Home 
Filosofia 
News 
Reviews 
Relics 
Interviste 
Retrospettive 
Concerti 
Links 
Forum 
Contatti 

06/01/2004
Artista: ALAS
Album: ALAS
Anno: 1976

Il disco in oggetto è un vero cardine del Rock progressive sudamericano. Le sonorità richiamano quanto di più classico ci sia, parlando del genere musicale che ci è caro: i riferimenti occidentali sono EL&P, ma anche tutta la scuola americana di Rock Progressivo dell’epoca e Canterbury (vedi relics su Agartha), con armonie di forma evocativa ma anche epica, caratterizzate da ritmica importante sostenuta da tappeti di tastiere. Non siamo però in presenza di scimmiottatori di idee altrui. ALAS è un disco, a mio parere, tra i migliori nel suo genere, impreziosito da quella vena tipica del sound sudamericano che instilla nell’ascoltatore allegria velata di malinconia (non a caso è considerato uno dei primi e più tipici esempi di “tango-Rock”). I musicisti sono ben superiori alla media e riescono a creare la giusta amalgama di contaminazioni sonore, dai ritmi spesso tirati, pur non rinunciando a belle aperture più romantiche. Il cantato è in lingua madre, sia solista che appoggiato da cori e non disturba, anzi, conferisce personalità all’opera. Idee originali e rock-progressive sviluppate molto bene, e per tutta la durata del disco, che non ha cadute di tono o scivoloni di stile (difettuccio riscontrato più di una volta nelle produzioni degli anni 70).

Non è facilissimo da trovare ma se lo recuperaste, non lasciatevelo scappare. Un classico da avere!

ARG 1976

Moretto Gustavo: teclados, vientos y voz
Riganti Carlos: batería y percusión
Zucker Alex: bajo y guitarra

GENERAL REFERENCES
Genre
Rock Progressive
References
EL&P - Canterbury
Vocals
Moderate use
Language
Spanish Male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
18/12/2003
Artista: HARDSCORE
Album: Tubes for section
Anno: 1998

Con immenso piacere vi rendo partecipi di una fra le più straordinarie composizioni che io abbia mai sentito. Essendo un ascoltatore molto coinvolto e preda di facile entusiasmi, qualcuno fra voi che mi conosce penserà alla solita "sparata" poi da ridimensionare a mente fredda; così non è, ve lo garantisco. Fra le mani ho un miniCD autoprodotto contenente un'unica suite della durata di 20 minuti e 35 secondi dei mitici Hardscore (uno dei rarissimi casi di gruppi che, nelle mie personali e, lo ammetto, un poco riduttive valutazioni di merito, abbia raggiunto praticamente il massimo per ciascuno dei titoli prodotti), il cui contenuto credo possa essere riassunto in questo modo: prendete i migliori brani di "Roxy and elswhere" e di "Studio tan" (Frank Zappa, per chi non lo sapesse), liberateli da qualsiasi ironia inutile, raffinatene ulteriormente la composizione allontanandola da influenze rock troppo esplicite; aumentate la densità e la complessità delle idee, avvicinandole ulteriormente alla genialità di uno Stravinsky, eseguite il tutto con perizia strumentale assoluta, aggiungendo qualche sonorità richiamante MIND Vol. III degli Isildurs bane (anche se qui, a mio parere, il livello è nettamente superiore; incredibile, non è vero?...) nobilitate il risultato con una voce femminile reminiscente della sublime prestazione di Elise Ross su "Cinq Hops" (il capolavcoro di Jacques Thollot, datato 1978), fra l'altro elegantemente corteggiata da uno xilofono che compie incredibili evoluzioni ed incorniciata in complessi intrecci strumentali realizzati utilizzando un caleidoscopio di timbri assolutamente effervescenti; ebbene signori questo è "Tubes for section", questi sono gli Hardscore, questa è la musica che amiamo, in un panorama progressive dove troppa mediocrità viene metodicamente diffusa generando in continuazione confusione e soffocando ciò che veramente di buono dovrebbe emergere.
Non è un Cd di facile reperibilità, cercatelo comunque: è assolutamente imprescindibile per chi ama questo genere.
Un consiglio ulteriore: se non lo avete già fatto, correte a comperarvi anche gli altri due loro lavori in circolazione, da noi recensiti e consigliati su queste pagine, ...mi ringrazierete.

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive
References
Zappa/Stravinsky
Vocals
moderate use
Language
English Female
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
17/12/2003
Artista: CONVENTUM
Album: A l’afflut d’un complot / Le bureau central des utopies
Anno: 1977-79

Ciao a tutti i lettori .

Oggi parliamo dei CONVENTUM , un gruppo Canadese che ha confezionato 2 dischi , abbastanza simili nei contenuti , apprezzabili per intelligenza e raffinatezza : il primo “A l’afflut d’un complot “ nel 1977 , e il secondo “ Le bureau central des utopies “ nel 1979 , entrambi poi ristampati dalla Ambiances Magnetiques (su vinile doppio) in una raccolta che raggruppa i due dischi +1ottima bonus track ( 8 minuti).
I CONVENTUM sono fautori di una musica un po’ particolare , senza batteria e senza tastiere (o quasi) , con le chitarre di Andrè Duchesne ,Renè Lussier ( chi conosce questi due signori ha già capito tutto ) e il basso di Jacques laurin che fanno tutto il lavoro ,con un risultato molto simile ai lavori di Robert Fripp nella “ Lega dei chitarristi abili “, con in più il grande contributo di Bernard Cormier agli archi e percussioni , nonché di svariati musicisti aggiunti (flauto , sax , cori, ecc. ) di cui non sto qui a fare l’elenco , con anche qua e là un pizzico di cantato ( in francese ).
Le atmosfere sono tipicamene francesi , un po’ rarefatte , di quel filone avanguardistico-progressivo che comprende gruppi come ZNR , ENSEMBLE RAYE’ , LOOK DE BOUK , e le composizioni richiamano alla mente soprattutto i lavori dei PHILARMONIE o , come già detto , i lavori chitarristici di Fripp ( quelli più acustici , senza looping e aggeggi elettronici vari ).
Una avanguardia morbida , una musica colta ma non ostica ( anzi , a tratti molto melodica ), con molta chitarra , acustica e non , intricata e molto ”Frippiana “ nello stile compositivo , archi e fiati stupendi , fanno dei CONVENTUM un grande gruppo da (ri) scoprire urgentemente .
Ah !, dimenticavo la bellissima copertina del secondo disco , con dei curiosi disegni in bianco e nero sia in fronte che sul retro .
Entrambe le prime stampe originali ( e anche la ristampa ) sono abbastanza difficili da reperire e quindi costose …ma c’è sempre il cd ( label kozak ko2506-2 e ko2507-2 ) con varie bonus ,( alcune valide altre no e purtroppo anche mischiate nell’ordine con i brani originali ) , per chi non subisce il fascino del vinile.
Cosigliato specialmente e chi ama i gruppi sopracitati e il lavoro solistico di FRIPP , DUCHESNE e LUSSIER .
Sconsigliato a chi non può fare a meno di batteria e tastiera ( pochi , spero ) .

GENERAL REFERENCES
Genre
avantgarde , progressive
References
Philarmonie , Noetra , Robert Fripp , Ensemble Rayè
Vocals
Moderate use
Language
French male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ivano Pasut  
 
<< 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24  25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50  >> 
 
Le Reviews sono raggruppate per iniziale dell'Artista
[0][17][8][12][5][10][2]
[5][3][3][5][12][7][13]
[2][3][8][1][7][9][8]
[2][0][1][0][2][4]
Passa alla versione Inglese
Username

Password
Iscrizione Utenti
 
Artista
CD Studio
Doppio
Singolo
DVD
Solista
Live
Bootleg
Relics
Anno
Evento
Nessun Evento