Home 
Filosofia 
News 
Reviews 
Relics 
Interviste 
Retrospettive 
Concerti 
Links 
Forum 
Contatti 

12/04/2003
Artista: SOTOS
Album: Sotos
Anno: 1998

Le mie perversioni uditive per fortuna non sono mai andate di pari passo con i miei gusti sessuali, ma recentemente amo farmi ...SOTOSmizzare da un manipolo d'intraprendenti francesi, di cui, con la presente scheda, prendiamo in considerazione il brillante esordio omonimo (la loro seconda valida uscita, Platypus, la potete trovare fra le ultime recensioni pubblicate).
Prendete delle sonorità spigolose, arrangiamenti scarni, una chitarra d'ispirazione lontanamente (ma non troppo) crimsoniana, viola, flauto e violoncello, uno spruzzo di etnia orientale, il tutto in una confezione spartana con iconografia dal vago sapore esoterico, ed il piatto è servito: quattro lunghi brani (Tango, 21.56, Gilgamesh, 16.07, XXVIIIème parallele, 13.27, L'espoir du clan des huitres, 17.05) con parti composte ed articolate, momenti d'improvvisazione che arrivano anche a sfiorare il rumorismo (nel 2° brano) ed un grande feeling d'insieme, in un contesto oscuro ed ossessivo in cui chiari riferimenti ci riportano ai mitici Univers zero ed ai Present dei fratelli Trigaux (con meno minimalismo compositivo ed un approccio più grezzo).
Un esordio personale di elevata qualità, consigliatissimo.

Ruggero  
10/04/2003
Artista: ENGLAND
Album: The Last Of The Jubblies
Anno: 1977

Secondo lavoro degli England registrato nel 1977 ma pubblicato solo nel 1995 dall’etichetta inglese Vinyl Tap.
L’album mantiene lo stile inconfondibile e del primo album "Garden Shed"spingendosi verso sonorità più vicine ai Genesis e Gentle Giant senza però abbandonare il filone Yes, peculiarità del primo lavoro.
Questo secondo album è sicuramente un gradino sotto "Garden Shed" sul piano compositivo: spiccano alcuni pezzi come il brano d’apertura “Creepin instrumental”, sinfonico e coinvolgente, oppure “Mister Meener” dove le tastiere vengono messe in primo piano ed emerge la parte più Yes dell’album.
Da considerarsi un album d’integrazione se si possiede Garden Shed, ottimo approccio al gruppo se non si conosce il primo album.

Nazione: Inghilterra
Etichetta: Vinyl Tap

GENERAL REFERENCES
Genre
 Symphonic Prog. Music
References
 Yes / Genesis
Vocals
 Moderate Use
Language
 English-Male
TECHNICAL ASSESSMENT
Technique
 Good
Performance
 Very Good
Sound Quality
 Good
EDITOR'S PATHOS
Composition
 Very Good
Feeling
 Excellent
Originality
 Good
Click here for the legend
LEGEND
  • GENRE: it refers to one or several subtypes of progressive music or music trends that influence the work.
  • REFERENCES: it aims to mention one or several famous groups (they may also be chronologically younger bands in case old groups are not famous enough, the aim is to describe the sound pervading the record)
  • VOCALS: it indicates the amount of vocals used in the work.
  • LANGUAGE: it says what language/s is/are used to sing or recite the lyrics in the work
  • TECHNIQUE: it refers to the technical skills the score requires.
  • PERFORMANCE: it assesses how skilfully the score was performed (it could be defined as excellent even if the TECHNIQUE has been considered poor, in case a simple score has been correctly executed)
  • SOUND QUALITY: it refers to the recording quality, it does not relate to the choice of timbre
  • COMPOSITION: it refers to the quality of the composition.
  • FEELING: editor’s personal judgement
  • ORIGINALITY: it shows how innovative the work is
click on this window to close

Lele  
07/04/2003
Artista: ROCKY'S FILJ
Album: Storie di uomini e non
Anno: 1973

"Storie di uomini e non", è il primo e unico album del gruppo emiliano Rocky’s Filj. Edito nel 1973 per la Ricordi è stato ultimamente ristampato dalla BMG per la prima volta su supporto digitale. L’album è da collocare nel filone Jazz Rock: completamente assenti le tastiere, il sound è guidato dal sax di Rocky Rossi, dalla chitarra di Roby Grablovitz e accompagnato dal trombone di Luigi Ventura e dalle percussioni e basso di Rubino Colasante. Il disco è tecnicamente validissimo; La voce di Rocky è piena e drammatica e s’intervalla con assoli di chitarra e di sax che accompagnano l’intero album.
Composto da cinque brani il pezzo più significativo è a mio parere “L’ultima spiaggia”, lungo brano d’apertura che c’introduce all’atmosfera che accompagnerà tutto il disco.
I testi dell’album e le note nel retro sono una forte ed accesa polemica contro il sistema e la giustizia italiana: non a caso la foto in copertina ritrae la facciata del palazzo di giustizia.
Nel complesso il lavoro è buono, i suoni ricalcano il progressive che nasceva in Italia in quel periodo ma risulta un po’ datato; il disco è sconsigliato agli amanti del Progressive sinfonico e a chi ama i suoni moderni.
Purtroppo la ristampa della BMG non è stata rimasterizzata al meglio: durante l’ascolto è presente un forte e fastidioso fruscio

Nazione: Italia
Etichetta: BMG

Lele  
 
<< 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39  40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50  >> 
 
Le Reviews sono raggruppate per iniziale dell'Artista
[0][17][8][12][5][10][2]
[5][3][3][5][12][7][13]
[2][3][8][1][7][9][8]
[2][0][1][0][2][4]
Passa alla versione Inglese
Username

Password
Iscrizione Utenti
 
Artista
CD Studio
Doppio
Singolo
DVD
Solista
Live
Bootleg
Relics
Anno
Evento
Nessun Evento