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06/11/2003
Artista: CAGE
Album: The feeble - minded man
Anno: 1993

Attenzione: amanti delle sonorità 70’ e nostalgici sognatori melodici, questo disco “deve” essere in vostro possesso.
I Cage, al secolo Alessandro Bugliani (Pianoforte e tastiere), Claudio Franciosi (Tastiere), Andrea Griselli (Batteria), Fulvio Mele (Basso e Voce), Andrea Mignani (Chitarra), nascono a Carrara alla fine degli anni 80 e contribuiscono alla rinascita del progressive italiano con questo breve, intenso EP intitolato “The Feeble –minded man”, composto tra il 1987 e il 1988.

I 20 minuti di musica in cui si compone l'EP, sono un omaggio al progressive rock dei tempi d’oro: la suite divisa in cinque movimenti è un crescendo di sonorità barocche, dolci e raffinate, intervallate da affondi dominati dalle doppie tastiere e dalla chitarra elettrica.
Le brevi parti cantate sono d’ispirazione “Gabrielliana”, in lingua inglese, l’intera suite ricorda il sound Genesis del primo periodo. Seppur ingenuo in alcuni passaggi, l’esecuzione è convincente: la ritmica è ben frazionata, fluida il basso è ben scandito.

Non aspettatevi sperimentazioni, rumoristica o dissonanze: questa è una suite di progressive sinfonico poco celebrale ma molto di cuore…

Il gruppo è ancora attivo: dopo diverse partecipazioni a concorsi musicali e un’apparizione su Videomusic nel 1994, i Cage si sciolgono per seguire nuove strade e sperimentazioni. Riuniti nel 2001 il gruppo è attualmente in cerca di produttori. Nel corso dell’anno è uscito un CD autoprodotto che raccoglie i brani composti dal gruppo dal 1987 al 1992, tra cui la suite “The Feeble-minded man”: L’album originale si può trovare nel web o dagli abituali rivenditori a cifre ragionevoli (30/50 Euro), a voi la scelta…


Nazione: Italia
Etichetta: LP – Toast Records TDLP880
CD – Autoprodotto

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonic Prog. Music
References
Genesis
Vocals
Moderate use
Language
English male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
22/10/2003
Artista: MEZQUITA
Album: Recuerdos De Mi Tierra
Anno: 1979

La continua ricerca nelle oscure produzioni del progressive rock, ci spinge ad esplorare prodotti che hanno avuto poco riscontro in italia, ma molto validi dal punto di vista artistico e culturale.
Andiamo in Spagna, terra calda e latina, dove il movimento progressive nel tardo decennio ’70 ci ha regalato ottime produzioni musicali.

E’ il caso dei Mezquita, che nel 1979 registrarono “Recuerdos de mi tierra”, album pressochè sconosciuto in Italia, ma che è stato riscoperto grazie alle ristampe su supporto digitale uscite nei primi anni 90.

“Recuerdos de mi tierra” ha delle forti influenze etniche: chitarra dal ritmo flamenco, tastiere dal sapore arabeggiante, fuse fino a formare un progressive rock molto passionale, coinvolgente. Il sound è un incalzante crescendo, senza tregua; Anche la voce, rimarca l’influenza etnica tipica della terra di Spagna.
Questo disco è il giusto compromesso tra radici culturali e ricerca musicale, radicata nel folk, Jazz, rock e fusion.

Nell’album, emerge un’ottima tecnica d’esecuzione, il cantato dalla timbrica calda ed esotica, quasi drammatica in alcuni passaggi, dona un’impronta unica all’album.
L’uso sostanziale delle tastiere, piano, moog, della chitarra acustica ed elettrica, l'ottima ritmica e l’intervento occasionale di violini e violoncello, danno all’album il timbro tipico del progressive di qualità.
Il brano più significativo è il pezzo d’apertura che dà il titolo all’album: “Recuerdos de mi Tierra”, dove domina la chitarra acustica di Josè Rafa, ricca e virtuosa.
Se amate le esecuzioni che si esulano dal canonico prog inglese, questo è l’album che fa per voi.

L’album è stato ristampato più volte su supporto digitale:
La ristampa più economica è senza dubbio quella spagnola, su fonomusic, anche se è scarna nei contenuti e di difficile reperibilità.
Le ristampa giapponese su Kings records e l’edizione coreana di Si-Wan Records sono più curate nei dettagli, ma sono economicamente più impegnative.

Buona ricerca!

Nazione: Spagna

Etichetta: Lp: Zafiro Rec.
CD: Fonomusic / Kings Records / Si-Wan Records

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonic Prog. Music
References
Triana, Medina Azhara, Iman
Vocals
Substantial use
Language
Spanish male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
21/10/2003
Artista: JACQUES THOLLOT
Album: Cinq Hops
Anno: 1978

Ciao a tutti i lettori.
Fortunati coloro che già conoscono ( e posseggono) il disco che ora andremo ad esaminare ; per loro la recensione è inutile , loro
hanno già goduto il privilegio di ascoltare questa musica meravigliosa .
Trattasi di "Cinq Hops" di tal JACQUES THOLLOT , un batterista francese cresciuto in ambiente jazz e approdato a questo magnifico
risultato dopo tre dischi ("Quand le son devient aigu, jeter la girafe a la mer" 71' , " Watch devil go" 75' ,"Resurgence" 78' )
di cui per il momento non parleremo e che hanno poco in comune con "Cinq Hops"( giusto "Resurgence" è stato una tenue anteprima ) .
Dunque un batterista di scuola jazz ( ma nel disco suona anche le tastiere in alcuni brani ) che è riuscito con questo lavoro a
dimostrare tutto il suo talento come compositore (oltre che bravo batterista ) e a creare una musica unica , raffinata , che possiede
una grande forza espressiva , sempre in bilico tra jazz e progressive , con un risultato difficilmente collocabile in uno solo dei generi .
L'impronta generale può apparire forse jazz ( più per gli strumenti impiegati che altro ) ma ad un'ascolto più attento si nota quanto la composizione si sganci dai classici schemi jazz per approdare a cose molto piu progressive e , a tratti , barocche o liriche.
I brani , quasi tutti con il cantato femminile veramente superbo di Elise Ross ,sono piuttosto brevi , ora maestosi e scuri , ora
piu spigliati e vivaci, ma sempre con un filo conduttore che unisce l'insieme, facendo dell'intero disco una sorta di suite .
Nelle composizioni il pianoforte ( anche 2 suonati simultaneamente ) fa il grosso del lavoro ma anche la sezione ritmica
basso-batteria non scherza e i fiati arrivano puntuali a rifinire la composizione .
I brani sono eseguiti con perizia e affiatamento dai musicisti scelti per l'occasione che sono : Francois Jeanneau al sax ,
Chris Howard al flauto, Francois Couturier e Michel Graillier al piano , Jean-Paul Cèlèa al basso (gli ultimi tre già collaboratori
di Jeanneau nei suoi dischi di jazz-rock ).
Un disco originale , ben riuscito, che sfugge a ogni tentativo di classificazione precisa , uno di quei capolavori in cui tutto
è al posto giusto , senza un solo momento di noia per l'ascoltatore .
Ovviamente ogni lavoro può prestare il fianco a qualche critica , ma io , per quanto mi sforzi.....

IL disco in questione è del 78' (già, in vinile.. ) uscito su etichetta " Free Byrd" , e purtroppo a tutt'oggi ,che io sappia, non esiste su cd.
Non disperate: non è un disco introvabile, con un pò di fortuna si può trovarne ancora qualche copia a un prezzo non esorbitante ,
specialmente da dealer francesi.

Consigliato a tutti gli amanti del progressive fortemente contaminato jazz , e viceversa ( niente a che vedere con Genesis & C. ).
Sconsigliatissimo a chi ama cose tendenti all'hard o considera la chitarra uno strumento indispensabile .
Alla prossima !

GENERAL REFERENCES
Genre
progressive, jazz-rock, jazz
References
John Greaves " Kew Rhone" , Henry Cow , Lindsay Cooper
Vocals
Substantial use
Language
English Female
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ivano Pasut  
 
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