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24/03/2003
Artista: RUPHUS
Album: Ranshart
Anno: 1974

I Ruphus sono strati uno dei gruppi più importanti della scena Norvegese del decennio 70’s.
Nel corso della loro lunga carriera, hanno cambiato più volte la loro Line Up, incidendo sei album in un periodo compreso tra il 1973 e 1980.
Il primo album “New Born Day” del 1973, risulta acerbo, a tratti hard, con sonorità vicine al Blues e dominato da ampi tappeti di organo Hammond.
Nel 1974 arriviamo all’album "Ranshart", sicuramente il miglior lavoro della band.
Album di progressive sinfonico, la vena compositiva e gli arrangiamenti vocali sono sicuramente ispirati agli Yes, riferimenti che risultano più evidenti nei brani "Love is my Light" e "Follen Wanders".
Uno dei brani più sinfonici dell’album, "Picture of a Day", ricalca le sonorità dei Focus, forse per l’uso del flauto e della chitarra alla Akkerman.
L’album di breve durata, 33 minuti circa è cantato in inglese: il lavoro nel suo insieme risulta piacevole, immediato e dignitoso senza eccellere in particolari virtuosismi.
Con i lavori successivi a Ranshart,i Ruphus cambiano sonorità, con "Let your light shine" del 1975, ultimo album degno di nota intraprendono la strada del jazz rock, questo lavoro,comunque, risulta un po’ ingenuo e banale; con gli album seguenti la band si avvicina sempre di più al pop commerciale.
Il CD è stato ristampato nel 1999 da Pan Records ed è abbastanza facile reperirne una copia:
è consigliato l’ascolto a tutti gli amanti del Progressive sinfonico 70’s.

Nazione: Norvegia
Etichetta: Polygram/Pan Record

Lele  
24/03/2003
Artista: ESPERANTO
Album: Danse Macabre
Anno: 1973

Gli Esperanto o Esperanto rock orchestra, gruppo formato da 11 elementi, irruppero nella scena musicale progressive agli inizi degli anni 70 con tre album fondamentali.
Molto personali e ricercati, il loro miglior lavoro risulta essere sicuramente "Danse Macabre", prodotto da Peter Sinfield, evoluzione di un primo mediocre album intitolato Esperanto.
I temi dell'album sono drammatici e intricati, personalizzati dall’uso di strumenti classici quali viola, violino e violoncello, le vibranti atmosfere musicali sono di charo stampo classico e sono caratterizzate da cascate di archi e pianoforte , alternadosi con momenti più suonati sullo stile King Crimson, ELP e PFM a cui il gruppo si ispira esplicitamente, scrivendolo anche sulle note di copertina.
Molto belle le parti cantate, dove spicca la voce di Brigitte Du Doi, che accompagna con canzoni e cori toccanti brani come The Duel o The Prisoner.
Disco non facile ma sicuramente virtuoso e cameristico, che non deve assolutamente mancare a nessun amante di progressive sinfonico.
L’album è stato ristampato in CD agli inizi degli anni 90 dalla A&M records Japan, ed è naturalmete esaurito da anni;
è uscita l’anno scorso la ristampa in formato Mini LP molto bella e fedele all’originale su King records Japan, ma è diventata quasi da subito difficile da reperire ed ha un prezzo abbastanza elevato ( si aggira attorno ai 25/30 euro);allo stesso prezzo ci si po’ imbattere in una buona copia originale dell’LP edito dall A&M records.

Nazione: Inghilterra
Etichetta: A&M / Kings Records


Lele  
23/03/2003
Artista: CATHEDRAL
Album: Stained Glass Stories
Anno: 1976

I Cathedral sono un gruppo americano, di New York per la precisione. Nel 1976 pubblicano il loro album fondamentale, “Stained glass stories” (etichetta Delta). Si tratta di un LP storico, dai suoni epici ma non certo banali, dai colori a tratti caldi e a tratti freddi. Cantato in lingua madre, la struttura dell’album è varia ed alterna momenti di Prog melodico ad altri di ricercate sonorità sperimentali. La volontà evidente è quella di non creare il solito lavoro di Prog canonico ma un album dai tratti personali, in cui i suoni tipici del Prog inglese escano dagli argini per trovare nuove strade compositive. Un disco non facilissimo, sofisticato, di grande spessore artistico e storico. E’ un lavoro in grado di offrire feeling emozionante e coinvolgente. Va ricordato che vede la luce negli anni in cui il pubblico cominciava a pensare che il Rock Progressivo avesse, per così dire, fatto il suo tempo. I Catherdal, quindi, pur avendo partorito questo autentico gioiello, sono rimasti lontani dalle luci della ribalta, relegati nel panorama di nicchia delle produzioni “minori” (fatte cioè con budget limitati). Le strumentazioni: percussioni, cimbali, gongs, basso, moog, tastiere, chitarre elettriche ed acustiche, voci.
E’ un disco che non può mancare a chi è appassionato di Rock Progressivo!

Buon Ascolto!

USA
Delta/Syn-Phonic

Stefano R  
 
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