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17/10/2003 14.51.11
Retrospettiva: Ethos

Members:

Michael Ponczek: Organo, sintetizzatore
L. Duncan Hammond: Mellotron, piano, Mini moog, organo, tastiere, Voce
Wil Sharpe: chitarra, Mandolino, Voce
Brad Stephenson: Basso, Voce
Mark Richards: Batteria, percussioni, effetti

Ethos, raro esempio di gruppo americano (di Fort Wayne, Indiana per l’esattezza) che ebbe la fortuna di incidere due meravigliosi lavori di progressive sinfonico per la major Capitol sul finire degli anni 70.
La storia di questo valido gruppo cominciò nel lontano 1967 quando, per gioco e per passione, un gruppo di ragazzi adolescenti si divertiva a suonare per feste di compleanno e per club per Teenagers.
La loro musica era influenzata dai gruppi della British Invasion, il blues e il soul spopolava nelle radio.
Ma all’inizio degli anni 70 il progressive rock approdò timidamente negli States sconvolgendo il pubblico americano:
schioccò la scintilla che fece degli Ethos uno dei migliori gruppi progressive rock statunitensi.
Prima di arrivare ad incidere il primo lavoro, il gruppo fece in un lasso di tempo compreso tra il 1972 e il 1975, più di un centinaio di spettacoli live all’anno nei college americani.

Ma arriviamo al 1976, quando uscì sul mercato statunitense Ardour: l’album risente delle influenze dei grandi gruppi inglesi quali Yes, King Crimson, Genesis e Gentle Giant pur rimanendo comunque originali nelle composizioni.
Ma arriviamo al 1976, quando uscì sul mercato statunitense Ardour: L’album risente delle influenze dei grandi gruppi inglesi quali Yes, King Crimson, Genesis e Gentle Giantpur rimanendo comunque originali nelle composizioni.
Nel disco dominano le tastiere di Michael Ponczek e L. Duncan Hammond, brevi inserimenti di giochi con il sintetizzatore divertono l’ascoltatore. Viene lasciato ampio spazio alle parti di chitarra e mandolino di Wil Sharpe, la ritmica data dalla batteria di Mark Richards e dal basso di Brad Stephenson è ben frazionata con repentini cambi di tempo.
Brani come “Intrepid Traveller”, “Everyman” e “The spirit Of Music” colpiscono l’ascoltatore al primo ascolto, lasciandolo incantato e affascinato.
Si spazia da brani più romantici venati dal folk americano, ad atmosfere “Jazzy”, al progressive sinfonico puro come in “The Dimension man”, “Long dancer” o “E’Mocean”.
L’albun ebbe un discreto successo, riuscì a vendere 50.000 copie negli USA, e ad approdare sul mercato europeo e giapponese.
Nell’anno successivo, il 1977, L. Duncan Hammond lasciò il gruppo ma gli Ethos continuarono per la dura strada intrapresa incidendo “Open Up”.
Album sicuramente maturo sia nelle composizioni e negli arrangiamenti, più originale rispetto ad Ardour.
La band riesce a riprendere le idee espresse nel primo album, rendendole più delicate e raffinate, senza perdere la verve e lo stile che contraddistingue il gruppo.
In questo periodo gli Ethos continuano l’attività Live, riuscendo a suonare come gruppo supporter nelle tournè statunitensi di Yes, Focus e King Crimson.

Ma la legge del mercato e i nuovi movimenti musicali come la musica dance e il punk fecero morire il progressive rock e, di conseguenza, decretarono la fine degli Ethos.

Resta comunque la testimonianza in questi due favolosi dischi da ricercare assolutamente.

Il vinile di Ardour e di Open Up si possono trovare nelle fiere specializzate e nelle varie liste di vendita per corrispondenza in Internet, con prezzi che variano da 15 a 30/40 Euro.
L’acquisto del vinile varrebbe solo per le fantastiche copertine, oggetto di culto per i progressive fans.

Su supporto digitale, Ardour è stato ristampato in giappone agli inizi degli anni 90 dalla Toshiba records, ma naturalmente è fuori catalogo.
Un’altra etichetta giapponese, la Tachika Records, ha ristampato i due titoli da qualche mese in formato miniature LP, con registrazione fatta da vinile: Il risultato è buono, non si sentono fruscii ma viene tagliato qualche tono…

Nel 2000 è uscito sul mercato Relics, un cd che racchiude dei brani live e in studio del periodo pre-Ardour.
Il lavoro è sicuramente interessante.
Troviamo le idee embrionali di quello che sarà poi realizzato nei due album ufficiali.
Il package è accattivante (soprattutto per la copertina e per le note storiche) ma è un cd d’approfondimento, che completa la collezione Ethos.
Consigliato a chi ha già Ardour e Open Up, sconsigliato a chi scopre per la prima volta gli Ethos, a mio avviso il CD non valorizza abbastanza il gruppo.

Buona ricerca





DISCOGRAFIA


LP
Ardour - 1976 Capitol Records LP ST11498
Open Up - 1977 Capitol Records LP S11616

CD
Ardour - 1995 - Toshiba Emi TOCP-7700
Relics - 2000 – Black Moon Prod. BMP1003
Ardour - 2003 - Tachika Records
Open Up - 2003 Tachika Records

Lele  
 
 
 
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