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02/04/2003
Artista: MUSEO ROSEMBACH
Album: Zarathustra
Anno: 1973

Zarathustra , dei Museo Rosembach, è sicuramente un album fondamentale del Progressive rock italiano storico; Uscito nel 1973, il gruppo riscosse i consensi del pubblico e della critica esibendosi nei maggiori festival Pop in voga all’epoca. Critiche negative, invece, furono alimentate dalla scelta delle immagini shoccanti pubblicate in copertina: a fronte delle foto del busto di Mussolini, a tergo l'immagine di una siringa ipodermica conficcata in un braccio.
Concept basato sulla filosofia del Superuomo di Nietzche l’album si suddive in due parti:
il lato A raccoglie la suite Zarathustra (durata circa 20 minuti, ripartita in cinque atti), il lato B tre brani ben costruiti, intricati, che non si discostano dall'impronta compositiva della suite. Stile molto vario e completo, soprattutto il lato A, caratterizzato da cambi di tempi molto ben sostenuti dalla sezione ritmica. Le melodie sono dettate dalle tastiere, moog e mellotron (sempre in evidenza) che ben si sposano con la voce forte ed imponente di Stefano Galifi. Il risultato è un crescendo di suoni trascinanti e coinvolgenti che sfociano in un finale di grande effetto.
Nella composizione si riconoscono alcune idee compositive della scuola inglese ma lo stile rimane quello del pop italiano che si imponeva sulla scena in quel periodo.
Esistono diverse ristampe in LP e cd di questo storico documento del progressive italiano,
ricordiamo che è appena uscita una ristampa in formato Mini LP della BMG fedele all’album originale

Nazione: Italia
Etichetta: Ricordi / BMG

lele  
01/04/2003
Artista: ANGLAGARD
Album: Epilog
Anno: 1994

Più che doverosa, così definirei questa relics. Molti di voi conoscono bene questo impedibile gioiellino scandinavo, e quindi vi sembrerà superflua, scontata, questa recensione. Ma poteva un portale di musica progressive esimersi dal parlare di un disco che è tuttora una delle migliori produzioni sinfoniche degli ultimi dieci anni? La risposta è ,ovviamente, no.Quindi beccatevi questa relics, anche perché la band si è riformata e promette un nuovo album a breve ed anche perché i loro primi due lavori(ormai introvabili),verranno ristampati tra pochi mesi. Ho scelto di parlarvi di "Epilog", il successore di "Hybris", un album,quest’ultimo, che sconvolse il nostro mondo per il suono melanconico, complesso, decisamente crimsoniano e per i percorsi tastieristici molto vintage. "Hybris" ebbe un successo smisurato in confronto alle altre produzioni del genere, forse perché riusciva ad accontentare sia il fruitore più colto che ne apprezzava la complessità e la perizia tecnica sia l’utente prog più acerbo, che comunque si godeva il sound pieno e godibile e le trame strumentali arcaiche. Ma è con "Epilog" che gli Anglagard si evolvono definitivamente, sono più curati, più complessi, il lavoro è decisamente più maturo, meno impetuoso ma più studiato, cesellato e impreziosito dall’introduzione degli archi(violino e violoncello soprattutto). Il brano “Sista Somrar” è l’emblema di questa evoluzione, 13 minuti carichi di tensione e atmosfera, un vero e proprio manifesto della maturità artistica e compositiva raggiunta dall’ensemble svedese. Il suono risulta ancora più nordico, melanconico, soffuso, anche più originale, staccandosi in modo più deciso da certi stilemi di Hybris. Forse anche per questo che tra i fans della musica progressiva "Hybris" viene spesso preferito ad "Epilog", personalmente ritengo, invece, il secondo Anglagard il loro album più riuscito. Attendiamo ora con ansia e curiosità l’avvento del loro terzo CD in studio. Che strada avranno intrapreso? Dobbiamo aspettarci qualcosa di profondamente diverso o avranno scelto di proseguire il percorso interrotto quasi dieci anni fa? Ai posteri l’ardua sentenza!

Marcello Marinone  
31/03/2003
Artista: CERVELLO
Album: Melos
Anno: 1973

Napoli, 1973. Da un gruppo affermato e consolidato di nome Osanna, nasce un’idea sperimentale: il progetto Cervello. Prodotto da Rustici e D’Anna il disco si chiama Melos e sarà ristampato anche in Giappone (sempre con la straordinaria copertina in cui il barattolo di pomodori è realmente apribile). Da qualche tempo è in circolazione una ristampa CD con una bella confezione cartonata (BMG), stile mini-LP, oggetto sempre più importante per gli appassionati del genere, perché conferisce una sorta di suggello di riconoscimento all’opera Prog.

E’ un lavoro molto particolare e sicuramente non facile (l’unico dei Cervello), in tutte le sue parti. Innanzitutto le liriche, ispirate ai miti della Magna Grecia, con testi addirittura in tono (“Trittico”). Le parti vocali, sempre in italiano, sono sia da solista che di coro, a volte esasperate a toni alti, altre a descrivere gli orrendi abissi dell’anima.

I musicisti: Corrado Rustici (chitarra e flauto), Gianluigi Di Franco (voce e flauto), Giulio D’Ambrosio (sax e flauto), Remigio Esposito (batteria e vibrafono), Antonio Spagnolo (chitarra, flauto e basso).

Ai quintetto va dato atto di essere molto bravi a creare arrangiamenti complessi ed armonie intricate, anche se un po’ troppo limitate nello svilupparsi dal dover supportare testi fatti di una poetica molto difficile. I suoni principali, guida delle composizioni, sono dettati dai flauti (suonati addirittura da quattro elementi del gruppo) in abbinamento alle chitarre acustiche. Vengono spesso a crearsi atmosfere strane ed articolate, in dissonanza, disomogenee e un po’ “tirate”, su cui il sax di D’Ambrosio si inserisce nei momenti di sperimentazione più intensa (un po’ alla Van der Graaf Generator, per capirci). In questo contesto emergono i brani “Euterpe” e “Scissione”, complicati, in cui è in evidenza la chitarra elettrica suonata da Rustici (successivamente collaborerà con Zucchero). Il gruppo sperimenta e ci regala voli pindarici di suoni Rock-Prog azzardati e di ricerca, amalgamati dalle voci (soliste e cori) in certi parti esasperate. Il tutto è trasudante trasporto e coinvolgimento. Il sound ha uno stile melodico mediterraneo, con influenze jazz-rock e richiami di musica classica.

In generale l’album, nella volontà molto ambizioso, appare un pò pretenzioso.

Un lavoro “cerebrale” (scusate il gioco di parole), complesso, difficile ma stimolante, di interesse. Consigliato per chi apprezza le sperimentazioni con i suoni datati (compresa la qualità dell’incisione).

Per amor di cronaca segnalo che la formazione nel ’73 partecipa ad una serie di raduni Pop a Mestre, Napoli (terzo festival d’Avanguardia, Nuove Tendenze e Be In), Palermo (primo Concerto d’Avanguardia), Venezia (IX Mostra Internazionale) ed al Nettuno Pop. Il progetto vive un anno, poi i componenti del gruppo prendono strade diverse.

ITA
Ricordi 1973
Buon Ascolto!

Stefano R.

Stefano R  
 
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