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22/04/2004
Artista: BUON VECCHIO CHARLIE
Album: BUON VECCHIO CHARLIE
Anno: 1972

Classico disco di rock progressive italiano anni 70. Sonorità hard rock, analoghe a quelle del Biglietto per l’inferno o dei Delirium, giusto per dare qualche riferimento. Si tratta di contaminazioni di prog sinfonico con qualche innesto jazzy ed espliciti richiami a temi di musica classica riarrangiata. Buone sessioni ritmiche su cui si appoggiano effetti di contrasto tra le sonorità volutamente graffianti del sax e quelle più melodiose del flauto. Vi si ritrovano interessanti parti acustiche ed altre maggiormente simili al sound dei Colosseum. L’album è un contest che si sviluppa sul tema della dottrina Cristiana. Al di la del contenuto dei testi, la narrazione cantata è terribile (intendo il modo di cantare, quasi appiccicato sopra alla musica, in maniera disarmonica), vera pecca di questo disco, comunque innovativo per l’epoca in cui fu scritto. La storia dell’album è controversa, al punto che non riuscì ad essere pubblicato per tempo ma venne riscoperto e stampato solo negli anni ‘90, praticamente per il mercato dei collezionisti, da un’etichetta giapponese. In coda sono state aggiunte due bonus track, assolutamente inutili. Il packaging, però, è eccellente. Quest’album potrà piacere a chi ama il rock progressivo italiano anni 70 (è datato 1972), sinfonico e derivante dall’hard rock, con qualche spunto jazzy.

Nazione: ITA

CD: AKARMA 2000

Buon Ascolto!


GENERAL REFERENCES
Genre
Rock Progressive
References
Biglietto per L'inferno - Colosseum
Vocals
Male - Substantial Use
Language
Italian
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
19/04/2004
Artista: YOG SOTHOTH
Album: Yog Sothoth
Anno: 1984

Yog Sothoth, ovvero una delle creature più terribili ed affascinanti protagoniste della saghe di H.P. Lovercraft, maestro e caposcuola indiscusso della letteratura orrorifica contemporanea, erede di autori come Poe o Hodgson, di cui fece sintesi migliorativa, sublimandone e perfezionandone l’ispirazione.
Cosa quindi attendersi da questi francesi se non musica sinistra ed inquietante? …effettivamente le nostre aspettative vengono soddisfatte, anche se, in primis, va detto che la base su cui poggiano i brani di questo disco risulta inaspettatamente costituita da avant-jazz di scuola francese, appena “sporcato” con atmosfere magmiane (rilette in chiave sicuramente più colta rispetto a Vander e soci), suonato brillantemente da musicisti assai dotati, ed arricchito da un notevole lavoro di archi e fiati che permette di recuperare ed innestare significativamente sulle premesse suddette forti influenze di classica contemporanea: siamo quindi in presenza di una variante meno frequente rispetto alla situazione più usuale per tanti “alternativi” della scuola franco-belga più scura (Univers Zero, Art Zoyd, Vortex…) in cui la classica contemporanea si pone come fonte d’ispirazione di gran lunga dominante se non unica.
I brani alternano parti complesse, fortemente strutturate e premeditate, a passaggi meno composti, dedicati all’improvvisazione su canovaccio, comunque assolutamente mai banali, scontati o semplificativi.
La strumentazione adottata, accanto a batteria, contrabbasso, piano, fiati ed archi, chiaramente dominanti, contempla anche delle tastiere, usate molto parcamente, e viene integrata da vocalizzi femminili, innalzanti il tasso complessivo di inquietudine musicale.
Un disco ricco di personalità e qualità, purtroppo per ora ancora non ristampato su cd.
Non c’è trippa per i puristi sinfonici, da evitare da parte degli amanti del prog più solare e meno dissonante, vivamente consigliato a tutti gli altri.
…dimenticavo: la solita pornobambola usata a chi individua l’oggetto fotografato in copertina (mi raccomando, scrivete ad Agartha, non alla Carrà!)

ANNO: 1984
ETICHETTA: CRYONIC INC.
CATALOGO: MAD 3010

GENERAL REFERENCES
Genre
Avant-jazz/Zeuhl
References
France jazz/RIO school
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

ruggero  
10/04/2004
Artista: THE MUFFINS
Album: Bandwidth
Anno: 2002

Ultimo frutto dell’eccezionale band di Washington D.C., in formazione originale a 24 anni di distanza da MANNA/MIRAGE e a 22 da 185, l’album in cui Fred Frith partecipò attivamente. Si ripropongono nel loro inconfondibile stile, se vogliamo un po’ demodé o romantico (nell’accezione letteraria del termine), ma di indiscutibile qualità professionale. Un lavoro meticoloso sotto tutti gli aspetti, che ci riporta a suoni ed atmosfere degli anni ’70, anni d’oro del Rock in Opposition, dei barocchismi pomposi del progressive e del Canterbury. Tutto è studiato e snocciolato in chiave avant-free-jazz e fusion. Su un tappeto di tastiere (piano ed organo) intelligentemente dosate, si intrecciano suoni di sax, flauto, clarinetto e poi trombone, viola, vilino e violoncello fanno il resto. Le sessioni ritmiche sono valide e di buon gusto. Dal punto di vista compositivo il lavoro è notevole e il risultato è anche melodia fluida, piacevole d’ascoltare e falsamente ingenua (anche grazie ad un buon lavoro di arrangiamento). I suoni puliti degli strumenti sono una caratteristica che ritroviamo anche in quest’album, maturo ma non ancora senile. Inutile dire che l’intero disco è intriso di richiami al British Canterbury e che la definizione che Fred Frith diede all’epoca della band (“the finest progressive band America produced”) è un’eco che ancora si sente in ogni traccia del cd. Le registrazioni sono avvenute tra il 1999 ed il 2001, dopo che il quartetto, rinato come Fenice dalle proprie ceneri, è stato acclamato in parecchie manifestazioni, cito Progday 2001 nel North Carolina. Ho letto che chi ha avuto l'occasione di ascoltare dal vivo i pezzi contenuti in questo cd sostiene che in studio i toni sono stati smussati, a scapito di un effetto d’impatto più consistente. Mio malgrado non ho avuto questa fortuna…ma la speranza è sempre l’ultima a morire! Interamente strumentale , della durata di circa 51 minuti, è un cd che consiglio, pur ritenendolo complessivamente un lavoro meno importante dei primi due o di Chronometers, l'album più progressivo del gruppo.
Buon Ascolto!

Line-up

- Thomas Frasier Scott / Alto and Soprano sax, flute, clarinet
- Dave Newhouse / piano, organ, Baritone and Tenor sax, bass clarinet, flute
- Billy Swann / bass, guitar (2,9)
- Paul Sears / drums, guitar (2,4,5,8,9)

Ospiti:
- Doug Elliot / trombone (2,3,7,8)
- Amy Taylor / violin (10)
- Amy Cavanaugh / cello (10)
- Kristin Snyder / viola (10)

Nazione: USA
Etichetta: Cuneiform 2002

GENERAL REFERENCES
Genre
Avant-Prog, Canterbury, RIO, modern/free jazz
References
Henry Cow- Fred Frith - Happy The Man
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
 
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