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30/07/2007
Artista: MIKE KENEALLY + METROPOLE ORKEST
Album: The Universe Will Provide
Anno: 2004

Premesso che ogni Agarthiano che si rispetti sa bene chi è Mike Keneally, in pillole stiamo parlando di un gigante del panorama musicale internazionale, poli-strumentista, compositore, arrangiatore, cantante, conosciuto ed apprezzato al grande pubblico, oltre che per una serie di album da solista, per le sue collaborazioni importanti, niente meno che con Zappa, Fripp, Sting, Steve Vai, giusto per citarne. Parliamo dunque di uno dei nomi scontati ed assoluti, uno che per sua stessa natura è specificatamente parlando un big della musica di confine, quella che si caratterizza perchè contaminata, intelligente, colta. Tra i lavori di questo talentuoso professionista vi segnalo “The Universe Will Provide”, semplicemente perché mi colpisce ad ogni riascolto e poichè a mio parere è un album molto ispirato. Nello specifico è un lavoro del 2004, fondamentalmente definibile come una piece per chitarra elettrica (la sua) ed orchestra (Metropole Orkest, dotata di ottima sezione ritmica e superlativi fiati). Qui, il talentuoso chitarrista, coadiuvato da musicisti di notevoli capacità impeccabilmente diretti da tale Jurjen Hempel , regala emozioni magistrali e sopraffine, in perfetto stile orchestrale zappiano (200 Motels, Grand Wazoo, per avere riferimenti), su strutture classiche e jazzy. Dal punto di vista degli arrangiamenti l’album è sicuramente sopra le righe e si distingue per armonie affascinanti, che hanno il sorprendente risultato di far apparire in forma semplificata un lavoro di per sé molto complesso, con andamenti progressivi orchestrali (non propriamente sinfonici ma più sullo stile del musical, se vogliamo), di swing, di fusion, perfino con qualche sonorità blues. I brani, suggestivi, scorrono via con naturalezza e pathos, in maniera del tutto pulita e rilassata, senza inutili sbavature, roboanze o cadute di toni. Immediate le sensazioni di piacevolezza, che si consolidano con i riascolti. Ovviamente spicca l’ottima chitarra, sempre perfetta ed in sintonia con gli altri strumenti, sia elettrica che in versione acustica (che suggestivo il dialogo in Mwah2, ndr). Gran bel disco, secondo me, dal suono chiaro e coinvolgente, che potrà piacere sia a chi ama gli accenti più rock che a chi predilige innovazione compositiva ed atmosfere contaminate e complesse. Per chi vuole capirne fino in fondo l’essenza, stupendamente stralunata ed intricata, si sappia che Keneally ha dichiarato che questo lavoro è “l’incontro ideale tra il sè stesso odierno ed il proprio io a 8 anni” . Qualcosa da ascoltare e riascoltare, sorprendentemente ancora attuale. Peccato non averlo (e per la copertina orrenda)!

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive, Art rock, Fusion, Musical
References
Zappa
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent



Stefano R  
15/02/2007
Artista: ALQUIN
Album: Mountain queen
Anno: 1972 - 73

Buon Cd di questo gruppo olandese contenente anche i brani del precedente LP “Marks” del 1972 (orribile dal punto di vista estetico, vedi le medesime edizioni dei Supersister…): non scevro da ingenuità evitabili (specie nella sezione ritmica: deboluccia e con un basso spesso banale), rimane comunque un buon lavoro rappresentativo della propria epoca, abbastanza solare, piacevole, fresco, senza cadute di tono, caratterizzato a tratti da una sezione fiati abbastanza “negroide”, decisamente sopra la media anche se non paragonabile ai lavori di riferimento dei mid seventies.
Un buon diversivo da ascoltarsi senza troppo impegno.

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive
References
Camel, Caravan, classic prog.
Vocals
Substantial use
Language
English-male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent



Ruggero  
15/02/2007
Artista: KINGDOM COME ARTHUR BROWN
Album: Galactic zoo dossier
Anno: 1971

Dal lontani seventies ecco qua un disco di grande sostanza malgrado appaia completamente folle e, solo in apparenza, musicalmente anarchico.
Suoni datati (caratteristici), un ottimo feeling, molte intuizioni geniali ed imprevedibili; il risultato è paragonabile, con le debite proporzioni, alle produzioni di Frank Zappa del medesimo periodo (non quelle influenzate dalla classica contemporanea, bensì quelle a chiara base rock), pur conservando una evidente matrice originale. Che peccato che il sig. Arthur Brown, da quel che mi risulta, non diede poi seguito a questo piccolo gioiellino con altri dischi del medesimo livello. Talento sprecato.
Da avere (consigliato anche il primo omonimo disco dei Kingdom Come).

LABEL: CASTLE MUSIC
CATALOG: CMQCD807

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive, art rock
References
Zappa
Vocals
Substantial use
Language
English-male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent



Ruggero  
 
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