramente allontanato dagli EFL, i quali comunque colpiscono quantomeno per originalità.
Bando alle divagazioni: gli EFL costituiscono uno dei gruppi storici di RIO francese ed internazionale tra i più colti e sono quelli con le radici più profondamente immerse nel jazz, capaci di passare attraverso il filtro delle esperienze artistiche che spaziano tra Zappa ed Area, ricerca estetica e casuale del rumore, disgregazione e rilettura della musica jazz. Dal vivo si distinguono per l’impegno politico e novantatre concerti, solo tra il 1976 ed il 1978, tra Francia, Spagna ed Italia (tremila persone alla Basilica di Massenzio, Roma).
Per non parlare dell’esperienza inglese, dove parteciparono ad un festival con HENRY COW, UNIVERS ZERO, SAMLA MAMMAS MANNA, STORMY SIX. Dipanare la matassa e cercare di illustrarli senza banalizzare o cadere in facile retorica non è certo cosa semplice, anche perché compagni di merenda di citati nomi storici del RIO. Si dice solitamente che i primi due album (“Batelages”, 1977 e “les trois fous perdegagnent” 1978) siano un po’ ingenui, non completamente maturi e che bisognerà aspettare “Les Poumons Gonfles ” per l’opera della maturità. Personalmente non la penso così. A mio modo di vedere le cose i primi due sono lavori altrettanto incisivi e significativi sia degli EFL in particolare, che del RIO e della realtà di allora in generale.
Se tentiamo il parallelismo con l’avanguardia dadaista (niente di nuovo, visto che furono gli stessi EFL a proporlo in più di un’intervista), vediamo subito che sono proprio i primi due lavori, “Batelages” in particolare, quelli più direttamente collegabili. Il dadaismo che ne traspare (e che proseguirà per tutta l’avventura musicale degli EFL) è appunto lo spirito di rivolta contro il filisteismo della società borghese, con le sue convinzioni e la sua concezione dell’arte. Cosmopoliti, anarchici, antitradizionalisti, l’essenza dei loro lavori sta proprio nel rifiuto degli schemi prestabiliti, delle regole d’arte e di vita, in nome del più sfrenato individualismo.
Ma specialmente è l’atteggiamento del gruppo che colpisce, radicalmente eversivo, in forte polemica anche con la realtà sociale (tanto che formarono perfino una comune) e con le nuove indicazioni musicali, viste come costringenti e dogmatiche. Gli atti creativi, proprio come i DADA del 1916, sembrano risolversi in azione provocatoria, in “scandalo”, in gesti capaci di contestare alla radice il sistema di falsi valori e strutture (nel nostro caso musicali, specie di jazz).
Vi suggerisco, quindi, di “cercare la bici in copertina” e, inoltre, di recuperare qualche incisione dal vivo, perché è proprio nei concerti che l’ensemble, per sua natura, regala il meglio di sé. Un bel saggio, per esempio, è contenuto in “En Public aux etas unis d’amérique” del 1980. Il percorso musicale del gruppo, comunque, è marcato per tutta la sua vita dalla filosofia che ho esposto sopra e gli album degli EFL rimangono sempre di livello impegnativo, ricchi di richiami e audaci.
Terminata l’avventura con EFL, le esperienze più significative dei singoli sono di Richard e Chenevier. In particolare:
Ferdinand Richard (voce e bassista) ha inciso alcuni album di avanguardia da solo ed ha costituito un altro trio, Les Philosophes, che ha realizzato Ensableur Des Portugaises.
Guigou Chenevier (batteria, percussioni, sax soprano, canto) ha inciso tre album da solista, due come Les Batteries (progetto musicale formato da lui e Rick Brown dei Run On) ed ha dato vita ai Volapuk, formazione interessantissima ed attuale.
Di seguito la discografia, che parla da sola ed è forse mancante di qualche partecipazione (se così fosse segnalatemi le eventuali lacune)…Fatevi impavidi paladini degli EFL, quindi.
Buona ricerca e BUON ASCOLTO!

EFL: BATELAGES (LP, 1977)
-L'amulette et le petit rabin
-Sololo Brigida
-Yvett'blouse
-Madame Richard Larika
-Histoire de graine
Musicians :
Ferdinand Richard : Cordes, Vocals
Chris Charnet : Cuivres
Guigou "Samba Scout" Chenevier :Percussions, Choir
Eulalie Ruynat: Vocals
(prod: EFL)
EFL: LES TROIS FOUS PERDEGAGNENT (LP, 1978)
-Face à l'extravagante montée des ascenceurs, nous resterons fidèles à notre calme détermination
-Le fleuve et le manteau
-Percutant reportage au pays des fées
-Recherche pour un journal, des lunettes, une pipe et un béret, 13h58, ou les petites avanetures du médecin-chef
-Je veux danser avec toi
-Le désastreux voyage de piteux python
-P.O.I (Pourissement des organes intérieurs)
-Nave de bilande
Musicians :
Francis Grand: alto & tenor saxes, melodica, flute, harmonica, cithare, vocal
Guigou "Samba Scout" Chenevier : drum, boites, yoyos, sifflet, trucs,machines, vocal
Ferdinand Richard: bass, vocal
(prod: EFL)
EFL: EN DIRECT DES ETATS UNIS D'AMERIQUES (1979) Live
EN PUBLIC AUX ETAS UNIS D’AMERIQUE (1980)
FRED FRITH: SPEECHLESS (1981)
-Kick the can, part1
-Carnival on Wall street
-Ahead in the sand
-Laughing matter / Esperanza
-Women speak to men; men speak to women
-A spit in the ocean
-Navajo
-Balance
-Saving grace
-Speechless
-Conversations with White Arc
-Domaine de Planousset
-Kick the can, part2
+
-The entire works of Henry Cow
-So schenll ich
-I'm still here and i know what time it is
-No more war
-Typical American family
-Dig
Fred Frith: voc, guit, violin, mellotron, bass, drums
+
"Etron Fou Leloublan"
Guigou Chenevier: drums, tenor sax, voc
Margot Matthieu: soprano & tenor sax, voc
Ferdinand Richard: bass, guimbarde, voc
Jo Thirion: organ, harmonium
+
"Massacre"
Bill Laswell: bass
Fred Mhaer: drums
+
Tina Curran: unusual edits, recorders, bass
Roger Kent Parsons: bagpipes
Steve Buchanan: snake sax
George Cartwright: alto sax
Mars Williams: baritone sax
+ (in bonus)
Henry Cow, Steve Gore, Steve Kretzmer, Tenko, Keiji Haino, Ken-ichi Takeda, Chie Mukai, Masami Shinoda, Tetsuto Koyama, Miyamoto
EFL: LES POUMONS GONFLES (LP, 1982)
-Nicolas
-Mimi
-Exposition universelle
-Nicole
-La musique
-Christine
-Those distant waters
-Upsalla
-Io prefero
-Pas l'sou
Musicians :
Jo Thirion: Farfisa organ, piano, trompette, backing vocals
Bernard Mathieu: soprano & tenor saxes
Guigou Chenevier: drum, tenor sax, chant
Ferdinand Richard: bass guitar, chant
Fred Frith: violin, guitar on Christine & Pas'l'Sou artistic production (prod: Fred Frith)
EFL: LES SILLONS DE LA TERRE (LP, 1984)
-Phare plafond
-Les vitres
-Les alsaciennes
-Nouveau
-L'enfance de Guigou
-Emoi
-C'est pas bien
-Et qu'cet air là
-Lavabo
-Le jeu l'alcool et les femmes
(prod: G.Chenevier)
Musicians :
Bruno Meillier: alto, tenor, baryton saxes
Ferdinand Richard: bass, vocal
Jo Thirion: organ, vocal
Guigou Chenevier: drum, tenor sax, vocal
EFL: FACE AUX ELEMENTS DECHAINES (LP, 1985)
-Lavés à la machine
-Tous le poussent
-Hors de son monde
-Paris 65
-Sous les draps
-Comment choisir son infirmière
-Gifle Hubert
-Blanc
-Binet d'eau froide
-Plus rien ne nous retient dans ce pays
-Mon petit chorus
Musicians :
Ferdinand Richard: basses - chant
Jo Thirion: orgue - chant
Guigou Chenevier: drum - sax – chant
(prod: Fred Frith)
VIDEO-AVENTURES: CAMERA IN FOCUS, CAMERA AL RIPARO
Dominique Grimaud, Monique Alba, Jac berrocal, Gilbert Artman, Guigou Chenevier
FRED AND FERD: DROPERA (1989) Fred Frith, Ferdinand Richard
EFL: 43 SONGS (3CD, 1991)
Réunion sur un triple CD des 5 albums de EFL (Batelanges, Les 3 fous Perdegagnent, Les Poumons Gonfles, Les Sillons De La Terre, Face Aux Elements Dechaines) Guigou Chenevier, Ferdinand Richard, Jo Thirion, Bruno Meillier, Chris Chanet, Francis Grand, Bernard Mathieu, ...
BRUNIFERD: UN PUTCH KITCH Duo:Ferdinand Richard et Bruno Meillier
FERDINAND: EN AVANT
FERDINAND ET LES PHILOSOPHES: ...ENCLUME
BRUNO MEILLIER: RAPT
BRUNO MEILLIER: RECUEIL con Jo Thirion, Nick Didkovsky, Pierre Bastien
BRUNIFERD: UN PUTCH KITCH
BRUNIFERD: PAS SAGES, SECRETS (1998) Bruno Meillier, Ferdinand Richard

Stefano R  
 
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