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03/06/2004
Artista: KALEIDON
Album: Free Love
Anno: 1973


Il gruppo che oggi prendiamo in esame sono i Kaleidon; ma prima di iniziare a parlare del loro lavoro, è necessario fare un piccolo salto indietro nel tempo di qualche anno.
Siamo agli inizi degli anni settanta, e, tra i primi gruppi che si formarono, una citazione di rilievo spetta ad un ensamble denominato “Free Love”.
Parteciparono alla prima edizione del Festival di Caracalla nel 1970, e incisero due “45” giri di discreto successo. Purtroppo il destino si accanì nei confronti del gruppo: a causa di un incidente stradale morirono infatti due componenti, e fu giocoforza, purtroppo, sciogliere lo stesso.
Alcuni anni dopo, uno dei superstiti Stefano Sabatini, torna alla ribalta musicale con un nuovo gruppo: Kaleidon, appunto.
Con l’aiuto di Massimo Balla al sax e al flauto; Franco Tallarita al basso e Giovanni Liberti alla batteria; incidono un disco, che, in ricordo del gruppo disciolto, si intitola “Free Love”.
Analizzando il disco in questione ci rendiamo conto di trovarci di fronte ad un ottimo lavoro: i musicisti tecnicamente sono impeccabili, Stefano Sabatini si dimostra un ottimo pianista, molto virtuoso, ma che non prevarica di certo nei confronti degli altri componenti del gruppo. Il loro principale riferimento è il jazz; un jazz molto canonico nella stesura dei brani e nell’esecuzione degli stessi.
Significativi a questo proposito dobbiamo citare un paio di brani “Polvere” e “Oceano”, che rappresentano perfettamente le idee, e le linee guida musicali del gruppo.
Un’altra cosa che si nota subito, è, che a differenza di altri gruppi italiani (vedi ad esempio Perigeo, Agorà, Etna, etc….) orientati si, verso sonorità di marca j/r, ma filtrate con suoni e colori della nostra tradizione mediterranea, Kaleidon rimane ancorato nella scelta dei suoni e delle atmosfere ad un canovaccio decisamente indirizzato verso il jazz, risultando a volte un po’ freddino, anche se eseguito in maniera ineccepibile.
Il disco fu stampato per la Fonit, ma anch’esso non ebbe un buon riscontro dal punto di vista commerciale, tant’è che il gruppo, dopo una apparizione al IV Festival d’avanguardia nel 1974, si sciolse.
Stefano Sabatini proseguì l’attività musicale accompagnando Toni Esposito (lo troviamo nel disco “Processione sul mare”) e poi fondando i “Mediterraneo” senza peraltro mai arrivare a pubblicare dei lavori.
Ultima notazione: il vinile in questione nel corso degli anni ha raggiunto delle notevoli cifre sul mercato da collezione; per tutti gli altri che vogliono ascoltare il lavoro, esiste, anche in questo caso, la ristampa in CD fatta dalla Mellow.


Nazione: ITALIA
Etichetta: FONIT CETRA LPQ 09074

GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz, jazz/rock
References
Dedalus, Soft Machine
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Siro C.  
31/05/2004
Artista: ALCHOURRON RODOLFO
Album: Talisman
Anno: 1994

Il piatto del giorno ci viene proposto dall'etichetta argentina Viajero inmovil, che, fra altri titoli, ha recentemente pubblicato Talismàn, un lavoro postumo di Rodolfo Alchourron (1934-1999) impacchettato in una piacevole confezione cartonata con tanto di busta interna: un discreto disco le cui influenze facilmente identificabili sono prevalentemente di matrice jazz (nella composizione, nel "tocco" degli strumentisti e nei forti richiami ad autori stile Pat Metheney, ...vedi per esempio i vocalizzi di Naty Swartz), etnico-tradizionale (la provenienza dell'opera si coglie dalle prime tre note) e, in minor misura, progressivo-canterburiana (in realta i riferimenti sono forse più nell'orecchio di chi ascolta che nelle intenzioni/radici dell'autore; cosa peraltro comprensibile, viste le fonti da cui trassero ispirazione gruppi come National health o Hatfield and the north a metà dei seventies, tali da indurre spesso la critica a scambiare matrici comuni con dei rapporti di derivazione diretta). In complesso abbiamo fra le mani un lavoro arioso, con sonorità varie anche se un po' troppo sintetiche, dove gli strumenti dialogano piacevolmente fra loro, tessendo trame raffinate ma, infine, regalandoci una "conversazione" comunque abbastanza prevedibile, come dire ...pallosetta; manca quindi il colpo di genio, il cambio di marcia, la netta rottura di schemi che, evidentemente, non era nelle corde del comunque validissimo compositore. Alla lunga il rischio è quello di annoiarsi, ed è un peccato vista la qualità della proposta... consigliato come colonna sonora di qualche lungo viaggio autostradale.

ETICHETTA: VIAJERO INMOVIL

CATALOGO: RALCH013VIR


GENERAL REFERENCES
Genre
Jazz/latin etno sound/canterbury
References
pat metheney, traditional south-american music
Vocals
Moderate use
Language
Female-Spanish
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
24/05/2004
Artista: BEGNAGRAD
Album: Begnagrad
Anno: 1982

Begnagrad, storico gruppo sloveno, originario di Ljubljana . Il nome del gruppo è un condensato di tre parole in lingua slovena: letteralmente la traduzione di Begnagrad sarebbe Fuga dal castello, riferito alla storia medievale della Città. La band nasce nella metà degli anni 70, da un gruppo di ragazzi compagni di scuola, arriveranno ad incidere il primo album nel 1982.

La musica dei Begnagrad è un intreccio di differenti stili: Jazz, progressive, R.I.O. e folk . Il risultato è una musica bizzarra e personale, dove è evidenziato una forte corrente folk, radicata nella cultura dell’Est Europeo, con diversi momenti scherzosi e ironici.
Non spaventatevi: l’insieme è molto piacevole !!
La composizione musicale è complessa, melodie e dissonanze sono dettate da clarinetto, trombe, violini e strumentazione elettroniche, ottima la ritmica, i suoni sono molto ricchi e intricati. I riferimenti al R.I.O. di scuola inglese ed est europea sono evidenti, le composizioni sono scandite e frazionate ma fortemente influenzate dalla vena Folk.
Per farvi un’idea di quello che andate ad acquistare, immaginate che la musica dei Begnagrad non starebbe male come colonna sonora ad un film di Emir Kustorica.

Il CD è edito dalla giovane etichetta israeliana MIO Records, ed è arricchito da bonus track Live, di buon livello ed un video in MPEG inedito risalente ai primi anni ottanta. Da sottolineare lo splendido lavoro di masterizzazione dell’album.
Buon Ascolto!

Nazione: Slovenia
Etichetta: MIO Records

GENERAL REFERENCES
Genre
Rock in Opposition
References
RIO scene, East European Folk Scene
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
 
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