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01/04/2005
Artista: EDITION SPECIALE
Album: Aliquante
Anno: 1977

Annunciata da Musea 2 anni fa, è stato finamente ristampato il secondo lavoro degli Edition Speciale, Alquante.
Il primo album “Alleè des Tilleus” era acerbo ed ingenuo: comprensibile per un album d’esordio e per una band alla prima esperienza discografica.
“Alquante” fu inciso per la major RCA nel 1977:
l’album è, nella prima parte interamente strumentale, nella seconda parte del cd è presente qualche inserto vocale di Ann Balestrer (Tastiere) e del Leader della band Mimì Lorenzini(chitarra), molto meno marcati del primo album, ma ancora con qualche tendenza funky .
Il sound è legato al jazz rock fusion della scuola francese, con qualche velleità progressiva e Zeuhl.
I brani abbastanza lunghi e ben strutturati, con composizioni vicine ai cugini americani Return to forever e Mahavishnu orchestra.
Tastiere dal suono abbastanza piatto, ottima ritmica con repentini cambi di tempo cari alla scuola jazz rock, complessi inserimenti di chitarra magicamente integrati.

Il cd comprende 2 bonus track “Camara” e “Aurore”, di qualità notevole previste nel terzo album della Band”Horizon Digital” del 1978, booklet completo con storia della band e foto.

Non mi resta che consigliare l’abum agli amanti del jazz rock d’annata, sconsigliato ai sinfonici ad ogni costo.

Buon ascolto
Nazione: Francia
Etichetta : Musea



Ann Ballester - keyboards; vocals
Mimi Lorenzini - guitars; vocals
Josquin Turenne - basses; vocals
Alain Gouillard - drums


1 - Vedra (6'35)
2 - A La Source Du Rêve (7'45)
3 - So Deep Inside (5'45)
4 - Le Temps D'Un Solo (5'43)
5 - La Ville En Béton (5'00)
6 - La Fille Du Ruisseau (6'45)
7 - Alone Completely Unknown (6'55)
8 - Camara (9'24)
9 - Aurore (4'45)



GENERAL REFERENCES
Genre
progressive jazz-rock
References
Mahavishnu orchestra - Brand x - Return to forever
Vocals
Moderate use
Language
Franch/English - Male/Female
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
31/03/2005
Artista: SHYLOCK
Album: Gialorgues
Anno: 1977

E’ ancora il Rock Progressivo di stampo sinfonico a catturare la mia e la vostra attenzione. Sembra incredibile ma le mie orecchie si sono ri-sintonizzate, per l’ennesima volta, su un disco di cui non mi stancherò probabilmente mai: il primo Shylock.
Trattasi di una formazione francese composta da tre musicisti eccellenti (batteria, percussioni, chitarra, basso, tastiere), autori di due dischi (il secondo è in quartetto) di Rock Progressive sinfonico, interamente strumentali e con toni tendenzialmente scuri e Crimsoniani. In entrambi i casi, le composizioni sono attente alle parti melodiche e non disdegnano quel tocco di romanticismo fatto a regola d’arte. Tra i due albums si intuisce un percorso di ricerca e crescita musicale, che rende i due lavori ben distinti l’uno dall’altro: il primo maggiormente fruibile e complessivamente più progressivo, il secondo più sperimentale ed ostico.
Gialorgues, del 1977, a mio parere è sottovalutato e soffre un po’, al paragone col secondo, della “sindrome di Calimero”. Si tratta di un disco caratterizzato da grande coinvolgimento emotivo, d’impatto, che “attizza” al primo ascolto. Il lavoro è sofisticato e nel contempo godibilissimo ed emozionante. Secondo me è più equilibrato e progressivo del celebratissimo "Île de fievre", ha toni più caldi, ammanta l’ascoltatore in maggior misura e non necessita dei ripetuti ascolti del più difficile e, se vogliamo, innovativo album successivo (che comunque è assolutamente da avere, anche perché, tra l’altro, è depurato da qualche ingenuità riscontrabile in Gialorgues ed ha il suo punto di forza nella splendida prima traccia).
In generale Gialorgues si farà parecchio apprezzare dagli estimatori maggiormente attenti ed esigenti dei King Crimson più strumentali. Colpiscono due brani: “Le Quatrième”, che dura 13 minuti ed alterna bei momenti epici, da tipica suite, a ricercate interposizioni di tastiere e chitarra e “Le Cinquième”, che dura quasi 19 minuti, da modo anche alle percussioni di mettersi in buona evidenza e in cui risaltano anche richiami alla musica classica. Durata totale dell’album: 51:45. Pur essendoci simiglianze musicali col Progressive proposto dai King Crimson, il sound degli Shylock è originale e personale, sofisticato ma non arrogante e alterna momenti di tensione, riff ariosi e validi assoli a pionieristiche atmosfere dark-chamber prog.

Per la cronaca:

Entrambi gli albums degli Shylock furono subito stampati addirittura su etichetta CBS, a suggello di professionalità e credibilità dell’ensemble.
Il leader e chitarrista Frederick L'Epee (scuola Fripp, si badi bene), terminata l’avventura musicale con gli Shylock ha dato vita ad altre due formazioni di grande interesse: i Philharmonie e Yang, di cui certo ci occuperemo prossimamente.

Shylock sono tutt’ora un riferimento per parecchie formazioni e a mio giudizio, Gialorgues è, al pari (ma in maniera diversa) del secondo "Île de fievre", un gran bel disco di Rock Progressive. Ben distribuito, immancabile in ogni collezione che si rispetti.

Track listing
1. Le Quatrième (13:05)
2. Le Sixième (3:50)
3. Le Cinquième (18:54)
4. Pendule (3:02)
5. Sous une arche de pierre (6:26)
6. Prélude a l'éclipse (2:11)
7. La robe et le chat (1:48)
8. Pour le bal des pauvres (1:45)

Total Time 51:45
Line-up
- André Fisichella / drums and percussion
- Frédéric l'Épée / guitars, bass
- Didier Lustig / keyboards

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonyc Progressive
References
King Crimson
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
25/02/2005
Artista: HOWEVER
Album: Sudden Dusk
Anno: 1981

Nel 1994 Uscì per l’etichetta Kinesis la ristampa su supporto digitale di However - Sudden Dusk.
Il vinile originale fu stampato nel 1981 per la Random Radar Records. Ma partiamo dall’inizio: il gruppo viene fondato nel lontano 1972 a McLean , in Virgina, dove si ritrovano dei ragazzi per suonare cover di King Crimson, Emerson, Lake & Palmer, Yes, Genesis, Gentle Giant, e PFM .
Nel corso degli anni 70 il gruppo, nato per gioco, si evolve e comincia a comporre pezzi propri, influenzato dal progressive rock inglese che dominava la scena artistica di quel periodo.
Nascono così gli However: il nome viene coniato nel 1977 , in occasione delle prime tournèe fatte in virginia con agli amici Happy the Man e The Muffins presso teatri, manifestazioni e stazioni radiofoniche.
Arriviamo al 1981, anno di debutto del loro primo lavoro, Sudden Dusk.
Il vinile raccoglie il risultato di un decennio d’esperienze raccolte sul campo di battaglia. Lo stile compositivo ricorda molto i Gentle Giant, soprattutto nei cori polifonici dei due vocalist Bobby Read e Peter Mark Prince, ma è molto marcata l’influenza stilistica dei compagni Happy the Man e The Muffins.
La musica è raffinata, senza sbavature o melodie barocche, con suoni di flauto, sax e seducenti inserimenti di xilofono, che donano uno spirito zappiano all’insieme. La sezione ritmica di basso-batteria è abbastanza tagliente d’ispirazione Crimsoniana, la chitarra è fluida e armoniosa .
In alcune composizioni i passaggi richiamano sonorità e dissonanze care al movimento RIO, in ascesa in quel periodo.
I brani hanno minutaggi relativamente brevi, legati tra loro in forma di suite.

Al gruppo si aggiunge la voce di Terresa Gayle e nel 1985 esce “Calling” , il secondo album degli However su Cuneiform records, ristampato nel 1994 sempre da Kinesis con l’aggiunta di bonus track. Calling è un album d’atmosfere, decisamente sotto tono rispetto a Sudden Dusk , se non per un paio d’episodi come “463-646-3463” e “On the face of the world”.


A mio avviso “Sudden Dusk” è un disco sottovalutato e sconosciuto ai più, non mi resta che consigliarne la ricerca.

Buon ascolto

Peter Mark Prince - vocals, synthesizer, piano, bass, clavinet, guitar, bass, pedals, kalimba, autoharp, manjeer bells, plucked violin;
Bobby Read - vocals, alto, baritone & soprano sax, log drums, bells, xylomarimba, piano, glockenspiel, ocarina, clarinet, synthesizers;
Bill Kotapish - guitars, cymbals, bass, vocals;
Joe "Stellar" Prince, drums & percussion, duck call, whistle, bells, chimes, tube bells, trash can lid;
with Don "Whitz" Berkemeyer - tenor & soprano recorder, whistling, gong, bassoon;
Tim Valdes - marimba, xylophone; Gary McAleer, violin; Harold Howland, vibraphone;
Annie Gadbois - cello

Tracklist:
1. It's Good Fun — 3:41
2. Hardt — 2:18
3. In The Aisles — 2:13
4. Louise Sitting In A Chair — 4:17
5. Beese — 7:08
6. Sudden Dusk — 3:59
7. Lamplight — 3:14
8. Grandfather Was The Driver — 3:20
9. Trees For The Forest — 6:33
10. In The Midst Of Making — 5:18
11. No Cows — 7:05

total time 49:35

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonyc Progressive
References
Gentle Giant - 70's Prog rock scene
Vocals
Moderate use
Language
English Male - Female
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Lele  
 
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