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10/04/2004
Artista: THE MUFFINS
Album: MANNA/MIRAGE
Anno: 1978

Da qualche parte bisogna pur incominciare per parlare dei The Muffins, interessantissima e validissima band americana, da anni in circolazione e fautrice di musica colta e di qualità, che richiama l'avant.prog, il Canterbury ed il Rio, con forti accenti jazzy. Se li conoscete sapete perché li amo, altrimenti…hop…hop…di corsa a colmare la lacuna! L’album di cui vi sto parlando mi pare un buon punto di partenza, anche perché ancora oggi l’ascolto è gradevolissimo e senza dubbio di interesse a tutti i livelli. I qattro musicisti polistrumentisti (con l'ausilo di ospiti eccezionali), capaci di suonare musica insieme e non solo per se stessi, ci offrono un disco interamente strumentale, miscela raffinata delle sonorità precedentemente elencate, sperimentale quanto basta, ricco di idee originali, personale, innovativo. La composizione nasce dal nulla, mediante improvvisazione calibrata, con suoni delicati di flauto, clarino, tastiere leggere, poi lo xilofono libera gradualmente dal senso di torpore mattutino gli altri strumenti (in particolare tastiere e sax ma anche tromba, trombone e gli altri strumenti elencati in line up...) che fanno improvvisazione e tuning, fino a formare progressivamente l’armonia che vanno cercando, jazz-rock progressiva con spunti d’elitaria avanguardia free e spiccati richiami al migliore RIO e al miglior Canterbury del periodo. Impossibile non rimanerne suggestionati e la linea melodica, riconoscibile poco a poco, ammanta l’ascoltatore gradualmente ma implacabilmente, fin sottopelle. Cambi di ritmo ma con suoni sempre particolarmente puliti, esaltano la padronanza tecnica e l’audacia esecutiva dei musicisti, sempre in evidenza in giochi sonori più che validi ma non eccessivi. Ottimo il senso armonico che ne scaturisce e che alterna belle fughe di note ad introspezioni di spessore, con spunti di improvvisazione ragionata. Man mano si arriva a metà dell’album (Amelia Earhart) traccia interessantissima, che incorpora momenti jazz-rock, dove sessioni ritmiche flirtano con giochi armonici e melodici di fiati e in cui le tastiere sono adeguatamente dosate. Specie nella parte finale la musica richiama dal patrimonio genetico particelle di Genesis. Si chiude come nella migliore tradizione prog, cioè con una bella traccia lunga (quasi 23 minuti), caterbury-style prog, ottima sotto tutti gli aspetti, intensa, suggestiva, melodica, pregna anche di sense of humor alla Frank Zappa. Il tutto dura circa 48 minuti Riassumendo: un album da avere, per chi ama il prog, il Rio, il Canterbury, le sonorità jazzy, passando dagli irriducibili di Frank Zappa per arrivare ai fans dei Genesis.

Line-up

- Billy Swan / bass, piano, guitar, percussives
- Paul Sears / drums, gong, xylophone, vibes, percussives, pots, pans, pennywhistle
- Tom Scott / piccolo, e flat, alto and c flutes, soprano, alto and baritone saxophones, b flat and alto clarinets, oboe, soprano recorder, percussives
- Dave Newhouse / pianos, organ, piccolo, flute, alto and baritone saxophones, bass clarinet, cereal box whistle, percussives

Ospiti:
- John Schmidt / baritone horn and tuba
- Doug Elliot / trombone
- Larry Elliot / trumpet
- Steve Feigenbaum / guitar, underwater guitar
- Greg Yaskovich / bubble trumpet

Nazione: USA
Etichetta: Cuneiform 1991


Buon Ascolto!

GENERAL REFERENCES
Genre
Avant-Progressive - Canterbury - RIO
References
Soft Machine,Happy The Man , Henry Cow
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
27/03/2004
Artista: IL BARICENTRO
Album: TRUSCIANT
Anno: 1978

Baricentro (simpatico gioco di parole il nome del quartetto pugliese): una formazione italiana che propose jazz-rock di matrice progressiva.
Già insieme con il nome di Festa Mobile, scrissero nel 1973 una pagina significativa (per quanto considerata minore) del Prog Italiano Sinfonico, pubblicando l’album ”Diario di viaggio della festa Mobile”, un disco ancora oggi molto apprezzato dagli estimatori del genere anche fuori dall’Italia. Il primo lavoro come Baricentro, comunque, vide la luce nel 1976. Dal titolo Sconcerto è l’album che sancisce la metamorfosi musicale del gruppo che, con il nome, abbandonò anche l’esperienza più tipicamente rock progressiva per buttarsi a testa bassa nelle note del jazz-rock brillante di inspirazione inglese. Una simile operazione era già stata compiuta dagli Etna (chi ci segue lo sa) che, a dire il vero, produssero sonorità abbastanza analoghe. Tra il 1977 ed il 1978 il gruppo registrò l’ellepì che abbiamo scelto come più rappresentativo tra i due, perché più maturo ma anche perché con esso si chiuse l’avventura musicale del complesso. Trusciant fu infatti l’ultima fatica dell’ensemble: un album di jazz rock frizzante, con interessanti spunti progressivi, specialmente riguardo l’uso delle tastiere, in cui non mancano belle parentesi intimiste.
Sonorità tipicamente jazz-fusion ma con spiccate suggestioni personali, armonie calde, scintillanti, a momenti quasi sbarazzine, sono il succo di questo lavoro. La struttura melodica è gustosa ed alterna in maniera interessante momenti che richiamano il lavoro del panorama più progressivo dell’epoca con altri più apprezzabili da chi è abituale consumatore di fusion. Spiccano tutti gli strumenti e una particolare nota di merito va assegnata a tastiere e piano. Bene anche batteria e percussioni di vario genere, in grado di dare un tocco etnico frizzante e di buon gusto, simili a Venegoni & CO. Il basso, infine, regala più di un momento pienamente apprezzabile. Nell’album convivono bene passaggi acustici ed altri maggiormente influenzati dalle sonorità del rock, con qualche richiamo, specialmente in certe performance di piano, anche alla classica. Il tutto è sapientemente condito con eco di musica popolare, calda e mediterranea e non mancano momenti romantici, tendenzialmente sinfonici. Un album interamente strumentale, brillante, ancora oggi ben godibile. Lo consiglio a chi apprezza il genere e le melodie raffinate.

Line up:

Francesco Boccuzzi: electric and acoustic keyboards, electric and acoustic guitars
Vanni Boccuzzi: electric and acoustic keyboards
Tonio Napolitano: bass
Piero Mangini: drums
Luis Agudo: berimbau, cuica, agogò, african percussion
Max Rocci: congas

Nazione: ITA

LP: EMI 1978
CD: VM 2000

Buon Ascolto!


GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz - Rock Progressive
References
Etna - Esagono - Jazz Rock Scene
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
27/03/2004
Artista: ROBERTO COLOMBO
Album: BOTTE DA ORBI
Anno: 1977

Album tanto bello quanto raro! Si tratta di un’uscita del 1977, jazz rock progressivo di ottima qualità. Innanzitutto due informazioni essenzialissime su Roberto Colombo: milanese, tastierista, ha accompagnato vari nomi famosi, cito PFM. Compositore, arrangiatore (es Camerini, Pravo, Orme), produttore, marito di Antonella Ruggiero, artisticamente ha subito l’influenza di Frank Zappa. Il maestro Colombo per l’occasione è coadiuvato da una cerchia di musicisti di talento (si veda line up esagerata, tra cui T. De Piscopo, M. Pagani, L. Fabbri, M. Martelli, P. Pravo, R. Gianco, I. Cattaneo, S. Cerri ecc..!). Armonie e ritmi frizzanti caratterizzano l’opera, pregna tra l’altro di giocosa ironia e di quella vena di sound zappiano che non guasta mai. L’album è frutto di lavoro meticoloso ed impeccabile sotto tutti gli aspetti: compositivo, d’esecuzione, di tecnica di registrazione e ancora oggi è portato in esempio dagli addetti ai lavori. Brillante, dinamico, ricco d’intuizioni genialoidi, attentamente studiato nei dettagli e magistralmente eseguito, è un disco di musica di evoluzione che ha lasciato il segno e di cui ancora oggi si gode abbondantemente. Assolutamente un disco da avere, piacevolissimo, di esemplare qualità. Se siete appassionati di chicche, cercate il digipack che fu allegato alla rivista [‘mju’zik], di cui fu vietata la vendita separatamente.

Line up:

basso: Gigi Belloni (5.6), Stefano Cerri (1.7 a solo in 3), Roberto Colombo (micro moog in 3)
chitarra : Mauro Martelli (4.1.6.8), Ronnie Jackson (4)
batteria: Walter Calloni (7), Flavio Cuffari (5.3.6), Tullio de Piscopo (2.1.8), Tony Rusconi (4)
percussioni: Roberto Colombo, Roberto Califfi
violino: Mauro Pagani (1), Lucio Fabbri (5)
xilofono-vibrafono: Gianni Zilioli (1.5)
tastiere: Roberto Colombo
trombe: Giuliano Bernicchi (5.3), Doriano Beltrami (5.3), Luciano Biasutti (3), Umberto Moretti (1), Emilio Soara (1),
flicorno: Luciano Biasutti (6.7), Doriano Beltrami (a solo in 3)
trombone: Marco Pellacani (4.8), Rodolfo Migliardi (1)
corno: Giuseppe Crott (5.4.8)
tuba: Luigi Astori (4.8)
clarone: Sergio Rigon (6), Attilio Donadio (1)
clarinetto basso: Sergio Rigon (3.7)
sax soprano: Giorgio Baiocco (5.6.7)
sax alto: Giancarlo Barigozzi (5), Glauco Masetti (1), Hugo Heredia (a solo in 1.5.6)
sax tenore: Leandro Prete (1)
flauto: Mario Gioventù (6.8), Renata Ferri (1)
flauto in G: Giancarlo Barigozzi (6), Mario Gioventù, Marcello Masi (6)
oboe: Marcello Masi (6)
fagotto: Lino Brandolin (3.1.6)
cello: Franco Rossi (5.4.6.8), Paolo Salvi (5.4.6.8)
contrabbasso: Bruno Crovetto ( 4.6)
voce: Patty Pravo (3),Ricky Gianco (8), Ivan Cattaneo (6.7), Massimo Pezzera (5), Nanni Ricordi (3.1), Stefano Cerri alias Paperino (6), Roberto Colombo (2.1.6)

Nazione: ITA

LP: ULTIMA SPIAGGIA 1977
CD: BMG 1999

Buon Ascolto!


GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz - Rock Progressive
References
Jazz Rock Scene - Zappa
Vocals
Moderate Use
Language
Italian
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
 
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