Home 
Filosofia 
News 
Reviews 
Relics 
Interviste 
Retrospettive 
Concerti 
Links 
Forum 
Contatti 

 
03/09/2003 13.50.25
DECIBEL: the dark side of Mexico

I Decibel, quelli di Enrico Ruggeri? No, troppo facile, ...noi di Agartha, contorti per natura, amanti dell'esoterico, ricercatori del "carbonaro" a tutti i costi, godendo nel presentare quanto di più nascosto vi sia nel prog con il puro scopo di tirarcela e meravigliare l'insipiente appassionato del genere, vi vogliamo invece parlare di un audace gruppo messicano, autore di ciofecazze rumoristiche, corredate da copertine orripilanti ed incise orribilmente utilizzando un mixer ad un canale, costruito appositamente per soddisfare la voglia di masochismo sonoro di questi mangiatortillas.
Tutto ciò ovviamente non corrisponde al vero, ma potrebbe essere l'opinione convinta di alcuni puristi sinfonici, detrattori abitudinari di tutto ciò che esula dai presunti canoni assoluti, dettati all'epoca dai grandi sacerdoti del genere quali i Genesis o gli Yes. E questo rende il tutto per noi più difficile.
Vogliamo parlarvi dei Decibel perché riteniamo la loro musica originale e sincera sino quasi all'autolesionismo, vista la pressoché totale assenza nei loro lavori di concessioni di qualsivoglia natura; ne vogliamo parlare perché, pur considerando terribilmente ostica la loro proposta, crediamo fortemente nell'alto valore artistico dei loro lavori.
Non abbiamo di fronte personaggi facili (e lo dimostra la brevissima intervista posta in coda a questo articolo, in cui le risposte, ottenute dopo mesi di faticosi tentativi, sono a volte più brevi e, scusate la presunzione, meno interessanti delle domande stesse...), bensì musicisti schivi per nulla desiderosi di rendersi appetibili ad un seguito più vasto od informare del loro operato gli addetti ai lavori; la verità è che questi messicani compongono e suonano esclusivamente per se stessi, così è se vi pare ...e pure se non vi pare.
Il primo nucleo dei Decibel risale al 1974 (C. Robledo, V. Schmidt e A. Sanchez), solamente dopo qualche anno la prima (auto)produzione: la musicassetta "Chiasognathus grantii", edita in ben venti (!) copie (...zie e nipoti a parte, non sembra avessero molte richieste all'epoca). Nel 1980 i nostri pubblicarono "El poeta del ruido" (LP, mille copie, distribuite anche in Europa). All'inizio della nuova decade i membri dei Decibel decisero di dedicarsi a differenti attività parallele, fra cui crediamo doveroso segnalare il progetto Nazca, gruppo nato dalla collaborazione di A. Sanchez con C. Ruiz, che produsse due validi lavori in studio ("Nazca" ed "Estacion de sombra") ed un live postumo con inediti ("En vivo"), in cui si trovano gli sviluppi delle parti più canoniche (per quel che di canonico può esservi in questa musica) e composte presenti nei brani dei Decibel. Ulteriori filiazioni nate dalla comune passione di questi musicisti originarono in seguito alcuni progetti sulla falsariga artistica dei precedenti: Culto sin ombre e The music of Erich Zann. Negli anni novanta i Decibel si riunirono più volte; producendo alcuni CDs (vedi discografia annessa) in cui dimostrarono di non aver perso neppure un grammo della loro geniale follia originaria. Per ulteriori e più dettagliate informazioni relative alla loro biografia vi rimandiamo allo splendido libretto contenuto nel box set "Fiat lux" (700 copie in edizione limitata e numerata): nel resto dell'articolo per quanto possibile cercheremo fondamentalmente di raccontarvi quale sia il contenuto musicale dei loro lavori.
Sono gli stessi Decibel ad informarci sulle proprie influenze: progressive (Faust, Magma, Gong, Il balletto di bronzo...), musica contemporanea, elettronica e, più specificatamente, autori come Kagel, Cage o Stockhausen. In realtà, nei lavori licenziati dai musicisti messicani, personalmente credo che troverete poco o nulla dei gruppi progressivi nominati, mentre le altre fonti citate sono sicuramente presenti e riconoscibili nella loro musica. Volendo semplificare si potrebbe affermare come i Decibel nei loro brani abbiano fondamentalmente due approcci ben distinguibili: una prima prassi in cui domina la composizione strutturata tipica del R.I.O., con pianoforte spesso in evidenza, accompagnato da una sezione ritmica varia e frizzante (un esempio potrebbe essere "El titosco", ottava traccia de El poeta del ruido), dove a volte uno o più strumenti improvvisano entro architetture comunque sempre predefinite (questa tendenza, come già detto, trova i suoi sviluppi nella musica dei Nazca, specialmente in "Estacion de sombra"); una seconda propensione di matrice totalmente free, ricca di fughe umorali, caratterizzata a volte da momenti di assoluta libertà rumoristica in cui non si potrebbe parlare di musica in senso stretto, avendo a che fare con manipolazioni sonore finalizzate ad un'impressionistica creazione di inquietanti ambienti uditivi (come esempio si può prendere "Algol" da Mensaje desde fomalhault), e connotata in altre occasioni da ampi passaggi improvvisati, ove tuttavia risulta comunque "leggibile" una base ritmica di retaggio jazz (nel senso più allucinato e creativo del termine) ed appaiono perlomeno riconoscibili i singoli strumenti (si potrebbe citare "Acaso estoy en un lecho de rosas?" sempre da Mensaje desde fomalhault).
L'effetto complessivo lo si può immaginare pensando a degli Univers Zero (quelli più scuri) compositivamente destrutturati, più deliranti, estremi, elettronici e psichedelici in senso lato, con una componente etnica nelle sonorità e, ove presenti e distinguibili, parti ritmiche jazzate.
Ed ora la micro-intervista con Walter Schmidt, bassista e membro fondatore del gruppo:

AGARTHA: Potresti farci un breve resoconto del vostro percorso, parlarci delle influenze culturali e musicali, di come vi siete incontrati, dei vostri obbiettivi, e delle diverse vicende del gruppo?

SCHMIDT: Io e Carlos Robledo ci siamo incontrati in un negozio di musica nel 1974, ed avendo interessi musicali comuni decidemmo di formare un gruppo, i Decibel appunto, con Moisés Romero alla batteria. Le prime influenze contemplavano anche il rock progressivo italiano dell'epoca (PFM, balletto di Bronzo, Le Orme...), gruppi inglesi e tedeschi come gli E.L.&P., Egg, King crimson, Hatfield and the north, Robert Wyatt, Can, Faust, Amon duul II ed altri. Più tardi si unirono a noi altri musicisti, fra cui va ricordato Alejandro Sanchez al violino che arricchì il nostro background (Mahavishnu orchestra, Weather report, Miles Davis...).

AGARTHA: Credo che la vostra musica possa essere descritta sinteticamente come un crossover fra R.I.O. ed avanguardia, ben bilanciata fra composizione ed improvvisazione, concordate?

SCHMIDT: Sicuramente: è una definizione che abbiamo già incontrato.

AGARTHA: Quali sono i vostri metodi compositivi?

SCHMIDT: Variano da brano a brano, passando dalle influenze della musica tradizionale alla composizione collettiva mediante improvvisazione, lasciando fluire l'ispirazione anche dall'arte concettuale, dalla musica elettronica e dall'avanguardia (loops, sintetizzatori...)

AGARTHA: Come si è evoluta la vostra musica nel corso degli anni?

SCHMIDT: Di pari passo con la crescita della nostra esperienza come musicisti; per esempio Carlos e Walter hanno lavorato insieme in altri gruppi con direzioni musicali differenti, come i Size (Punk/New wave) o Casino Shanghai (Technopop).

AGARTHA: Quali sono le possibili evoluzioni future della vostra musica?

SCHMIDT: Non riesco ad immaginarmelo.

AGARTHA: Che tipo di relazione sussiste fra la vostra musica ed i dipinti di J. M. Schmill riprodotti sulle vostre copertine?

SCHMIDT: Riteniamo che i quadri di Jose Manuel Schmill abbiano in comune con la nostra musica la capacità di rivelare il lato oscuro della natura umana.

AGARTHA: Personalmente apprezziamo molto alcuni artisti messicani come Nazca o Banda elastica; esiste attualmente un movimento comune? collaborate fra voi?

SCHMIDT: No, non esiste nulla del genere. Gli altri gruppi messicani hanno scelto strade musicali che noi abbiamo già percorso: improvvisazione (Oxomaxoma), R.I.O. (J. F. Ledesma, Nazca, Culto sin nombre), elettronica (Via lactea), jazz rock (Banda elastica).

AGARTHA: Incontrate delle difficoltà nel proporre alle case discografiche la vostra musica? Potresti raccontarci come è strutturata l'attuale scena messicana (stampa, case discografiche, fans,...)?

SCHMIDT: non incontriamo difficoltà per il semplice fatto che ci autoproduciamo. Il panorama globale è simile a quello di qualsiasi altro posto, dove le regole commerciali dettano legge. I Decibel sono sempre stati estranei a questi interessi. Ovviamente tale sistema contempla stampa commerciale, TV, locali,...

AGARTHA: I prossimi progetti?

SCHMIDT: Vorremmo continuare a sperimentare in nuove direzioni; speriamo possiate sentire ancora parlar di noi; stiamo apprestando progetti differenti come i Picnic, un nuovo gruppo che affianca Carlos Robledo, Carlos Alvarado ed il sottoscritto al chitarrista Carlos Vivanco.

Concludiamo con l'intera discografia del gruppo (sperando di non dimenticarci nulla):

1977: "Chiasognathus grantii". Musicassetta. 20 copie.
1980: "El poeta del ruido". LP. 1000 copie.
1982: "Rock in opposition reccomended records sampler". LP (contiene un brano dei Decibel).
1992: "Contranatura" CD (Live del 1978, con diversi brani riproposti in "Fiat lux").
1996: "Mensaje desde fomalhault" CD (Con un brano in studio datato 1978, cinque brani live registrati nel 1978 e due brani in studio del 1996).
2000: "Fortuna virilis". CD
2003: "Fiat lux". 3CDs. 700 copie numerate.
("El poeta del ruido plus...", contenente L'Lp omonimo, cinque brani live registrati fra il 1978 ed il 1979, ed un brano in studio risalente al 1978; "Fortuna virilis plus..." contenente il cd omonimo, un brano in studio registrato nel 1998, due brani in studio registrati nel 1996 e due brani in studio registrati nel 1992; "In concert plus..." contiene sei brani live registrati nel 2000, due brani da "Chiasognathus grantii" e quattro registrazioni dal vivo datate 1979).

Alcune annotazioni finali: La qualità delle incisioni è spesso assai discutibile. Le copertine dei loro lavori sono artisticamente orripilanti (bambina zombie con tanto di ragnacci pelosi, cadaveri in putrefazione...) e rispecchiano pienamente il fascino della loro musica. Per chi volesse un quadro esaustivo sul gruppo, il cofanetto Fiat lux risulta più che sufficiente. I tre CDs che compongono il cofanetto sopra citato sono disponibili anche singolarmente, ovviamente rinunciando all'involucro cartonato ed al ricco libretto annesso...
A di là della stima assoluta che abbiamo nei loro confronti, il consiglio per chiunque non ne abbia conoscenza diretta è di andarci veramente con i piedi di piombo.
Buon ascolto.






Ruggero  
 
 
 
 Back

Passa alla versione Inglese
Username

Password
Iscrizione Utenti
 
Artista
CD Studio
Doppio
Singolo
DVD
Solista
Live
Bootleg
Relics
Anno
Evento
Nessun Evento