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10/05/2004
Artista: ALEPH
Album: Surface Tension
Anno: 1977

Aleph è un piccolo gioiello australiano, edito dalla Transatlantic nel 1977 ed approdato nel vecchio continente alcuni anni or sono.

Meno melodici dei conterranei Sebastian Hardie, la musica degli Aleph è orientata stilisticamente verso il progressive inglese, (Yes, principalmente).
La voce di Joe Walmsley molto vicina a quella di Jon Anderson e la chitarra elettrica di David Froggatt ha sonorità molto vicine a quella di Steve Howe, ma non disdegna passaggi e assoli alla Steve Hackett.

La particolarità di questo gruppo è la presenza di due tastieriste, che accompagnano con Mellotron, Piano e sintetizzatore emergendo in coinvolgenti assoli.
Ottima ritmica, ben scandita da Basso e batteria: insomma i nostri amici della terra dei canguri hanno tutte le carte per far divertire gli amanti del progressive sinfonico.

Il disco va ascoltato tutto d’ un fiato, senza interruzioni ! L’immediatezza dell’album è la caratteristica del sound degli Aleph: non ci si stanca mai di ascoltarli! Cascate di Mellotron e sintetizzatori, chitarra a tratti romantica, o con riff mozzafiato, intermezzi di piano con piccole venature Jazzy.

C’e solo un altro album che riesce a darmi le stesse sensazioni: True Myth. Stessa immediatezza, stessa freschezza e godibilità.

Purtroppo “Surface tension” è l’unica testimonianza musicale lasciata da questo gruppo: una piccola meteora passata e persa nell’oblio…
L’album è stato ristampato più volte:
due ristampe giapponesi bootleg nel corso degli anni 90, tra cui una in formato mini LP della Poor Records e una ristampa ufficiale della M2U Records Coreana, molto ben fatta in formato Mini Album.
Non mi resta che consigliare vivamente la ricerca del Cd e buon divertimento.

Gli Aleph Sono:

David Highet: bass
David Froggatt: guitars, vocals
Mary Jane Carpenter: keyboards
Joe Walmsley: lead vocal
Mary Hansen: keyboards, synthesisers
Ron Carpenter: percussion

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonic Progressive
References
Yes, genesis, King Crimson
Vocals
Moderate use
Language
English-male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
28/04/2004
Artista: DUELLO MADRE
Album: Duello Madre
Anno: 2004


Nel 1973 alcuni musicisti provenienti da esperienze più disparate (Bob Callero e Marco Zoccheddu, rispettivamente al basso e alla chitarra, ex Osage Tribe; Dede Lo Previte alla batteria ex dei Circus 2000; e Pippo Trentin ai fiati) si riuniscono e decidono di dare vita ad un nuovo gruppo che prende il nome di “Duello Madre”.
Dopo il consueto periodo di rodaggio, fatto di un’intensa attività live, il gruppo entra in sala di registrazione e con l’aiuto fondamentale di Gian Piero Reverberi, che oltre ad occuparsi della produzione del lavoro stesso, in un paio di brani vi suona le tastiere; immette sul mercato un disco intitolato semplicemente con il nome del gruppo stesso.
L’album è quasi interamente strumentale, ad esclusione del primo brano, e il risultato finale non manca di mettere in mostra la bravura tecnica dei musicisti, in particolare di Callero e Zoccheddu capaci di passare da un sound abbastanza duro tipico degli Osage Tribe, a sonorità vicine ad una matrice jazz/rock del lavoro in questione.
Pubblicato per l’etichetta Produttori Associati, tutto l’insieme del lavoro si sforza di trovare una via personale, che unisca l’anima prog con un certo tipo di jazz/rock di stampo d’oltre manica; e il risultato lo possiamo definire abbastanza positivo; al di la di qualche momento in cui i temi musicali trattati vengono un po’ troppo dilatati; probabilmente la mancanza in pianta stabile delle tastiere, non rende omogeneo il tutto, il lavoro poggia tutto sulla chitarra e sui fiati come strumenti guida, risultando, come accennavamo prima, un po’ troppo ripetitivo in alcuni momenti dello stesso.
Purtroppo la registrazione dell’album è abbastanza cupa e non molto curata in generale, specchio di come, le case discografiche, tenessero in considerazione questo tipo di musica e si curassero di pubblicare lavori di buon livello.
Questo fu l’unico lavoro che il Duello Madre pubblicherà. Poco più tardi sopraggiunge lo scioglimento dello stesso. Da menzionare che dei musicisti del gruppo Bob Callero entrerà nel supergruppo “Volo” e Lo Previte verrà chiamato a far parte dei Nova.
Un’ultima annotazione: come per tanto altro materiale edito negli anni settanta, fortunatamente esiste anche la ristampa del suddetto lavoro, in CD, a cura della Mellow, e pubblicata nel 1993.


Nazione: ITALIA
Etichetta: Produttori Associati PA/LP 47

GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz-rock/Progressive
References
Perigeo/Etna
Vocals
Moderate use
Language
Italian-male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Siro C.  
27/04/2004
Artista: SCROOGE
Album: Cinematograph
Anno: 1998

Quanti disconi che non conosciamo circolano nell'etere? Personalmente posso rispondere solo in questo modo: troppi. Il tempo disponibile, la costanza ed il denaro utili per ricercare e sperimentare sono requisiti essenziali per gli esploratori delle sette note, ed il sottoscritto, ultimamente, è carente su tutti questi fronti; ma, per fortuna, esistono gli amici generosi dotati di buon gusto (o meglio, di un gusto simile al mio, buono o cattivo che sia...) che passano gli esiti delle loro ricerche e permettono di scoprire gruppi interessanti come gli austriaci Scrooge. In questa recensione voglio parlarvi del loro secondo e migliore lavoro: Cinematograph, un cd che provocherà sicuramente grandi vampate di goduria ai fans degli Art bears e, più in generale, ai patiti di certo RIO imperniato sul sapiente e fascinoso uso della voce femminile scuola Dagmar Krause. Se la musica ed il cantato degli Art bears sono i principali termini di riferimento degli Scrooge, non vanno comunque sottotaciute la presenza di influenze mutuate dalla musica popolare mitteleuropea, delle reminiscenze di new wave inizio anni '80 (in particolar modo per quel che riguarda l'approccio esecutivo, specie per le parti di chitarra), pochi accenni di folk celtico (come esempio si possono ascoltare i primi 30 secondi del sesto brano) ed una certa spigolosità d'impatto tipica di gruppi come i No secrets in the family ( ...consiglio a chi non li conoscesse di documentarsi in merito e procacciarsi tutti i loro dischi, partendo dal più progressivo "In a certain light we all appear green", 1987), guarda caso appartenenti alla stessa area geografica degli Scrooge.
Cinematograph, pur soffrendo qua e la di qualche eccessiva sintesi nella struttura dei brani, non presenta infine particolari cedimenti, rivelandosi godibile dall'inizio alla fine, ben concepito, arrangiato e suonato.
Non si tratta di un capolavoro, ma di un gran bel disco consigliabile senza remore agli amanti del RIO proposto dalle formazioni post Henry cow.

ETICHETTA: autoproduzione (distribuito dalla ReR).
CATALOGO: non presente

GENERAL REFERENCES
Genre
RIO
References
Art Bears/No Secrets In The Family
Vocals
Substantial Use
Language
Female-English
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
 
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