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09/09/2005
Artista: KONIEC PLUS BIG ENSEMBLE TALLER DE MUSICS
Album: Ad Livingstone
Anno: 1992

E' indiscutibile che dalla penisola iberica provengano tante ottime formazioni di grande spessore. Personalmente, di primo acchito, mi sovvengono gruppi come Musica Urbana, Gotic, , Iceberg, Guadalquivir, N.H.U.,Orquestra Mirasol,... nomi sicuramente dettati dal gusto personale, oltre che dall'indiscutibile valore artistico delle formazioni, ma, obbiettivamente, quasi mai contaminati con tendenze d'avanguardia.
Indipendentemente dalle valutazioni soggettive, credo risulti innegabilmente difficile pescare dei gruppi iberici, storicamente appartenenti all'immaginario collettivo dei prog fans, denotati da una chiara impronta avanguardista. Per questo "Ad Livingstone" dei "Koniec plus Ensemble taller de Musics" credo meriti la nostra attenzione.
Non siamo di fronte ad un capolavoro, ma ad un disco più che buono, eseguito da bravi musicisti chiaramente di scuola jazz, vogliosi di sperimentare e cimentarsi in quegli slanci innovativi tanto graditi dal sottoscritto, sia a livello compositivo sia negli arrangiamenti. La musica di A.L. non trascende mai, rimanendo ancorata alle proprie radici jazz e rock anche nei brani più "eversivi" (solamente alcuni singoli passaggi, se estrapolati dal contesto, risultano integralmente avanguardistici); d'altro canto le composizioni non scadono mai nella banalità o nella scontatezza. Il sodalizio fra il gruppo e l'ensemble allargato (sedici elementi) contribuisce sicuramente ad arricchire il suono d'insieme, generando un risultato frizzante e piacevole anche al primo ascolto. Per i primi quaranta minuti si procede ottimamente, senza particolari cali di tensione, in compagnia di composizioni non geniali in senso assoluto ma sicuramente molto valide, mentre nella mezz'ora finale, accanto ad idee comunque più che buone, compaiono alcuni cedimenti compositivi, delle ripetizioni ritmiche di troppo e parti improvvisate abbastanza ordinarie. Insomma un dischetto colto ma non estremo, valido ma non geniale, in ogni caso da possedere.
Una nota per chi volesse approfondire la propria conoscenza di questa anomala formazione iberica: la loro discografia, oltre al disco qui recensito, contempla Silenci en bla (CD/1994) e Senza parole (LP/1983), entrambi purtroppo non facilmente reperibili. Infine un sentito ringraziamento a Montse Alcalá della TALLER DE MUSICS (http://www.tallerdemusics.com/web/) ed a Joan Sanmartì, per la squisita cortesia. Consigliato.

ETICHETTA: TALLER DE MUSICS
CATALOGO: 003 CDJ

GENERAL REFERENCES
Genre
avant-jazz/avant-garde
References
art ensemble of chicago (... a bit)
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Ruggero  
09/09/2005
Artista: CONTRACTION
Album: La Bourse ou la Vie
Anno: 1974

Ebbene si…dentro di me (ma spero valga anche per altri) tutto nacque da un topic del Forum di www.agarthaprog.com, precisamente “Quebec, Quebec !” del 21/01/2004. Allora fui spettatore affascinato di una discussione che ultimamente mi sono ripassato e grazie soprattutto a un’immancabile dritta del “Molto Onorevole e Gran Maestro di Cerimonia Lele”, posso annunciare, a chi ancora non lo sapesse, che nel 2005 è stato finalmente ristampato “La Bourse ou la Vie”. E’il secondo ed ultimo disco dei Contraction, valida formazione di rock progressivo sinfonico del Quebec attiva nella prima metà degli anni settanta. Il debut album è del 1972: un buon disco, originale, che tende l’orecchio alle sonorità rock progressive della nascente controcultura anglosassone, pur riuscendo a mantenere un’identità d’ispirazione francese. Per quanto contenga l’essenza dello spirito della musica progressiva del Quebec dell’epoca, è un lavoro un po’ acerbo rispetto al secondo, che riprende, approfondisce e sviluppa definitivamente il percorso musicale del gruppo, nonostante la scomparsa del tastierista Frank Dervieux (mentore dell’album precedente). Come potete vedere, la line up è di tutto rispetto e il risultato di questa seconda fatica sono sei tracce brevi ed una suite di 17 minuti abbondanti, multi-movimento, con riff velatamente crimsoniani, che intitola il lavoro. Rock progressivo sinfonico, quindi, cantato in francese da una delicata voce femminile, con belle aperture romantiche dettate dalle linee fluide della chitarra e dall’uso del flauto, in cui non mancano però spunti progressivi di tutto rispetto. Le melodie sono suggestive, piacevoli, enfatizzate da strumentazioni acustiche. Le composizioni risultano innovative per l’epoca (siamo nel 1974, non dimentichiamocene) con arrangiamenti che miscelano folk, rock, con eco jazzy, pop e di classica e qualche tocco blues. L’opera ha un fascino elegante, soft, che appagherà anche i più integerrimi fautori del genere in oggetto. E’ inoltre un disco ben rappresentativo della scena prog del Quebec, unica provincia ufficialmente francofona del Canada. La bella ristampa su cd, con una buona resa sonora ed un libretto dettagliato, la dobbiamo alla label ProgQuébec, parte di Musique ProgresSon. E’ un’organizzazione che si presenta come non a scopo di lucro, i cui obiettivi sono preservare e promuovere la musica del Quebec.
In definitiva, se vi piace il rock progressivo sinfonico anni settanta andate sul sicuro: è un classico di qualità. Gli unici scogli eventuali potrebbero essere rappresentati dalle liriche in francese e dal cantato femminile, scelte che so non essere sempre apprezzate da tutti.

Track listing
1. Jos Coeur (ouverture) (1:01)
2. L'Alarme À l'Oeil (3:48)
3. Claire Fontaine (6:00)
4. Sam M'Madown (3:33)
5. Jos Coeur (fermeture) (4:57)
6. Vent Du Sud (0:46)
7. La Bourse Ou La Vie (17:54)
a. Au Commencement
b. Tout Seul Comme Un Grand Piano
c. La Bourse Ou La Vie
8. L'Âme À Tout Faire (4:58)

Total Time 42:41

Line-up
- Christiane Robichaud / vocals, vocal and flute arrangements
- Yves Laferrière / bass, vocals
- Robert Lachapelle / piano, electric piano, organ, Eminent organ, synthesizer
- Robert Stanley / guitars
- Richard Perotte / drums
- Jimmy Tanaka / congas, percussion
- Marcel Beauchamps / guitars, Eminent organ
- Denis Farmer / drums
- Jean-Jacques Robichaud / vocals
- Carlyle Miller / flute
- Joey Armando / timbales

Releases information:
LP ProgQuébec (MPM04) Canada (1974) / LP Deram XDEF 106 / CD ProgresSon MPM 04 Québec (2005)

GENERAL REFERENCES
Genre
Symphonic Rock Progressive rock
References
Quebecois Symphonic Rock Progresive Scene- Pollen – King Crimson
Vocals
Substantial Use
Language
French/Female - Male
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent



Stefano R  
27/07/2005
Artista: UPSILON ACRUX
Album: Volucris Avis Dirae-Arum
Anno: 2002

Upsilon Acrux è una formazione interessante, costituita da un trio di base che collabora con ospiti aggiunti. Propongono un tipo di musica complessa, progressiva e molto aggressiva, tanto da farli definire come fautori di brutal-prog. In realtà abbiamo sentito cose molto più brutali per quanto affini, per esempio dai giapponesi Ruins, ben documentati su questo portale. Ad ogni modo, Upsilon Acrux sviscerano brani intricati ed aggressivi che traggono ispirazione dal lavoro di gruppi come King Crimson (uno degli album precedenti si intitolava niente meno che "In The Acrux Of The Upsilon King) e Magma ma in cui si riscontrano anche tracce della filosofia di alcuni grandi innovatori del jazz, tipo Omette Coleman o Albert Ayler. Altri riferimenti, seppure meno espliciti, potrebbero essere Art Zoyd, Henry Cow, Univers Zero, Cassiber. L’asse portante del gruppo, che ha più volte cambiato formazione, ha capacità tecniche di buon livello ed un particolare affiatamento musicale; qualità indispensabili per potersi esprimersi in questo genere musicale senza combinar pasticci. In generale, i rimandi alle sonorità degli anni settanta sono evidenti, per quanto vi siano anche riferimenti industrial

Volucris Avis Dirae-Arum è un album uscito nel 2002 e non facilissimo da recuperare. E’ un ottimo esempio del potenziale di questi arditi esploratori del pentagramma, giudicati da molti come tra i migliori di questo particolare modo di esprimere la musica “in progress” ma che, a mio parere, ripropongono, per quanto in forma personalizzata e onestamente anche piacevole, cose già sentite. I pezzi sono intricati, è interamente strumentale e gli strumenti suonano per il collettivo. La ritmica è valida e piena, la chitarra crea immagini tese e incisive, i moogs regalano momenti suggestivi. C’è del minimalismo compositivo accompagnato da momenti di improvvisazione ragionata. L’elettronica è ben dosata, senza campionamenti esasperati (che se non ti chiami Fred Frith difficilmente risultano interessanti). A parte “Night of Goblin” (cover dei Goblin), tutti i brani sono scritti dagli Upsilon Acrux. La melodia è quasi un optional ma non siamo in presenza di un mero gruppo di fracassoni; a livello compositivo c’è sostanza e le armonie sono equilibrate. Questa caratteristica è proprio uno dei punti di forza della band, che vuole impattare sull’ascoltatore con composizioni cariche, epiche, roboanti e qualitativamente significative.

E’ un disco a tinte scure, di avanguardia, con tensioni e dai ritmi tirati, che nel complesso risulta essere valido. Peccato per la registrazione, non proprio eccelsa, mentre è da segnalare l’accuratezza del packaging della versione CD, con un’immagine in copertina che parla da sola. La versione in vinile è favolosa, con il disco trasparente e la copertina in carta acetata. Il vinile è “Epicene Sound Systems”, il CD è “Planaria Distribution”.

Line Up:
Jesse Appelhans: drums
Derek Burns: drums
Eric Kiersnowski: bass
Nick Lejejs: moogs
Paul Lai: guitar

Buon Ascolto!

GENERAL REFERENCES
Genre
Progressive - Avantgarde
References
King Crimson - Magma - Omette Coleman- Cassiber - Art Zoyd
Vocals
None
Language
None
TECHNICAL ASSESSMENT
Tecnique
Performance
Sound Quality
EDITOR'S PATHOS
Composition
Feeling
Originality
Rating levels






Very Poor
Poor
Acceptable
Good
Very Good
Excellent

Stefano R  
 
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